Scritto da Càrola Ciotti |    Aprile 2003    |    Pag.

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

Sono in tutto e per tutto alberi. Affondano le radici nella terra, si nutrono di aria, acqua e sole; fioriscono, danno frutti, ma... sono piccoli, a volte piccolissimi!
I bonsai, gli "alberi coltivati in vaso" - questo il significato della parola - hanno un'origine antichissima.

Natura in miniatura 2
La storia

Le prime tracce le troviamo in Cina, già nel 1500 a.C., dove alcuni popoli nomadi usavano portare con sé, durante le migrazioni, piante ad uso alimentare, trasportandole in vasi o cassette. Sono stati però i maestri giapponesi a diffondere quest'arte in tutto il mondo. I bonsai approdano nel paese del Sol levante intorno al 1100/1200, quando alcuni monaci buddisti cinesi si recarono in Giappone per diffondere la loro religione e filosofia, portando con sé alcuni esemplari di queste piccole piante.
In Europa dobbiamo attendere la fine dell'800 per vedere i primi esemplari di piccoli alberi. In quel periodo furono allestite alcune mostre a Londra e Parigi e dopo la seconda guerra mondiale, nel corso della quale migliaia di bonsai finirono distrutti, alcuni reduci americani portarono negli Stati Uniti i primi esemplari.
Negli anni '60, sia in Usa che in Europa, nacquero i primi circoli per amatori e oggi non esiste paese che non abbia subìto il fascino di quest'antica tradizione orientale.

Primo: pazienza!
Coltivare un bonsai richiede pazienza e uno spiccato senso di comunicazione con il mondo naturale, le piante e i loro cicli vitali. Molta è la soddisfazione che si può provare nel prendersi cura di un piccolo albero. Può aiutare anche a rilassarsi e ad uscire dal frenetico ritmo d'ogni giorno. E' indispensabile avere un giardino o almeno un terrazzo per coltivare un bonsai. Il metodo più semplice per procurarselo è acquistarne uno nei molti centri specializzati, o presso alcuni fiorai (si parte da circa 25 euro per gli esemplari più semplici, per arrivare a qualche centinaio di euro per quelli più rari o pregiati); altrimenti si può comprare in un vivaio un piccolo albero che abbia le caratteristiche per diventare un bonsai o, ancora, procurarsi in natura una pianticella con le medesime qualità. I più pazienti possono anche partire dal seme e dopo sette/dieci anni iniziare a vedere i risultati!
Ogni specie d'albero può diventare un bonsai; le conifere, come il ginepro e il pino, sono da considerarsi le più classiche, ma anche gli alberi da frutto, l'olivo o l'olmo sono molto comuni e rispondono bene alla lavorazione.

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Mano alle forbici

Per la cura del bonsai è necessario apprendere alcune tecniche. La potatura è una delle operazioni fondamentali per far sì che la pianta mantenga la sua forma e cresca armoniosamente. E' necessario possedere un piccolo set di speciali forbicine, tronchesi e seghetti; il costo per un'attrezzatura media è di circa 100 euro. La legatura è un'altra tecnica importante da imparare e per questa sono utilizzati speciali fili in rame o alluminio. Queste operazioni, per dare buoni risultati, devono essere effettuate con precise scadenze che è bene rispettare. Chiaramente ogni bonsai ha bisogno di essere annaffiato, concimato e ogni tanto rinvasato. Per annaffiare è bene limitarsi all'uso di un nebulizzatore, sia per il terreno che per il fogliame. La quantità d'acqua varierà secondo le condizioni climatiche e il tipo di bonsai. E' probabile che in estate, o in presenza di vento forte, il terreno si asciughi in fretta e si debba provvedere a più di un'annaffiatura al giorno.

Attenti al vaso
E' importante sapere che anche il vaso ha un ruolo particolare nella presentazione di un bonsai, essendo la ricerca estetica uno dei fondamenti di questa disciplina. I colori e l'aspetto della pianta devono armonizzarsi con quelli del contenitore: per un melo che dà frutti rossi potrà andar bene un vaso bianco o azzurro, che ne esalti il contrasto cromatico. I vasi, detti anche contenitori o vassoi, sono disponibili in materiali e forme diverse e si trovano in commercio a partire da circa 10-15 euro. Cinesi e giapponesi fabbricano vasi bellissimi e alcuni pezzi tramandati di generazione in generazione hanno raggiunto un valore inestimabile.

Per saperne di più:
Associazione Siena Bonsai, con sede in Strada di Valdipugna 20: organizza corsi per principianti, dimostrazioni teorico-pratiche anche con maestri giapponesi e mostre. Tel. 0577364749, chiedere del sig. Fausto Porcelli, presidente dell'Associazione.
Museo Crespi a Parabiago (Milano). E' uno dei più importanti a livello europeo; organizza una bellissima mostra ogni anno, generalmente nel mese di maggio. Presso il museo esiste anche un'Università del bonsai per corsi di specializzazione, www.crespi.it
Il sito "generale" del settore è www.coordinamentobonsai.it, esiste anche una rivista bimestrale con molte utili informazioni: "Bonsai news"