I prodotti repellenti per proteggersi dalle punture

Scritto da Monica Galli |    Luglio-Agosto 2015    |    Pag.

Esperta in scienze dell'alimentazione e merceologia alimentare Lavora nella formazione professionale di cuochi, pasticceri e camerieri-barman. Nel 2000, insieme ad Alessandra Pesciullesi, ha costituito uno studio associato che si occupa della divulgazione di informazioni sull'alimentazione e la merceologia alimentare, tenendo corsi per il Comune di Firenze e per alcuni quartieri cittadini. In quest'ambito nasce anche la collaborazione con l'Informatore.

Foto F. Giannoni

Zanzare

Il sesso femminile non è sempre così gentile come si dice, almeno in certe specie. Infatti è proprio la zanzara femmina che si nutre di sangue. Ha una bocca trasformata per perforare la pelle come una siringa, iniettare la saliva che impedisce la coagulazione del sangue e succhiare il necessario a fornirle tutte le sostanze indispensabili per deporre delle uova perfette.

È la saliva della zanzara che provoca prurito; infatti nella zona della puntura si innescano meccanismi di tipo infiammatorio: si ha una vasodilatazione e la formazione di un ponfo rosso. La zanzara non è soltanto fastidiosa, è anche portatrice di gravi malattie, come la malaria.

Insettorepellenti

I prodotti in vendita definiti “insettorepellenti” sono miscele di sostanze chimiche, naturali o sintetiche presentate al consumatore come spray, lozioni roll-on o salviette imbevute da applicare sulla pelle. Agiscono scacciando le zanzare che non sopportano il loro odore: da qui il loro nome.

Anche se semplicemente applicate sulla pelle, possono penetrare nel nostro corpo e provocare effetti collaterali da tenere in considerazione. Per questo i prodotti insettorepellenti sono, a oggi, considerati in Italia presidi medico-chirurgici i cui principi attivi necessitano di autorizzazione del Ministero della salute.

Gli estremi dell’autorizzazione devono essere riportati in etichetta; se così non è, il loro effetto non è provato (come ne caso dei braccialettini di gomma), e la normativa che li regolamenta è quella dei cosmetici.

La composizione dei prodotti insettorepellenti è riportata nell’elenco degli ingredienti. Non essendo cosmetici, non è obbligatorio indicare tutti i componenti ma soltanto il principio attivo utilizzato, i componenti che potrebbero essere pericolosi (per esempio allergeni) e la loro concentrazione. È obbligatorio anche riportare indicazioni riguardanti rischi e pericoli, e le modalità per un corretto uso.

Le molecole naturali

L’unico principio attivo naturale autorizzato contro le zanzare è il citriodiolo estratto per la prima volta da una varietà di eucalipto (pianta di origine australiana, diffusissima anche in Italia) ma oggi preparato anche in laboratorio. È l’unico estratto vegetale la cui efficacia è stata dimostrata. I prodotti a base di citriodiolo hanno concentrazioni che variano molto, dal 6% al 60% e oltre. La durata dell’effetto dipende dalla concentrazione, variando dalle 2 alle 8 ore.

Dubbio o di scarsissimo effetto invece è l’effetto di citronella e geraniolo. Queste due molecole non rientrano fra quelle codificate come insettorepellenti: cerottini, braccialetti, salviette che contengono soltanto queste due essenze, rientrano nella categoria dei cosmetici, e non possono (o potrebbero) dichiarare in modo esplicito e come unico effetto quello di scacciare le zanzare.

“Naturale” non è sempre sinonimo di assenza di pericolo, e citriodiolo, citronella e geraniolo, come spesso avviene per i componenti degli oli essenziali, sono irritanti per gli occhi e per le mucose: infatti in etichetta numerose sono le avvertenze sui rischi riportate dai produttori.

Le molecole sintetiche

Le molecole approvate dal ministero della sanità italiano sono tre: il Deet, la picridina e il Pmd (p-MetanDiolo), versione sintetica del citriodiolo di cui già è stato detto.

Il Deet (N,N-diethyl-meta-toluamide; N,N-diethyl-3-methylbenzamide; dietiltoluamide) è la sostanza chimica più utilizzata, i prodotti in commercio ne contengono fra il 10 e il 33,5 % (il valore massimo per l’uso topico è stabilito da normativa europea). È efficace contro molti insetti, non soltanto le zanzare. La durata della sua efficacia dipende dalla concentrazione fino a un massimo di 6-8 ore per i prodotti con il massimo di concentrazione consentito.

Penetra facilmente attraverso la pelle nel nostro organismo, e per questo è stato molto studiato. Ma a oggi i pareri sugli effetti tossici per il sistema nervoso, gli occhi e la pelle, derivati dagli studi scientifici, sono discordanti. Di sicuro comunque non è più pericoloso del naturale citriodiolo (rapporto dell’Istituto superiore della sanità del 2011 n°24 Guida alle entomoprofilassi). Fra le controindicazioni quella di non usare con creme solari, che facilitano l’assorbimento di questo principio attivo e su materiali plastici e su tessuti sintetici che potrebbero essere danneggiati.

Citronella

La picaridina (o icaridina o KBR3023) è di più recente introduzione sul mercato, ha una protezione sovrapponibile a quella del Deet ma a differenza di questo non è untuosa, è assorbita in misura minore dalla pelle e non sciupa plastica e fibre sintetiche. Dal punto di vista della pericolosità per la salute sembrerebbe più innocua degli altri principi attivi, certo che ancora è presto per fare delle valutazioni visto che il prodotto è sul mercato da meno tempo rispetto agli altri. I prodotti ne contengono in concentrazioni fra il 10 e il 20%; anche in questo caso maggiore è la concentrazione maggiore il tempo di protezione.

Proteggere i bambini

L’Iss (Istituto superiore di sanità) dà indicazioni precise: fino ai 2 anni di età sono consentite solo le zanzariere ma nessun prodotto chimico, neanche i cosmetici a base di citronella e geranio. Se siamo in zone particolarmente infestate, e comunque a bambini sopra i 6 mesi di vita, una volta al giorno si possono applicare prodotti a base di Deet con concentrazione inferiore al 10%. Fra i 2 e i 12 anni si possono usare Deet, citriodiolo e picaridina, purché a concentrazione inferiore al 10% e per poche applicazioni al giorno. Solo dai 12 anni in su è adatto l’uso di concentrazioni maggiori.

Nuove frontiere

L’uomo invisibile

Si chiama 1-methylpiperazine,e studi recenti hanno messo il luce un suo particolare aspetto: pare che sia in grado di inibire parzialmente l’olfatto delle zanzare che dunque non sono in grado di riconoscere la presenza dell’uomo. Di conseguenza, non si avvicineranno alla nostra pelle e non pungeranno. La scoperta potrebbe essere molto importante ma è tutta da valutare. Certo che cambia la prospettiva dei prodotti: da sostanze repellenti a sostanze che rendono l’uomo invisibile (inannusabile!).