Carlo Monni attore poeta

Scritto da Alessandra Pagliai |    Marzo 1997    |    Pag.

"Noi siam di quella razza..."
In un giorno di sole di fine gennaio, al circolo fiorentino Vie Nuove, per il ciclo di incontri 'Piacere & piaceri' organizzato dalla locale sezione soci Coop, cinquanta persone si trovano al cospetto di una concreta presenza fisica, quella di Carlo Monni. Attore di fama nazionale, sodale del primo Benigni, protagonista dei film di Benvenuti e di Chiti nonché delicato signore, a dispetto delle sembianze, sedotto dalla poesia, sanguigno dicitore e poeta lui stesso, quando narra certi suoi monologhi colorati di eros dal gusto tutto toscano, boccaccesco. L'uso della parolaccia in lui è spontaneo, un modo poetico per uscire dal noioso conformismo di quest'epoca che così poco seduce.
Il tema era centrato sul rapporto seduzione e poesia. Dice Carlo Monni: 'Facendo l'attore ho messo a punto un modo di sedurre, talvolta oso più di quel che mi è concesso ma non posso fare a meno della passione e dell'eros, anche sul palcoscenico'. Carlo sedotto dalla poesia. E' lei che lo ha spinto a fare l'attore. Prima di essere professionista portava nei bar, ai giovani operai e contadini, libri di Prevert o Cardarelli; qualcuno lo seguiva nella lettura di quei libri dopo averlo sentito recitare. Si definisce, a ragione, un alfiere della poesia contro il kitsch dilagante, un baluardo contro il cattivo gusto che cresce.
Carlo sedotto dal teatro come poesia. In proposito ha scritto una novella sulla fine dell'amore tra 'mademoiselle la poesie' e 'monsieur le theatre'. Lo zampino ce lo ha messo madame la television.
Carlo sedotto dal pubblico. La seduzione deve essere reciproca. Mettere in moto le anime è essenziale. Se il pubblico è sedotto da cose poco contemporanee, se è di media intelligenza e cultura, il sodalizio e la complicità si creano e Carlo generosamente si dà.
Carlo sedotto dal cibo. Ieri non poteva fare a meno del maiale arrosto, oggi del buon pesce accompagnato dal vino che prende direttamente in Chianti. Il buon olio di frantoio gli serve a condire verdure amare e il pane cotto a legna.
Carlo sedotto dalla donna. Per raccontarsi recita in italiano una poesia del grande poeta del rinascimento celtico William Butler Yeats. Una donna come Elena di Troia gli è fatale, si dichiara vittima di passioni quasi immortali, non crea rapporti ma solo passioni. Tutto questo lo ispira nella poesia.
Gliene chiedo una estemporanea, creata lì per lì: 'Vado nelle mattine prima che la rugiada sia asciugata. In questo momento magico tra le due luci, tra la notte che va e il giorno che nasce, le fanciulle vanno a cogliere i fiori oppure le verdure per la minestra. Io vo a cogliere loro. Quante ne trovo? Quasi punte. Allora ritorno al crepuscolo. Ma quelle che colgono i fiori son poche'.