I consigli dei nutrizionisti in un opuscolo che sarà distribuito anche nei supermercati

Scritto da Laura D'Ettole |    Ottobre 2005    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

Non fanno colazione, bevono poco latte e ingurgitano quantità illimitate di bibite gassate: praticamente la dieta migliore per ritrovarsi con ossa malandate e osteoporosi da anziani. L'istantanea sugli adolescenti fiorentini è stata scattata dal Centro per le malattie ossee di Careggi che, non contento di fare la diagnosi, si sta cimentando con la sfida di prevenire la malattia. Da dove prendiamo il nostro calcio? Questo sarà l'argomento di una pubblicazione che (grazie al contributo della Regione Toscana) a breve verrà diffusa in supermercati e scuole di ogni ordine e grado. «Contribuirà a far comprendere le ragioni per cui questo minerale, finora correlato all'età avanzata o alla menopausa delle donne, sia in realtà così importante durante tutto l'arco della vita», sottolinea la responsabile del centro per le malattie ossee Maria Luisa Brandi. In particolare ci saranno delle tabelle che spiegheranno la percentuale di calcio contenuta negli alimenti e insegneranno a fare le somme giornaliere.
«Una volta imparato il metodo, per le nuove generazioni diventerà automatico in futuro alimentarsi correttamente», continua Brandi. Intanto il Centro dà il suo contributo per mettere un primo tassello in questo lungo percorso.

Il cavolo a merenda
Se non beve latte, va bene anche la merendina o il gelato, ma meglio evitare troppe bevande gassate, perché favoriscono la perdita di calcio nelle urine.
Le pessime abitudini alimentari di giovani e anziani sono state messe a fuoco da alcune ricerche condotte dal Centro di Careggi. Solo il 67% dei ragazzi fiorentini fa regolarmente colazione ogni giorno; circa il 3% non la fa affatto. Fra gli studenti l'assunzione di latte nel primo pasto della giornata è limitata al 43%, mentre il 25% lo sostituisce con succhi e spremute di arancia.
Usi e costumi scorretti però, si sa, si tramandano di padre in figlio, e allora ecco che un'altra ricerca ha messo in luce come, negli anziani osteoporotici , il calcio introdotto con la dieta è appena di 800 mg al giorno, contro i 1200-1500 raccomandati per questa fascia di età. Con il risultato che la perdita di massa ossea che ne deriva può comportare gravi e dolorose fratture. Eppure, dice una terza ricerca, nei supermercati c'è un'offerta vastissima di prodotti ricchi di calcio.
Le alternative sono molte, e davvero per tutti i gusti: biscotti, corn flakes , gomme da masticare, caramelle, snack e formaggi. Ma vanno bene anche basilico, pecorino, pinoli, cavolo, frutta secca e tutti gli alimenti che contengono la dizione "arricchiti in calcio". L'importante è (come sempre) adottare una dieta variata, fare il giusto mix e assumere la "giusta quantità" di calcio giornaliera.

La giusta dose
Ai neonati bastano 400 mg, da uno a sei anni la quantità raddoppia, «ma il calcio è importante soprattutto durante la pubertà e l'adolescenza», dice l'autrice dell'opuscolo Elisa Bartolini , che ha dedicato la propria tesi di laurea a questo argomento. Circa 1200 mg al giorno, perché lo scheletro a quell' età è in continuo sviluppo e quindi le ossa hanno bisogno del proprio nutrimento principale.
Siamo "geneticamente programmati" per raggiungere il picco di massa ossea a 25 anni: «ma è importante avere il giusto introito per esprimere questo potenziale genetico», prosegue Bartolini . Dopo l'adolescenza la quantità necessaria di calcio si riduce a 1000 mg al giorno, per poi risalire, per le donne ultracinquantenni in particolare, ancora a 1200 mg giornalieri.

Le star del calcio
Un litro di latte, intero o scremato che sia, contiene la quantità di calcio che serve in un giorno (120 mg di calcio x 100 g), e così pure un etto di grana (1200 mg, sempre x 100 g); mentre le acque minerali calciche (180-360 mg al litro) possono rappresentare un valido ausilio sia per chi ha un'intolleranza al latte, sia a chi, per questioni di salute, non può mangiare formaggi. Ed è pura leggenda, assicura Maria Luisa Brandi, il fatto che facciano venire i calcoli.
La lista degli alimenti ad alto contenuto di calcio vede in prima fila i formaggi: pecorino (1100), emmenthal (1000) e provola (860) sono quelli che ne contengono di più. Seguiti da una nutrita schiera di pesci come le sarde (350), sgombro (180), alici (145). Particolarmente ricchi di questo minerale sono i prodotti ittici conservati con lo scheletro sott'olio o in salamoia. Anche il tuorlo d'uovo apporta un discreto contenuto di calcio (147), insieme a verdure come il cavolo verde (210) e le rape (190), o a legumi come ceci (142), fagioli secchi (130). Fra le erbe aromatiche preferite la salvia (fresca, 600 mg; secca o macinata, 1650), il basilico (fresco, 250 mg; secco o macinato, 2110) e l'origano (secco, 1580 mg). Ottima la frutta secca: mandorle (240), fichi secchi (186) e nocciole (150) sono le più ricche.
Per i ragazzini vanno bene anche le merendine al latte (200-300) e il gelato al latte (120), ma anche i biscotti arricchiti (270-400), i cereali per la colazione (250-400), i succhi di frutta (60-150), lo yogurt (120-150).
Qualcuno sarebbe infine felice di scoprire che contengono tanto calcio anche caramelle e chewing gum (400-900). Ma in questo caso, prima di farne un uso sconsiderato, è meglio consigliarsi con il dentista.