Scritto da Melania Pellegrini |    Ottobre 2011    |    Pag.

Nata a Roma, si è laureata in Lettere moderne nel 1993. Comincia la sua attività giornalistica nel 1996 con il quotidiano on line Ultime Notizie che un anno dopo approda nelle edicole romane. Nello stesso periodo comincia a lavorare presso l’ufficio comunicazione e stampa dell’ass. di categoria Unione nazionale costruttori macchine agricole dove si occupa della rivista mensile MondoMacchina/MachineryWorld.

Nel 2001 si trasferisce a Firenze. Qui lavora come organizzatrice di congressi e eventi culturali al Convitto della Calza e comincia a scrivere per il settimanale locale Metropoli con cui collabora fino al 2011. Nel 2003 partecipa al concorso per entrare all’ipercoop di Sesto Fiorentino, passa tutte le selezioni e viene assunta come cassiera. Da questa sua esperienza lavorativa, che continua tutt’oggi, nel 2011 nasce “Diario di una cassiera”, una rubrica pubblicata sull’Informatore, la rivista mensile di Unicoop Firenze. Sempre nel 2011 scrive il volume “I nostri primi 30 anni. La sezione soci Coop di Campi Bisenzio fra impegno, solidarietà, socialità e partecipazione”. Da gennaio 2012 si occupa delle rubrica Guida alla spesa dell’Informatore.

Eccomi a fare su e giù per la barriera casse a levare i cestini della spesa, e soprattutto a levare tutto quello che ci viene lasciato dentro. Sì, spesso dentro ci si trova ogni cosa: si può andare dalla bustina dell'ortofrutta non utilizzata, al depliant con le offerte, a resti di mangiare, si trovano anche acquisti precedenti; pensate che una volta ho trovato persino un portafoglio, reso prontamente al proprietario, ovviamente.
Pare siano in molti a credere che siano cestini del sudicio: infatti una delle volte in cui stavo andando a raggruppare i cestini in fondo alla mia cassa, erano tutti sparsi e non si passava, un signore si è spostato da una fila accanto per avvicinarsi ai cestini e buttarci dentro un guanto usato dell'ortofrutta. Io l'ho guardato sbigottita e gli ho detto: «Guardi che è un cestino della spesa non della mondezza!», e lui «Beh, non sapevo dove buttarlo; mica me lo posso tenere in mano fino alla fine».


No, infatti. «Guardi: lì c'è un cestino per le cartacce; ce ne sono diversi vicino alle bilance, quando va a pesare; e poi, casomai non ce ne fossero, potrebbe sempre chiedere alla cassiera o buttarlo quando esce. Non pensa a chi userà il cestino dopo di lei?». Un po' scocciato il signore ha preso il guanto e senza rispondere lo ha buttato nel cestino giusto. Un signore della fila vicino che ridacchiava vedendo la scena, mi ha detto: «Ha fatto proprio bene, sa? Mi dà così fastidio trovarli sporchi».


Vi assicuro che è difficile tra tante persone gentili e cortesi, ben pulite, che comperano detersivi, scope e palette, immaginarsi quali siano quelle che lasciano il cestino in queste condizioni senza preoccuparsi del prossimo. Ma basta osservare un po' le persone in fila alle casse e le troverete. Vi assicuro che il "menefreghista" che è in noi appare all'improvviso, vestito elegante o sportivo, donna o uomo, giovane o anziano; si guarda intorno, convinto di non essere visto e... zac, cartina lanciata, cestino colpito, canestro da 3 punti, oppure velocemente si mette un cestino pulito sopra a quello dentro cui è stato lasciato di tutto. E il gioco è fatto. E noi? Ripuliamo.