Francoforte

Scritto da Claudio Nobbio |    Novembre 2002    |    Pag.

Giornalista Nato in Francia, vissuto a Sanremo, lavora a Venezia, abita a Firenze, gira l'Europa. Direttore d'albergo da sempre, è laureato in Scienze politiche. Ha trascorso all'estero lunghi periodi della sua vita: in Germania dove ha frequentato l'Università di Muenster Westfalia, in Svezia dove collabora con Fritidsresor, e in Francia, sviluppando un'ottima conoscenza delle lingue di questi Paesi. E' direttore della rivista "Hotel managers. Business and leisure", organo ufficiale dell'Associazione Direttori d'Albergo. Ha curato l'edizione italiana di "Lezioni dal Titanic", un volume di Henry Lang che trae spunto dagli errori commessi durante il viaggio inaugurale del famoso transatlantico. Il volume "Appunti di Hotellerie", edito da Next Italia, di cui è autore, è una guida pratica per chi è interessato al mestiere di albergatore. Ha partecipato per alcuni anni con Federico Fazzuoli alla trasmissione Linea verde, della Rai. In collaborazione con Davide Riondino ha scritto la storia "Il trombettiere di Custer", opera teatrale, che racconta dell'unico sopravvissuto alla battaglia di Little Big Horn. Autore del libro di poesie "La battaglia delle lucertole" (in inglese) illustrato da Karel Appel ed edito da Laurence Ferlinghetti in San Francisco. E' del 2004 l'esordio come romanziere in "Bucare la luna", edito da Polistampa.

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L'aereo scivola lento tra le nuvole e all'improvviso Francoforte appare. La attraversa il Meno, affluente del Reno.
La prima cosa che noto è un grattacielo a forma di matita, la punta è illuminata. E' la torre della Fiera, die Messeturm, uno degli appuntamenti più famosi a livello internazionale, specialmente per quanto riguarda la Fiera dei libri.
La città non è propriamente turistica. Vi imperano le banche, un po' come Milano da noi. Qui si viene per affari, ma a parte il tempo - che non è mai troppo clemente - ci sono molte cose belle da vedere.
Qui è nato Goethe, e non è poco. Visitare la sua casa natale è quasi un obbligo. L'antico convive con il moderno. Grattacieli si mischiano ad antiche piazze, a chiese tradizionali, alla grande Opera, ai quartieri della periferia, tra cui Bornheim, con la sua Torre dell'orologio e la Piazza del mercato.

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Francoforte ha una grande zona pedonale, che potrebbe essere di esempio a molte nostre città. E' la città vecchia dello shopping. C'è anche un importante zoo con animali di tutto il mondo, con oltre 5000 esemplari di ben 600 specie.
Il quartiere più interessante e allegro è Sachsenhausen. Piccoli locali sono stati ricavati nelle caratteristiche case con la facciata a punta. Ristorantini, pub, ma soprattutto birrerie, birrerie, birrerie. Musica e canti attorno ai tavoli, dove tutti bevono e si muovono al ritmo di vecchi motivi.
La sera Sachsenhausen è affollatissima fino a notte fonda. I taxi, con le loro luci gialle, sono sempre pronti a riportarvi a casa se perdete l'equilibrio.
In città ci sono diversi musei, da quello della posta a quello dell'arte moderna, a quello archeologico. Il monastero delle Carmelitane ha l'attrazione di un museo.

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Francoforte ospita la costruzione più alta d'Europa: è la Banca del commercio, 256 metri e 50 centimetri in altezza. Una sfida agli dei?
Qui tutti parlano l'inglese, seconda lingua, qualche volta addirittura la prima. Se entrate in un negozio, e capiscono che siete straniero, vi apostrofano subito in inglese, forse perché gli americani sono di casa. Davanti ai locali della Borsa il potere è simboleggiato da un orso e da un toro. Le antiche mura hanno lasciato in ricordo la torre Eschenheimer, con la sua porta e una data del 15° secolo.
Qui l'antico non può prescindere dal moderno e viceversa. I grattacieli si sono integrati in modo spettacolare, dando anche maggior valore ai ricordi della Francoforte che fu.
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La Hauptwache, datata 1833, era un posto di polizia e una prigione. Ora è un luogo tranquillo e pedonale del centro storico: vi si può gustare dell'ottima birra, sempre fresca, e dei buoni caffè.
Il museo di arte moderna, ricchissimo e con sempre nuove acquisizioni, può essere visitato dal martedì alla domenica dalle 10 alle 20. Il museo ebraico è aperto negli stessi giorni ma fino alle 17, salvo il mercoledì che chiude più tardi.
La piazza più interessante del centro è Piazza del Municipio, la Roemer, in ricordo dei Romani che passarono di qui. E' una piazza antica, anche se non risale alle origini della città, datate 794.

A Francoforte si viene anche per andare in gita ad Heidelberg, la città degli studenti, a 90 km di distanza. "Ho perso il mio cuore in Heidelberg", dice la canzone, ich habe mein hertz in Heidelberg verloren. Se avete studiato per qualche tempo ad Heidelberg questa canzone vale anche per voi. Come in ogni città c'è un quartiere da evitare. Di notte, vicino alla stazione,
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la Koenigstrasse è piena di vizio e di droga.
Ci sono molti alberghi di catene internazionali e uno degli aeroporti più attrezzati d'Europa. Anche qui si paga in euro, anche se sembra che valgano meno.

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A tavola
Birra e crauti
Birra e wurstel con crauti sono il piatto nazionale. E' un piatto popolare e costa poco. Nel menu figurano molti tipi di minestre, e strudel per dessert. Ci sono anche piatti italiani, cinesi, giapponesi e thailandesi. I vini del Reno si consumano per lo più in questa città. Tipico è il boccale di birra in porcellana, di cui si può comprare un'intera collezione.

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Si può girare per Francoforte utilizzando il tram del divertimento. Si chiama Edelweiexpress ed è coloratissimo. Circola addirittura dal 1898, e ancora fa sorridere.

Se volete fare jogging la città ha molti parchi che ben si prestano a questa attività.