Iniziativa Coop-Cospe

Il Sahara Occidentale è stato fino al 1976 una colonia. Dopo il ritiro della Spagna avrebbe dovuto essere diviso in due parti da annettere ai due Stati confinanti,
Nel Saharawi contro la celiachia
Marocco e Mauritania. Quest'ultima però ha rinunciato alla sua parte e quindi il territorio è passato tutto sotto l'occupazione marocchina. Da allora è iniziata la lotta per l'indipendenza e la formazione dello Stato Saharawi.
Il Polisario è l'organizzazione politica-statuale che rappresenta il governo in esilio e gestisce i campi in Algeria, dove si sono rifugiate 150 mila persone sfuggite alla guerra nella ex colonia. Le caratteristiche di questa popolazione e l'organizzazione che si sono date hanno permesso che i campi non si trasformassero in luoghi di miseria e disperazione.
Già nel 1991, dopo l'accordo d'armistizio che interruppe la guerra, doveva tenersi il referendum per l'autodeterminazione ma l'opposizione del Marocco lo impedì. Fu l'attuale segretario generale dell'Onu, Kofi Annan, ad impegnarsi per concludere la vicenda. Con gli accordi di Houston fu definito un preciso calendario, le modalità e la messa a disposizione dei mezzi per permettere di realizzare il referendum il 7 dicembre 1998. Anche questa volta il Marocco è riuscito a sabotare il processo e, per ora, a ritardarne la scadenza.
In questo quadro si colloca un progetto per la cura del morbo celiaco (intolleranza al glutine contenuto nel frumento, orzo, segale e avena) che si è scoperto essere a livelli altissimi tra la popolazione infantile dei campi (5,6% contro lo 0,3% in Italia). Sono stati realizzati già alcuni obiettivi: una ricerca accurata sulla diffusione della celiachia; la formazione di un tecnico di laboratorio per poter fare in loco la verifica diagnostica; la fornitura delle attrezzature ed il montaggio del laboratorio di analisi nell'ospedale principale dei campi, a Rabuni, che si completa in questi giorni; la prima informazione alle madri dei primi 26 casi diagnosticati e la fornitura di farina senza glutine per preparare il pane per questi bambini.
Il raggiungimento di questi obiettivi ha già richiesto una spesa iniziale di oltre 80 milioni di lire, su un valore complessivo del progetto di oltre 360 milioni, anticipati da Cospe e Coop in attesa del cofinanziamento richiesto alla Comunità europea; ma anche grazie all'apporto volontario di medici, infermieri e altre persone dell'Associazione di solidarietà con il popolo Saharawi di Livorno, del Cospe e della Clinica pediatrica universitaria di Ancona.
In questi giorni si sta avviando una nuova fase del progetto: la formazione di un gruppo di 26 donne (una per ogni raggruppamento di tende, di circa 8.000 abitanti) che si faranno carico di informare a loro volta sia le madri degli affetti da celiachia che tutte le donne sui problemi nutrizionali in generale e in particolare per quanto riguarda il periodo dello svezzamento.
E' del tutto evidente che essere un soggetto celiaco è una limitazione anche in Italia, ma esserlo in quelle condizioni può diventare quasi tragico: 50 gradi all'ombra in estate, carenze d'acqua, suoli inquinati, un'alimentazione dipendente dall'assistenza internazionale, scarsa in quantità e in varietà. Per questo il progetto, anche se limitato ed estremamente specifico, assume un valore molto significativo.