La vera storia di Villa La Petraia

Scritto da Isabella Puccini |    Giugno 1999    |    Pag.

Giornalista

Nel giardino del re
Per villeggiare in santa pace, d'estate, i Medici potevano scegliere tra una ventina di ville e talvolta la prescelta era proprio La Petraia. Che si trova alle pendici di Monte Morello, le dolci colline di Castello, nella zona che congiunge Firenze a Sesto Fiorentino. Già nel 1300 apparteneva alla famiglia ghibellina dei Brunelleschi che, fedeli all'imperatore, dal torrione si difendevano dalle truppe pisane nemiche; passò poi alla famiglia Strozzi, quindi ai Medici e infine ai Lorena. Per qualche anno, durante Firenze capitale, fu la residenza estiva di re Vittorio Emanuele II di Savoia per poi diventare, nel 1919, di proprietà dello Stato italiano.
L'edificio è semplice e la tradizione dice che fu addirittura Bernardo Buontalenti a progettarlo. E' dominato da un massiccio torrione quadrato e incorniciato dal bel giardino all'italiana, fiorito - garantisce il giardiniere - in tutte le stagioni. E' disposto su quattro livelli, per una superficie complessiva di un ettaro e mezzo. Nella balza più in basso si trova il "parterre", da dove si può godere, anche seduti sulle panchine, lo splendido panorama sulla piana di Firenze. Risalendo poi verso la scalinata si accede al "piano della Figurina", il principale, dove si trova la Fiorenza del Giambologna, la celebre "Venere che si strizza i capelli" portata qua nel '700 dalla vicina villa di Castello.
Ma entriamo nella villa. Ci accoglie un bellissimo cortile, di notevole effetto, sovrastato da un lucernario enorme, una struttura di vetro e ferro che dona una luce davvero inaspettata. Il resto lo fanno gli affreschi del Volterrano che decorano loggiati e pareti, raccontando gli episodi più gloriosi della vita dei Medici.
L'ambiente fu coperto da Vittorio Emanuele II, per ottenere una sala da ballo in occasione delle nozze del figlio. Di recente il vetro è stato sostituito da uno speciale infrangibile, più sicuro ma non per questo meno bello.
"Ci siamo impegnati affinché la villa, pur restaurata, mantenesse l'aspetto originale - dice la dottoressa Isabella Lapi Ballerini, direttrice del museo di Villa Petraia - e proprio per questo stiamo avviando un progetto per rimettere nella loro collocazione originaria tutti gli arredi in base all'ultimo inventario, del 1911".
E vanno in questa direzione gli interventi già effettuati: il tic-tac delle pendole rende l'ambiente più vivo e le composizioni di fiori in seta, riproduzioni fedeli dei dipinti originali, lo colorano.
Tutti gli arredi sono stati qui riuniti in epoca sabauda. E alcuni sono proprio curiosi: come i 12 tamburi in stile impero trasformati in divanetti, forse nemmeno troppo comodi, in uno degli studi regali.
Salendo al primo piano si entra nella sala dei giochi, dove oltre a biliardi e giochi di società dell'epoca si può ammirare l'antesignano del conosciutissimo flipper. Sì, è proprio un flipper, azionato a mano naturalmente, ma completo della guida da cui lanciare la pallina, i chiodi per costringerla a seguire un percorso a zig-zag e le varie caselle segnapunti, con punteggi più alti per premiare un percorso più ardito.
Sempre al primo piano è possibile entrare nella stanza da letto della "Bella Rosina", la donna che fu l'amante, nemmeno troppo segreta, di Vittorio Emanuele II. Alla morte della moglie ne divenne la regale consorte, dopo essere stata insignita per l'occasione del titolo nobiliare di "contessa di Mirafiori".
Merita una visita, infine, il bel parco all'inglese, posto sul retro: un'oasi di verde e di fresco di cui sarebbe veramente un peccato non approfittare!

Visita alla villa
Sono previste visite guidate ogni 50 minuti circa, accompagnate dagli addetti alla vigilanza. Per avere gli orari dettagliati rivolgersi alla segreteria, tel. 055452691. La villa è aperta tutti i giorni eccetto Natale, 1° dell'anno, 1° maggio e 2° e 3° lunedì del mese.
Biglietto d'ingresso lire 4 mila, con il quale si può anche visitare l'adiacente giardino di Castello. Orario biglietteria (fino al 30 agosto): dalle 9 alle 18.30, invernale fino alle 15.30.