Un vero boom per i corsi di taglio e cucito

Scritto da Laura D'Ettole |    Gennaio 2014    |    Pag. 5

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

Donne di tutta le età, giovani e meno giovani, tutte insieme appassionatamente ad attaccar bottone.

Sarà l’effetto della crisi, fatto sta chei corsi di taglio e cucito organizzati lo scorso anno dalle sezioni soci Coop di Ponte a Greve, Empoli e Cascina Navacchio hanno registrato un boom di iscrizioni (con liste di attesa!). Un vero e proprio fenomeno di costume all’insegna del riciclare e del ricucire.

Al Centro*Ponte a Grevedi Firenze(due corsi da 15 persone e 38 in lista per gennaio) le donne, grazie alla tramvia, sono arrivate un po’ da tutte le parti della città. Le macchine da cucire le ha prestate la Singer, ma qualche partecipante se la porta addirittura da casa. Dieci lezioni della durata di due ore e mezzo, per imparare questo lavoro manuale finito nel dimenticatoio.

«Oggi non si sa più neanche attaccare un bottone – dice la presidente della sezione soci Coop Gabriella Iacopini – e invece la crisi sta ponendo con determinazione il problema del riuso delle cose».

Le più giovani dicono: «non sappiamo fare nulla, vogliamo imparare». Le più mature vorrebbero un attestato, magari per farlo valere sul mercato. Ma i corsi Coop non servono a questo.

Si potrebbe riassumere la loro funzione con lo slogan “Scopri il sarto che è in te”, come dice Angela Corsani, sarta e maestra di taglio e cucito. «Nei corsi insegno tre cose principalmente: rimettere in taglia, fare il restyling e correggere l’usura o i difetti di un capo», spiega Angela. C’è molta più attenzione al recupero di quanto non fosse negli anni passati, continua: «oggi quando e “se” si compra, si cerca di acquistare le cose migliori e che durano di più».

Per questo Angela insegna merceologia del tessuto, spiega le caratteristiche dei materiali, le fibre. E poi insegna i piccoli interventi anche solo per… recuperare l’uso delle mani: «Insomma, cerco di rimettere in moto quel piccolo saper fare di cui era ricca la nostra zona».

Nelle stanze dei “bottoni”, dove si chiacchiera e si socializza, è arrivato anche un uomo, presenza insolita in un luogo in cui si parla di reggiseni, punto vita e biancheria. Ma, a ben pensarci, perché no? Anche lui ha imparato a fare orli, riparazioni, essere autosufficiente: questione di pari opportunità.

E poi, se proprio vogliamo ritrovare una tradizione anche al maschile, è già pronta: «Una volta la madre insegnava i piccoli segreti femminili al figlio che andava a fare il militare per essere in ordine e non sfigurare». Oggi si riscopre anche questo.

Quest’anno corsi di cucito si terranno nelle sezioni soci di Antella, Gavinana, Scandicci. Novità al Centro*Ponte a Greve: si terrà “Cambio d’abito, l’eleganza con l’arte del riciclo, ovvero riciclare e fare moda con ciò che abbiamo in casa” (per i dettagli vedi pag. 24 della rubrica Socialità; per eventuali aggiornamenti www.coopfirenze.it)

Il ricavato dei corsi di taglio e cucito sarà devoluto in solidarietà alla Fondazione Il Cuore si scioglie.

http://www.deabyday.tv/bellezza-e-stile/consigli-in-pi-/video/1174/Wardrobe-refashion--i-consigli-di-Atelier-del-riciclo.html

Refashioning: reinventare vecchi abiti. I consigli di Atelier del riciclo

Da www.deabyday.tv


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