Al via un progetto sperimentale per una maggiore flessibilità degli orari

Scritto da Laura D'Ettole |    Gennaio 2001    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

Si chiama Progetto isole, perché prevede che i lavoratori di ogni unità organizzativa determinino autonomamente la distribuzione del proprio tempo di lavoro. Si sperimenterà per un anno alle casse dell'Ipercoop di Montecatini, ed è stato reso possibile grazie alla forte spinta all'innovazione del sistema di relazioni industriali espressa sia da parte del gruppo Unicoop, che da parte delle Rsu e delle organizzazioni sindacali di Pistoia. E' un accordo unico nel sistema della moderna distribuzione, e cerca di introdurre un concetto finora poco esplorato in Italia, per coniugare i tempi dell'organizzazione e le esigenze del consumatore con i tempi di vita di chi lavora. Ossia, alle casse dell'Ipercoop di Montecatini, tutte donne, per la grande maggioranza sotto i quarant'anni, e spesso con problemi di carico familiare.
Ma il "Progetto isole" non è stato impostato solo per affrontare il problema dei tempi di vita al femminile, bensì cerca di risolvere nel modo migliore il nodo della flessibilità del lavoro. Grazie all'accordo, in sostanza, la cooperativa stabilisce "quanto" lavoro occorre per garantire il servizio ai consumatori mentre i lavoratori, dal canto loro, nel loro gruppo decidono "quando". Ogni addetto potrà variare, compatibilmente con le esigenze di tutti, la distribuzione del proprio tempo su base giornaliera e settimanale. La sperimentazione inizierà a febbraio 2001 e si concluderà dopo un anno, al termine del quale si aprirà un confronto per decidere se darle valenza definitiva.
L'adesione dei lavoratori è volontaria, ma chi deciderà di far parte del progetto godrà di un incentivo economico. «Da questo progetto ci aspettiamo risultati importanti soprattutto in termini di orientamento al cliente - dice il direttore dell'Ipercoop di Montecatini Marino Gori -, perché sicuramente chi lavora a ritmi più "personalizzati" tende ad avere un rapporto più cordiale e tranquillo con il consumatore».
«Arrivare a concludere un accordo senza alcun precedente a livello nazionale non è facile e non sono mancate le preoccupazioni - sostiene Roberto Mati, segretario provinciale della Filcams Cgil di Pistoia -, ma l'accordo sul "Progetto isole" è un buon accordo, in cui vengono stabilite regole e tutele. Un accordo che ha il merito di affrontare in modo diverso, rispetto a quanto viene fatto nel settore, il problema della "flessibilità" visto che si è trovato il giusto equilibrio fra esigenze di migliorare il servizio e le esigenze di vita dei lavoratori».
L'accordo è stato illustrato nelle assemblee delle lavoratrici interessate e ha incontrato curiosità e interesse, sia rispetto ai contenuti, che alla filosofia di fondo di questo nuovo modello di organizzazione del lavoro.