Dalle abili mani di un artigiano campigiano rinascono i modelli del genio di Vinci Una mostra permanente in piazza Signoria

Scritto da Debora Pellegrinotti |    Gennaio 2001    |    Pag.

Nel segno di Leonardo
Il genio di Leonardo torna a vivere in un piccolo laboratorio artigianale alle porte di Firenze. Una ad una le macchine di Leonardo da Vinci si materializzano grazie alla maestria di un giovane artigiano: Gabriele Niccolai, 35 anni, campigiano, una passione travolgente per le macchine leonardiane. Adesso quello che era cominciato quasi per hobby, trasmessogli dal padre, si è trasformato in una vera e propria professione. Le macchine leonardiane riprodotte da Gabriele fanno infatti bella mostra di sé in alcuni dei più importanti musei della scienza del mondo, a Milano, Boston, Tokyo. E da qualche settimana Gabriele ha inaugurato la mostra permanente cui forse teneva di più, quella di Firenze, che ha trovato un'adeguata sistemazione nello storico palazzo Uguccione, nel cuore di piazza della Signoria. «E' un po' come coronare un sogno - racconta Gabriele Niccolai - cominciato molti anni fa quasi per scherzo, quando presentammo ad una fiera alcuni modellini in scala ridotta di macchine leonardiane. Da allora è stato un crescendo che ci ha portato a riprodurre le macchine a grandezza naturale». Dietro ad ogni modello ricreato da Niccolai c'è uno studio approfondito e meticoloso delle carte leonardiane: «Ogni progetto viene rielaborato al computer - spiega Gabriele - in modo da rispettare le proporzioni, ma è evidente che solo attraverso la realizzazione artigianale si riesce a comprendere in pieno quelle che erano le grandi intuizioni di Leonardo che spesso i progetti lasciano solo intravedere». Il particolarissimo "catalogo" di Gabriele Niccolai comprende ormai oltre 40 macchine, disponibili sia su scala ridotta da scrivania che a grandezza naturale per i musei.
Una particolare predilezione Gabriele l'ha riservata alle macchine da volo: «A Firenze abbiamo esposto la 'vite aerea', una sorta di elicottero ante litteram, oltre naturalmente ai famosi alianti che abbiamo fedelmente riprodotto in un modello che presenta un'apertura alare di ben dodici metri. Insomma, non è un caso che il problema più grosso delle mie mostre sia proprio quello di trovare spazi adeguati». Ma il genio di Leonardo trovò modo di esprimersi anche nel settore delle macchine militari: «Per mantenere il dono principal di natura cioè la libertà - scriveva Leonardo nei suoi "Pensieri sull'Universo" - trovo modo da offendere e difendere, in stando assediati da li ambiziosi tiranni». Così ecco che nei codici leonardiani troviamo formidabili macchine da guerra che Gabriele Niccolai ha fedelmente ricostruito: bombarde e proiettili di straordinaria modernità, catapulte, fino ad arrivare ad un vero e proprio carro armato munito di cannoni e di corazze, che ne fanno il vero precursore dei moderni tank. Tutti i segreti delle macchine di Leonardo sono riassunti in un cd che nella mostra permanente di palazzo Uguccione è a disposizione dei visitatori in postazioni multimediali. La mostra di Firenze rappresenta un obiettivo importante per Gabriele ma non certo l'unico. «Il mio sogno è quello di poter allestire una grande mostra divisa per argomenti, il tema dell'acqua, dell'aria, della prospettiva, con circa 250 modelli in modo da toccare un po' tutti gli argomenti trattati dal più eclettico artista toscano del Rinascimento. Tra le altre cose mi piacerebbe realizzare, a grandezza naturale, la gru progettata dal Brunelleschi per la costruzione del Duomo di Firenze, il cui disegno è arrivato a noi tramite gli schizzi di Leonardo. Sarebbe bello, un giorno, poterla esporre accanto al Duomo».

A Vinci e a Firenze
Le macchine leonardiane
Oltre alle opere di Gabriele Niccolai è possibile visitare due interessanti musei che ripercorrono le varie tappe della produzione delle macchine leonardiane.
Si tratta del Museo della scienza e tecnica di Firenze, dove sono esposti oltre un centinaio di modelli che illustrano l'opera di Leonardo, moderno ingegnere. Per la maggior parte furono costruiti in occasione della mostra organizzata nel 1952 dal Comitato nazionale per le onoranze a Leonardo nel quinto centenario della sua nascita (1452).
C'è poi il Museo di Vinci. La sua fondazione risale al 15 aprile 1953, data di conclusione delle celebrazioni per il quinto centenario della nascita di Leonardo, con una prima esposizione di modelli di macchine ispirati ai disegni leonardiani. Da quegli anni il museo si è arricchito di nuovi materiali e modelli ed è cresciuta l'esigenza di un suo aggiornamento e riordino. Questa opportunità si è felicemente realizzata grazie alla disponibilità completa di macchine e modelli della mostra itinerante "Laboratorio su Leonardo", realizzata da Ibm Italia e conclusasi nel 1986 dopo tre anni di visite in città italiane e straniere.

Le invenzioni
La prima bici
"La sapienza è la figliola della sperienza". E' questo uno dei motti di Leonardo forse più noti e sicuramente è quello che meglio riassume il suo approccio alla scienza. Nell'immenso corpus di progetti e disegni di Leonardo non mancano sorprese a volte stupefacenti per la loro modernità. Fra queste un posto a parte merita l'ultimo disegno ritrovato di Leonardo, quello della bicicletta. Il velocipede raffigurato dal genio di Vinci è infatti il diretto progenitore delle moderne biciclette, con un sistema di trasmissione del movimento dei pedali alla ruota posteriore garantito da una fascia in cuoio inserita in ingranaggi dentati, in tutto e per tutto simile alla moderna catena.