È il simbolo di Firenze dai tempi dei Guelfi e Ghibellini. Il giardino di piazzale Michelangelo

Scritto da Càrola Ciotti |    Maggio 2006    |    Pag.

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

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Un tempo nella Valle dell'Arno
cresceva rigogliosa e in gran quantità una specie d'iris, bianco-azzurrata, denominata Alba florentina. Questi stupendi fiori, all'epoca chiamati gigli, crescevano addirittura sulle mura cittadine. Oggi quella specie è quasi del tutto scomparsa ma se ne conserva viva la memoria, dato che il giglio compare tuttora sul gonfalone del Comune di Firenze. In realtà, come tutti sanno, il giglio simbolo del capoluogo toscano è rosso, unico colore che ancora non si trova in nessuna delle numerose varietà d'iris esistenti. La ragione di ciò risale alle antiche dispute tra Guelfi e Ghibellini.
Originariamente il giglio rappresentato era quello bianco - allora abbondantemente presente in natura - ma alla cacciata dei Ghibellini da Firenze, i Guelfi, volendo lo stesso mantenere questo fiore come simbolo della città, ne adottarono una versione in "negativo" e crearono un nuovo emblema con i colori invertiti: un giglio rosso in campo bianco. L'immagine del giglio fu anche impressa nei denari e soldi d'argento e più tardi nella moneta d'oro, il notissimo "fiorino". L'iris è quindi profondamente legata alla storia di Firenze. Dove, perciò, se non in questa città, potrebbe esistere un intero giardino dedicato a questi stupendi fiori dai mille colori e dalle infinite varietà?

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A Piazzale Michelangelo si trova "Il giardino dell'iris",
vero museo naturale che si estende su una superficie di un ettaro e mezzo, in un tipico oliveto toscano, che un tempo faceva parte di un podere. Il giardino è percorso da vialetti dove si può passeggiare ammirando ogni specie d'iris, tra cui le più antiche e belle del mondo. Il periodo indicato per una visita è quello di maggio, mese della fioritura. Le diverse varietà sono raggruppate in aiuole ed etichettate con il loro nome. Oltre alle iris (barbate, nane, acquatiche, spontanee) il giardino ospita molte specie di rose e d'alberi. È possibile visitarlo anche organizzando gruppi accompagnati da un esperto, che illustrerà le caratteristiche e la storia di questo luogo e delle specie conservate.
Il giardino è gestito dalla Società italiana dell'iris, un'associazione senza fini di lucro il cui scopo è diffondere e far conoscere, ad un pubblico sempre più ampio, la coltivazione di questo fiore amato in tutto il mondo. Fu fondata nel 1959 in collaborazione col Comune di Firenze - tuttora primo partner del gruppo - per gestire questo spazio, ma soprattutto per organizzare e seguire le varie fasi del Concorso internazionale dell'iris, che ogni anno si tiene a Firenze, ormai dal 1957. Alla gara partecipano ibridatori provenienti da molti paesi, che presentano qui il risultato del loro lavoro e della lunga ricerca effettuata per dar vita a nuove varietà, sempre più belle e originali. Durante il concorso gli appassionati possono incontrarsi e confrontarsi, ed essere sicuri che ogni loro creazione sarà amorevolmente curata e conservata negli anni a venire. I membri della società, infatti, seguono personalmente il giardino, seguendo tutte le fasi di coltivazione delle iris e occupandosi dei rizomi che giungono ogni anno a Firenze per il concorso.

A chiunque sia amante dei fiori, inoltre, si propongono numerose iniziative, tra cui i corsi d'ibridazione, aperti a tutti. Tramite il processo d'ibridazione è possibile creare nuove varietà, con l'intento di ottenere colori, sfumature e profumi precisi. L'ibridazione è un processo che in natura si compie spontaneamente, grazie al lavoro delle api che trasportano il polline da una pianta ad un'altra. È possibile ripetere quest'operazione anche per mano dell'uomo: sarà così possibile scegliere, precedentemente, dei "genitori" con caratteristiche tali da poter generare "figli" che li rappresentino entrambi.
La riproduzione (sessuata) avviene trasferendo il polline di una varietà sullo stigma di una varietà diversa, che poi genererà i semi del nuovo tipo d'iris. Questi, una volta pronti, saranno tolti dall'ovario, fatti asciugare e poi conservati in buste fino al tempo della semina. Questo processo è finalizzato ad ottenere nuove varietà, mentre per la conservazione e propagazione delle iris si ricorre al rizoma.
Essendo una pianta molto rustica, la coltivazione delle iris "barbate" - quelle più comuni, conosciute da noi in Toscana con il nome di giaggioli, che crescono anche spontanee - risulta facile. Il terreno più adatto è quello da frumento, ben asciutto ed esposto al sole, con un buon contenuto di calcare ed elementi nutritivi. Il terreno deve essere preparato almeno un mese prima della piantagione dei rizomi; è sufficiente interrarli leggermente e concimarli con un buon letame maturo, che si rivela molto utile. Se non si dispone di questo tipo di concime naturale è possibile sostituirlo con uno chimico, povero d'azoto. I rizomi devono essere piantati tra luglio e ottobre, non troppo fitti visto che andranno separati gli uni dagli altri piuttosto frequentemente. Una buona annaffiatura, al momento della messa a dimora, aiuterà i rizomi a far aderire meglio al terreno le nuove radici. Le piante inizieranno a fiorire dal secondo anno successivo all'impianto, tra maggio e giugno, per raggiungere il massimo splendore dopo tre-cinque anni. Dopo il quinto anno è necessario suddividere i vecchi rizomi per ottenere nuove piante.



GLI APPUNTAMENTI
L'iris in agenda

Dal 5 al 7 maggio Firenze ospita un congresso internazionale dal titolo "Ibridi & iris", indetto dalla Società internazionale dell'iris per celebrare il 50° anniversario del concorso internazionale che, ogni anno, premia la migliore varietà di iris tra le tante provenienti da tutto il mondo. Quest'anno il concorso si terrà dall'8 al 13 maggio. Per tutti gli appassionati, inoltre, nella prima decade di maggio, l'appuntamento è con il corso di introduzione all'ibridazione delle iris. Info: segreteria Società dell'iris: via Bolognese 17, Firenze, tel. 055 483112, www.irisfirenze.it


Il Giardino dell'Iris a Piazzale Michelangelo è visitabile gratuitamente dal 29 aprile al 21 maggio con orario 10-12,30/15-19