Scritto da Stefano Giraldi |    Gennaio 2004    |    Pag.

Giornalista e fotografo Specializzato in arte ed architettura. Ha realizzato un gran numero di cataloghi per artisti contemporanei italiani e stranieri. È stato a capo di campagne fotografiche per la realizzazione di numerosi volumi sui palazzi e chiese di Firenze per importanti case editrici con le quali collabora tuttora.

Nell'orto del Perseo
"O come non si ricorda
Vostra Eccellenzia illustrissima d'averla veduta (la statua del Perseo n.d.r.) nell'orto della casa mia... che per l'orto degli Innocenti (l'ospedale n.d.r.) l'è venuta a vedere 'i Bandinello...".
Così scriveva Benvenuto Cellini nella sua "Vita" (Libro secondo, cap. XC) parlando col Duca Cosimo I dei Medici in piazza Signoria sotto la Loggia dei Lanzi.
Ebbene, la casa del Cellini, con l'orto dove fu fuso il Perseo, in via della Pergola 57 (allora si chiamava Via del Rosaio), è tuttora (dopo circa 500 anni) il laboratorio e lo studio di un grande scultore contemporaneo fiorentino, Marcello Tommasi. Ancora il fascino dei bronzi e delle opere scultoree ricorda il grande scultore-orafo del 1500; tuttora nel giardino dello studio, ora di Tommasi prima di Cellini, echeggia il fervore di quelle giornate burrascose, della difficile e tormentata fusione di un'opera grandiosa quale il Perseo. Ancora sembrano risuonare le parole del maestro: "con voce grandissima dicevo, ora a questo e ora a quello: Porta qua, leva là... E tutta quella brigata con tanta voglia mi ubbidiva che ogniuno faceva per tre... e in quel mentre io avevo condotto tutta la mia opera alla sua fine" (Libro secondo, cap. LXXVII).
È la nascita di un capolavoro.

Nella foto:
Marcello Tommasi nel giardino del suo studio dove Cellini fuse il Perseo
Lo studio è visitabile su appuntamento telefonico, tel. 0552478935 - 055576859