Riaperto il museo archeologico della Maremma

Nella terra dei butteri
I locali completamente restaurati, la collezione ampliata del 40 per cento e un itinerario espositivo rinnovato per facilitare il percorso ai visitatori.
E' questo il biglietto da visita del 'nuovo' Museo archeologico e d'arte della Maremma, riaperto al pubblico dopo sette anni di lavori nella prestigiosa sede del vecchio tribunale, a poche centinaia di metri dal centro storico di Grosseto.
Quaranta sale, articolate in cinque sezioni disposte su tre piani, ospitano una delle più importanti raccolte etrusche d'Italia, oltre a reperti archeologici romani e medievali provenienti da tutta la Maremma. Nell'imponente palazzo ottocentesco ha sede anche il Museo d'arte sacra della diocesi di Grosseto, che raccoglie un centinaio di dipinti e sculture, soprattutto in legno, della scuola senese (1200-1700), oltre ad oggetti liturgici, parati, codici miniati e testimonianze del culto popolare.

La storia
I primi pezzi furono raccolti alla metà del secolo scorso da Giovanni Chellini, canonico e intellettuale di origini senesi appassionato di archeologia. Fu lui nel 1860 ad inaugurare la biblioteca di Grosseto, dove trovarono posto i primi reperti provenienti dalla sua collezione personale. E fu sempre lui ad impegnarsi, qualche anno dopo, per la realizzazione di un museo archeologico che andasse ad affiancare la biblioteca.
Ancora oggi un'intera sezione è dedicata proprio alla sua originaria collezione, tra cui figura una notevole ciotola di bucchero del VI secolo a.C. con un alfabeto etrusco arcaico, nel quale compare per la prima volta la lettera 'f', indicata con il segno '8'.
Nel 1923 un altro ecclesiastico, Antonio Cappelli da Grosseto, diventa il nuovo direttore della biblioteca chelliana e del museo, trasferendoli per l'occasione in quella che è ancora oggi la sede ufficiale della biblioteca, il palazzo dell'ex seminario di via Mazzini. Dieci anni dopo, il 9 agosto del 1933, lo stesso Cappelli inaugura il Museo d'arte sacra della diocesi di Grosseto, nei locali restaurati sopra la sacrestia del Duomo. Nel 1975 i due musei vengono riuniti in un'unica sede, che è poi quella attuale.

Il museo
La prima sezione - lo abbiamo già visto - è stata allestita con i reperti superstiti del primo museo civico di Grosseto, tra cui delle urne cinerarie etrusche di età ellenistica provenienti da Volterra e Chiusi.
Nella seconda sezione il museo ricostruisce la storia di Roselle, il più importante centro archeologico del grossetano, ripercorrendo oltre 25 anni di scavi. Altri reperti etruschi (corredi funebri, urne, capitelli, anfore e ancore), tra cui alcuni orientalizzanti, sono conservati nella terza sezione, che documenta la storia archeologica della Maremma dalla preistoria all'età moderna.
Le ultime sale introducono alla storia della città di Grosseto, a partire dal Medioevo. Da un bel boccale rinascimentale con cavaliere, ritrovato casualmente in piazza Dante, ai reperti provenienti da vari centri della Maremma.

Tesori in mostra
Sono in mostra al museo anche una quindicina di opere appartenenti alla collezione di Gianfranco Luzzetti, antiquario di fama internazionale e di origini maremmane. Alla sua morte i capolavori - trentacinque opere, tutte di artisti italiani in un arco di tempo che va dal '300 al '600 - da lui raccolti in tanti anni di ricerca, troveranno una sistemazione definitiva proprio all'interno del museo di Grosseto.

Per saperne di più
Museo archeologico e d'arte della Maremma, piazza Baccarini 3, Grosseto, tel. 0564488750/1/2. Per informazioni rivolgersi anche all'Ufficio relazioni con il pubblico del Comune, tel. 167-019431. Fino al 30 ottobre il museo sarà aperto dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20; dalle 9 alle 13 dal 1° novembre al 28 febbraio. Chiuso il lunedì, il 1° maggio, 25 dicembre e 1° gennaio. Costo del biglietto lire 8 mila, ridotto lire 5 mila. Ingresso gratuito per i bambini fino ai 6 anni.