Tre progetti per trasformare lo spreco in risorsa di solidarietà

Scritto da Sara Barbanera |    Luglio-Agosto 2014    |    Pag.

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

Il team Senza Spreco intervistato da Bruno Santini per la trasmissione televisiva settimanale InformaCoop

Non sprecare è guadagnare e la logica vale per tutti, produttori, distributori, consumatori.

E se un’idea così semplice trova gambe, può diventare una rivoluzione: quella che hanno in mente i tre team finalisti del progetto “Fellowship” tra i quali, lo scorso maggio, la Fondazione Il Cuore si scioglie ha scelto il vincitore. Il progetto “SenzaSpreco”, di cinque giovani fiorentini, ha così ottenuto il contributo per trasformare l’idea in un’impresa per il recupero dello spreco alimentare, con una sperimentazione pilota da realizzare entro febbraio 2015.

Gli altri due finalisti, dei progetti “S-Cambia Cibo” e “Myfoody”, avranno comunque la possibilità di lavorare sulle proprie proposte grazie al sostegno di altri partner e investitori presenti alla premiazione dello scorso 10 giugno, con cena a base di prodotti invenduti del punto vendita Coop di via Forlanini.

Quali le tre proposte e i vantaggi che chiunque può quotidianamente trarne, una volta che i progetti saranno realtà? Queste le domande poste ai tre team, a partire dalla certezza che lo spreco abbonda in tutta la filiera alimentare ma in particolare sulla tavola e nel frigo dei consumatori finali, come evidenziava già nel 2012 la ricerca Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità, realizzata dal Politecnico di Milano, in collaborazione con Nielsen Italia e Fondazione per la Sussidiarietà.

Jacopo Visani, SenzaSpreco
In numeri, quelli del 2012, ogni anno in Italia vengono buttati 6 milioni di tonnellate di cibo, pari a 12,3 miliardi di euro, di cui la metà direttamente dai consumatori: 42 kg a persona di prodotti non consumati, per uno spreco pro capite di 117 euro l'anno.

Riportando i grandi numeri al contesto toscano, i tre team hanno previsto strumenti alla portata di tutti per far incontrare domanda e offerta di eccedenza e recuperare beni non più vendibili ma ancora consumabili, come ci hanno spiegato i tre giovani capiprogetto.

SenzaSpreco, Jacopo Visani

Il nostro team, tre uomini e due donne, tutti fiorentini, propone un sito di acquisto e vendita dove tutti gli iscritti possono vendere a privati con uno sconto dal 50% in su o donare al terzo settore l’invenduto ancora consumabile. Il consumatore potrà registrarsi, scegliere in foto le offerte del giorno e la zona di preferenza e pagare di persona al momento del ritiro dell’acquisto direttamente dal venditore.

Si tratta di una piazza virtuale che rimette in circolo prodotti ancora buoni, fa risparmiare il consumatore e salva l’ambiente. Oltretutto, ciò che rimane invenduto sul portale entro un limite prefissato, viene donato. È un circuito semplice e molte aziende fiorentine hanno già deciso di aderire non appena partirà, per contribuire alla piccola, quotidiana battaglia per una società… “SenzaSpreco”!.

S-Cambia Cibo, Ilaria Venturelli

Sei da Bologna e una da Berlino, cinque donne e due uomini, ci siamo ritrovati a Firenze dove è nato il nostro progetto urbano di riduzione dello spreco domestico attraverso un nuovo modo di vivere l’ambiente e la relazione con gli altri. Sul portale i consumatori mettono on line le eccedenze di frigo e dispensa, per cederle gratuitamente o scambiarle con eccedenze di altri, geograficamente vicini, con cui poi mantenere il contatto e fare rete anche in futuro.

Gli scambi saranno quantificati in termini di effetto sulla riduzione dei rifiuti che aumenterà se si uniranno anche grande distribuzione e ristoratori. Ambiente, socialità e più equità, e anche la città può tornare a essere un villaggio urbano fatto di… baratto e, soprattutto, di contatti umani!

Myfoody, Francesco Giberti

Ci siamo ritrovati in cinque da Milano, da Firenze e dal Belgio per creare un portale di e-commerce su cui collegare la domanda con l’offerta di prodotti in scadenza o con difetti estetici, scontati dal 30 al 70%: gli utenti potranno vederli in foto, acquistarli e, ecco la novità, riceverli a casa con la consegna in bicicletta o con mezzi elettrici, a un costo minimo. Riduzione degli sprechi sì, ma anche di più: la consegna a casa e il risparmio di tempo per il consumatore incentivano l’acquisto quotidiano di piccole quantità da consumare rapidamente, evitando l’effetto maxi scorta in dispensa che genera molto spreco domestico.

Il team SenzaSpreco
E l’ambiente ringrazia due volte, per la riduzione dei rifiuti e la consegna ecologica, già molto diffusa in altri Paesi europei. Il risparmio riguarda tutto il sistema ed è possibile: basta salire a bordo e… pedalare verso una direzione nuova!

Tanti, dunque gli spunti che i tre team vogliono trasformare in realtà; e mentre loro sono all’opera, i progetti restano aperti a chiunque abbia idee da mettere in campo, e poi in rete, dove lo spreco trova il varco per diventare risorsa.

SenzaSpreco

S-Cambia Cibo

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Myfoody

La ricerca

Valori inossidabili

La convenienza certamente è importante, ma per il socio di Unicoop Firenze conta molto di più il radicamento sul territorio, ilsenso di comunità e di tutela. Sono questi solo alcuni dei risultati della ricerca “Unicoop Firenze: quarant’anni di valori” realizzata da SDA Bocconi.

Insomma, un’impresa cooperativa che nell’arco di decenni ha avuto la capacità di attualizzare i valori delle sue origini, arricchendoli di contenuti e rendendoli riconoscibili ad un’amplissima platea.

Unicoop Firenze in occasione del suo quarantesimo compleanno (1973-2013) ha commissionato una ricerca sui propri valori identitari ad un soggetto indipendente e autorevole che non facesse parte del proprio territorio. SDA Bocconi è arrivata e ha messo la cooperativa “sotto osservazione” per un anno, conducendo una ricerca sofisticata e articolata in più parti.

Recupero dello spreco - Inaugurazione dell'Impact Hub Firenze - Dalla trasmissione Informacoop – 14.02.14 – durata 4’