La difficoltà a dormire è un disturbo diffuso e può avere riflessi negativi nella vita quotidiana. Le norme da seguire

Scritto da Alma Valente |    Ottobre 2009    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

A chi non è mai capitato di avere un istinto distruttivo verso la propria sveglia, quando suona verso le sei del mattino, magari dopo una nottata insonne? Penso a tanti. Ma solo per una minima parte la stanchezza proviene da bagordi. La maggior parte odia quel trillo perché magari si è appena addormentata o perché si è girata e rigirata nel letto.

Un riposo poco ristoratore può avere riflessi negativi sulla salute e sulla qualità di vita come affaticamento precoce, sensazione di debolezza, inattività, sonnolenza, scarso rendimento lavorativo o sociale, difficoltà alla concentrazione, irritabilità, cefalea, eccessiva preoccupazione per il proprio problema e tendenza ad avere incidenti lavorativi o stradali.

Affrontiamo l'argomento insonnia con il professor Sandro Sorbi, ordinario di Neurologia dell'Università di Firenze.

 

Cosa si intende per insonnia?
L'insonnia è l'esperienza negativa di un sonno insufficiente, o di scarsa qualità, caratterizzato da uno o più sintomi: difficoltà ad addormentarsi, problemi nel continuare a dormire, risveglio precoce mattutino.

Quanto è frequente questo fenomeno?
In Italia è stata condotta una ricerca - prosegue il professor Sorbi - (lo studio Morfeo) che ha fornito i dati sulla epidemiologia dei disturbi del sonno: i risultati hanno dimostrato una prevalenza di insonnia molto alta (64%), una elevata concomitanza dell'insonnia con altre patologie sia di medicina generale (cardio-vascolari) sia psichiatriche (depressione), una diminuzione della qualità di vita associata ad un aumento dei costi sia diretti (visite mediche, esami ecc.) che indiretti (assenze dal lavoro). Tuttavia, nonostante l'elevata prevalenza del disturbo e le sue ripercussioni, solo il 16% degli insonni risultava in trattamento. Il motivo per cui spesso il paziente non si curava, consisteva (67% dei casi) nel fatto che il paziente non si era mai lamentato di insonnia. I pazienti già in trattamento, lo avevano ricevuto dal medico curante nella maggioranza (66%) ed erano in terapia da più di 3 anni (44% dei casi), senza una adeguata valutazione della eventuale soluzione del problema.

Esistono delle malattie che possono causare insonnia?
È ben documentata una elevata concomitanza dell'insonnia con altre malattie come quelle cardiache e psichiatriche. È importante sapere però che anche i disturbi del sonno possono essere la causa di ipertensione e disturbi cardiovascolari, oltre a rendere la qualità di vita molto compromessa.

Cosa si deve fare per avere un sonno ristoratore?
Occorre seguire uno stile di vita idoneo a prevenire e combattere l'insonnia, - consiglia il professor Sorbi - ed è importante la regolarità del nostro comportamento: andare a letto la sera quando è ora di dormire, cercare di non addormentarsi sul divano, di non fare cene pesanti, cercare di mantenersi attivi durante il giorno e stare in ambienti non luminosi. Gli alcolici, poi, non migliorano la capacità di addormentarsi ma, casomai, riducono l'addormentamento e peggiorano la qualità del sonno.

Quindi niente ore piccole e vita regolare, ma quando tutto ciò non basta e si devono usare dei farmaci?
Per quanto riguarda la gestione terapeutica, è essenziale ricorrere ad uno specialista per ricercare la possibile causa del disturbo. E mai ricorrere all'automedicazione. Nel caso, e sempre su consiglio medico, è preferibile usare gli ipnotici a breve durata d'azione, per evitare effetti residui. Infine l'efficacia della terapia va rivalutata nel tempo e, in caso di inefficacia del farmaco, non va aumentata la dose consigliata, ma va modificata la terapia o rivalutata la diagnosi da parte del medico.

Si fa un gran parlare della melatonina; funziona davvero o è solo "pubblicità"?
La melatonina viene prodotta dal nostro organismo ed è una sostanza importante nella regolazione del sonno. Il suo utilizzo come farmaco può essere utile nei soggetti con occasionale insonnia, per esempio, perché sono stati in un paese con diverso fuso orario o in soggetti che hanno spostato l'ora del sonno più avanti (cioè si addormentano dopo mezzanotte) solo in questi casi, assunta nel pomeriggio, può aiutare a riorganizzare il ciclo del sonno.

 

Respirare bene aiuta a dormire

Le ostruzioni meccaniche delle alte vie aeree (naso, faringe) possono ridurre notevolmente il flusso dell'aria verso i polmoni e questo fenomeno peggiora durante il sonno causando una riduzione della ossigenazione del sangue. Il fenomeno più lieve è il russamento, quello più grave è la sindrome delle apnee notturne (Osas).

L'apnea consiste in una lunga pausa del respiro per grave riduzione dell'ossigenazione a livello cerebrale. Le cause sono: deviazione del setto nasale, ipertrofia dei turbinati, polipi nasali, gonfiore cronico delle tonsille, ispessimento della faringe (soprattutto negli obesi e nei fumatori), ingrossamento della lingua. Queste malattie peggiorano notevolmente la qualità del sonno e provocano disturbi diurni simili a quelli dell'insonnia. Le forme gravi di apnea notturna possono anche essere causa di morte improvvisa notturna.

 

Zombi

Passeggiando nella notte

A proposito di insonnia! Dopo cinque mesi di una terapia abbastanza invasiva non riuscivo a dormire, pur avendo sonno, per i crampi che mi assalivano in maniera improvvisa nella notte e, proprio per alleviare il dolore camminavo a piedi scalzi lungo il corridoio di casa come uno zombi. Una notte, erano circa le 2 del mattino, guardandomi negli specchi mi facevo pena da sola.

A un certo punto mio marito, che peraltro è medico, si svegliò di soprassalto e, preoccupato mi chiese «Che succede ti senti poco bene?» ed io «Ma non lo vedi come sono ridotta? Mi sembro Lazzaro Scacerni». E lui con i capelli arruffati e insonnolito replicò «Chiiiiii?» «Sei un incolto - risposi alterata - non ti ricordi Il mulino del Po di Bacchelli?» Mi guardò con occhi sgranati, forse pensando fra sé e sé che fossi impazzita, e poi entrambi in pigiama e mezzi "ciancicati", come si dice a Roma, cominciammo a ridere, non so più per quanto tempo. So solo che poi tornammo a letto e finalmente riposai. Insomma cultura e gioia possono essere una "pozione magica" per superare i tanti problemi che la vita ci riserva.

 

Per saperne di più sull'insonnia si può consultare il sito dell'Associazione italiana medicina del sonno http://www.sonnomed.it/


Disegno di Contemori


Notizie correlate