Le lettere arrivate in redazione

Scritto da Antonio Comerci |    Aprile 2015    |    Pag.

Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista e storico.

Autore alla fine degli anni ’80 di alcune pubblicazioni: Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra (1989); Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente (1989); Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico; Frutti esotici – Piccola guida per conoscerli, riconoscerli e apprezzarli (1987); A come agrumi (1987).

Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi.

Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie. Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze.

Nel 2004 esce “All’origine dell’oggi – Cronaca degli ultimi 40 anni della cooperativa”, una cronologia dei più significativi eventi che hanno caratterizzato l’Unicoop Firenze e la cooperazione di consumo dal 1960 in poi. Stampato in proprio dall’Unicoop Firenze, la ricerca, le immagini e i testi della pubblicazione sono di Comerci.

Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati - Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze.

Per i cinquanta anni dalla registrazione della testata, nel 2013 esce “Quelli che... informano – Storia e considerazioni sul giornale dell’Unicoop Firenze” pubblicato dall’Unicoop Firenze e diffuso in migliaia di copie. Nella pubblicazione s’intreccia la biografia dell’autore, la comunicazione e la storia dell’Unicoop Firenze.

Nel 2018 Comerci va in pensione e pubblica un’edizione aggiornata de “All’origine dell’oggi”. È incaricato dalla cooperativa della responsabilità dell’Archivio storico dell’Unicoop Firenze.

No spesa, no giornale

Dopo tanti anni, precisamente 25, da Firenze mi sono trasferito per motivi di lavoro nella mia città natale. Ora gradirei che il mensile l’“Informatore”, mi venisse spedito nel mio nuovo indirizzo, come ricordo della mia amata Coop, che mi faceva trascorrere almeno un’ora al giorno di tranquillità e piacere d’incontrare mille persone di regioni e nazionalità sempre diverse. Mi sembrava ogni volta di essere in piazza della Signoria. Eppure da un po’ di tempo il giornale non mi arriva più; perché?

A. C. – Maglie (Lecce)

Il nostro sistema, in automatico, non invia il giornale a quei soci che da più di un anno non frequentano i nostri punti vendita. In genere si tratta di trasferimenti… senza le nostalgie del sig. Cerullo. O di persone anziane che si fanno fare la spesa da altri, clienti persi, figli cui la spesa la fa il babbo o la mamma. Oggi comunque il problema è meno sentito: c’è l’“Informatore” on line, puntuale, da sfogliare e stampare tranquillamente, anche a Maglie.

Mancano i cavalieri

Ho ritirato il Vostro calendario 2015 ispirato ai personaggi toscani della Via Francigena; nel merito è rispettoso della storia ma trovo l’accostamento ad Altopascio (mese marzo) con l’immagine di un barcaiolo del padule di Fucecchio, scelta assai discutibile in quanto era più consono passare un’illustrazione dei cavalieri del Tau, veri attori di quell’epoca, guerrieri, frati con vocazione di ristoratori e di cure mediche ai viandanti. Leggo che si tratta di personaggi moderni adattati a quelle località transitate, ma vedo anche gente in costume dell’epoca (Certaldo - S.Miniato - Fucecchio ecc.) e ne deduco che ci sarebbe stato spazio per questi frati altopascesi così da rendere merito alla storia.

G. T. - Montecatini Terme

Le immagini del calendario si riferiscono alle attività e alle animazioni che verranno fatte durante le gite dei soci. Ad Altopascio ci sarà la visita guidata del centro storico e, a partire da Chimenti, una passeggiata sull’antico selciato della Francigena fino alla chiesa del Galleno. Non abbiamo previsto incontri con figuranti o attori degli Ospitalieri del Tau. Mentre abbiamo previsto una navigazione sui barchini del Padule, da qui il disegno sul calendario.

www.regione.toscana.it/via-francigena/multimedia/video-e-slide

L’unico debito

Ho un libretto di Prestito sociale da diversi anni. Mercoledì 10 dicembre è apparso sull’inserto economico del “Fatto Quotidiano” un articolo basato proprio sul risparmio sociale che prendendo spunto da due Coop, una di Trieste e una del Friuli, che hanno cessato la loro attività, avverte che tutti coloro che possiedono un libretto sociale mettono a rischio i propri risparmi in caso di malfunzionamento.

F. S. - Arezzo

I nostri bilanci sono la nostra migliore garanzia. Abbiamo un patrimonio netto di 1,4 miliardi di euro pari a 1,5 volte il prestito contro un limite normale di 3 volte, estendibile anche a 5 volte. Siamo quindi al doppio della garanzia minima richiesta dalla legge. (1,5 volte contro 3). Non vi sono banche o imprese che hanno la nostra patrimonializzazione. Abbiamo inoltre il prestito sociale come unico debito da finanziamento presente nel nostro bilancio. Non abbiamo indebitamento verso le banche. Detto questo, da diversi anni non facciamo pubblicità né “spingiamo” il prestito, perché sono sempre più rare le occasioni d’investimento e di sviluppo che sono lo scopo del Prestito sociale.

Cantuccini bruciati

Dopo aver acquistato una confezione di cantuccini toscani alle mandorle Antico forno, ho constatato che oltre la metà è bruciata. Sono meravigliato che un prodotto così inadeguato abbia superato i vostri controlli per la messa in vendita, ovviamente non ne acquisterò più.

A. P. - Firenze

Queste segnalazioni dei nostri soci sono insostituibili, specie per prodotti artigianali e freschi, e vanno a integrare tutti i controlli che puntualmente vengono fatti sia sui prodotti che sui fornitori. Ma non possiamo aprire tutte le scatole per vedere se i cantuccini sono cotti al punto giusto! Certo, riportare la confezione e lo scontrino al punto vendita è un perdita di tempo e una rottura di scatole… ma serve a noi e al fornitore per lavorare meglio

Senza ipercoop

Perché non c’è più l’Ipercoop a Montevarchi? Per noi senesi della parte sud della provincia era molto comoda!

P. P. - Castelnuovo Beradenga (Si)

Gli ipermercati sono in crisi, perché è in crisi la formula di uno spazio grandissimo dove c’è un po’ di tutto. I consumatori preferiscono rivolgersi agli specialisti, a grandi superfici di elettrodomestici, informatica e telefonia, abbigliamento, articoli per la casa, dove hanno più scelta e più competenza. Per questo abbiamo preferito far cessare lo stillicidio di perdita di vendite, di costi di gestione sempre più alti e di perdite in bilancio, per offrire il miglior servizio nei settori dove esprimiamo il massimo di esperienza, competenza e offerta, cioè il settore alimentare. Gli spazi lasciati vuoti dall’iper sono destinati a medie e grandi superfici di vendita specialistica. In questo modo il centro commerciale nel suo complesso dovrebbe dare una migliore offerta complessiva.

Intolleranti al libro

Devo farvi i complimenti, perché siete riusciti a rendere ancora più difficile una cosa che era già complicata. Parlo di intolleranze e allergie, già difficili da tenere sotto controllo a causa degli elementi nascosti nel cibo, come il lattosio, che si trova ormai in cose che niente hanno a che vedere con il latte, come pane e affettati. Se non bastasse giocare sempre all’investigatore, cercando con la lente d’ingrandimento ogni più piccolo allergene, avete pensato di rendere il gioco più intrigante rimuovendo gli ingredienti dall’etichetta del pane e rimandando al libro degli ingredienti. Grazie a nome di tutti gli intolleranti e gli allergici, ci stiamo proprio divertendo un sacco.

S. R. – E mail

Una delle maggiori novità del nuovo Regolamento europeo n. 1169/11 riguarda proprio la tutela dei soggetti con allergie o intolleranze e il loro diritto ad avere una chiara informazione sugli allergeni presenti negli alimenti. Da dicembre in poi, infatti, tutte le sostanze allergizzanti previste dal Regolamento dovranno essere indicate in etichetta in maniera chiaramente distinta e ben visibile rispetto a tutte le altre informazioni. Per l’adeguamento alla normativa si renderà necessario riportare in etichetta i soli alimenti allergizzanti mentre l’intera lista ingredienti sarà rimandata al Libro ingredienti presente in ogni reparto “servito” e a disposizione dei clienti. È una situazione transitoria e stiamo cercando soluzioni in grado di rendere più semplice la consultazione delle etichette (a cura dell’Ufficio qualità Unicoop Firenze).

Olio che non ghiaccia

Anche quest’anno ho acquistato alcuni bottiglioni d’olio da 5 litri Fior Fiore Coop in offerta per i soci. Ho messo l’olio in una stanzina nell’orto dove c’è freddo come in frigorifero. Le bottiglie da 1 litro sempre marca Fior Fiore sono completamente ghiacciate e così altri bottiglioni di 5 litri di altra marca; il vostro Fior Fiore nei bottiglioni da 5 litri non riesce a ghiacciare nemmeno se lo metto in frigo. Come mai?

G. N. – Prato

Spesso si associa la cristallizzazione a temperature intorno a 4-5° con la genuinità degli oli extravergini d’oliva. Non è così. La temperatura di solidificazione dell’olio extravergine dipende in primo luogo dalla diversa composizione in acidi grassi: questa, a sua volta, dipende da tanti fattori (cultivar, condizioni pedoclimatiche etc etc); quindi la composizione di acidi grassi è variabile da lotto a lotto. In genere, maggiore è la percentuale di acidi grassi saturi (negli extravergini in particolare acido palmitico e acido stearico, che comunque rappresentano al massimo il 10-20% del totale) e più facilmente l’olio cristallizza. Ciò comunque non significa che un olio sia migliore o peggiore di un altro per questo solo moltivo. (A cura dell’Ufficio qualità, Unicoop Firenze)

Uva a San Silvestro

È usanza consolidata da generazioni di mangiare 12 chicchi d’uva alla mezzanotte del 31 dicembre. Quando eravamo “contadini” l’uva veniva conservata a “penzoli”, cioè due grappoli a bilancia sorretti da un paletto con due fili di ferro attaccati ai travicelli del tetto. L’uva era un po’ asciutta ma gustosa… Oggi con la modernità la si conserva… come? È il secondo anno che la prendo alla Coop, e nonostante sia nelle cassette avvolta nella gommapiuma i chicchi (acini) sono maculati, flaccidi e di sapore sgradevole. Ma che metodo di conservazione viene usato? Era assai migliore quella nelle scatoline da due chili che era in vendita fino alla metà di dicembre. Per il prossimo anno vi consiglio di rivedere lo stoccaggio, se lo fate voi, altrimenti cambiare il fornitore! Alcune aziende lasciano parte di uva attaccata alle viti, sotto tendoni, che colgono in prossimità di fine anno. Costa qualcosa in più ma ne vale la pena.

R. B. – San Casciano Val di Pesa (Fi)

L’uva venduta fino al 10, 12 dicembre, valutata positivamente dal socio, era un prodotto “di stacco” cioè ancora fresco e raccolto dalle viti il giorno precedente, conservato sotto tendoni . A partire dalle date successive, il tempo è cambiato, non c’erano più le condizioni per lasciare l’uva sulla pianta, che è stata raccolta tutta e conservata nelle celle. In questo modo, per quanto riguarda sapore, fragranza, croccantezza, non può esprimere il massimo. (A cura dell’Ufficio commerciale ortofrutta)

Caro il mio ambiente!

Il sapone liquido per l’ambiente Millepieni è troppo costoso! Costa 4 euro e 30 per solo 300 ml! È in proporzione molto più costoso di tanti altri saponi. Io capisco che è per l’ambiente, ma bisogna vedere anche il nostro interesse!

G. V. - Firenze

I prodotti Millepieni hanno una formulazione vegetale, delicata e biologica certificata. Il prezzo del sapone liquido Millepieni è mediamente inferiore del 20% rispetto a prodotti simili (biologici certificati) disponibili sul mercato. (David Borgioli del Reparto chimica)

La moneta non ride

Perché i prodotti “moneta che ride” stanno scomparendo dagli scaffali? Alcuni sono stati sostituiti da altre marche, altri no. Ritengo personalmente che erano prodotti validi e a prezzi estremamente convenienti.

G. P. P. - Tavarnelle Val di Pesa

Stiamo sostituendo del tutto i prodotti a marchio Moneta che ride, spesso con lo stesso prodotto ma con marchi di fantasia diversi. Poi ci sono alcuni prodotti e alcune referenze che con il ribasso del prodotto Coop sarebbero venute a costare di più! Per esempio, per la farina, i legumi e i croissant, oggi il prezzo più basso è quello del prodotto a marchio Coop.