Due donne raccontano le loro storie e il punto di vista dell'editore

Scritto da Bruno Santini |    Marzo 2010    |    Pag.

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

«Raccontare una storia è un po' come mettersi allo specchio e vedere se ti riconosci nel personaggio che hai creato. Raccontare una storia è soprattutto "raccontarsi" una storia, prendere coraggio per raccontarla agli altri e dare anche a loro il coraggio di parlare, di comunicare».

Così Lidia Colla (insegnante e preside nella scuola media con un passato anche nell'editoria scolastica) spiega il suo bisogno di scrivere. Ed ecco allora per L'Autore Libri Firenze Essere donna, il suo nuovo romanzo. In una Torino di fine millennio due donne s'incontrano e si scambiano, nel volgere di uno sguardo, esperienze, sofferenze, aspirazioni, fatica. Quella, appunto, di essere donna. Poi entrambe riprendono il proprio cammino, con una consapevolezza in più, con una forza diversa: la speranza.

Quanto c'è di autobiografico nella vicenda narrata?
«È difficile rispondere a questa domanda, perché qualunque vicenda, di qualunque persona, che tu hai scelto come emblematica e filtrato attraverso la tua intuizione, sensibilità ed esperienza, diventa la tua vicenda, la tua storia. E tu diventi un tuo personaggio. Di certo - prosegue la Colla già autrice del simpatico e fortunato libro per ragazzi Il mostro e i suoi mostrilli - mi riconosco nel ritratto psicologico della protagonista, nelle sue lotte, fatiche, aspirazioni, paure, come penso in lei si potranno forse riconoscere, in tutto o in parte, anche le donne che leggeranno questo libro».

 

Diario di mamma

Altro stato d'animo e altra tematica in Mani di vaniglia della fiorentina Monia Scarpelli (Mauro Pagliai Editore), dall'eloquente sottotitolo: Nascita di una mamma in 40 settimane.

Un diario? Una guida? Come definire il suo libro?
«È un pezzettino della mia vita, ma è un frammento che potrebbe benissimo far parte di un altro mosaico, della vita, magari totalmente diversa dalla mia, di un'altra mamma. Senza alcuna pretesa d'insegnare qualcosa, è un romanzo che raccoglie pensieri, emozioni, ricordi e aneddoti ironici, esperienze quotidiane del percorso attraverso il quale si diventa mamme; al massimo, qualche consiglio pratico che potrebbe risultare utile, ma niente di più. Quello che ho voluto raccontare è un punto di vista diverso: non quello medico, non quello comportamentale-psicologico di certi manuali, ma una storia semplice che vede una donna rinascere a nuova vita come mamma, in un nuovo stato più complicato e intenso, difficilmente descrivibile e assolutamente unico. E poi dentro al libro ci sono tante donne, non soltanto io - le mie amiche, mia mamma e le mie nonne con le loro tradizioni, le donne che vedi solo una volta durante le visite mediche o al corso pre-parto - e anche gli uomini che ruotano attorno alla nascita e che vedono la loro compagna mutare come un bruco nel bozzolo e diventare farfalla».

Qual è stato il momento in cui ha pensato e deciso di scrivere un libro che raccontasse il suo "diventare mamma"?
«Avevo pensato di scrivere un diario per ricordarmi tutto quello che potevo di quest'esperienza, ma non sono brava né costante in questo tipo di raccolte d'informazioni; scrivere una storia invece è diverso, è uno dei grandi amori della mia vita. Una storia ha un inizio e una fine, ma soprattutto una vita tutta sua, proprio come un figlio. Ho preso qualche appunto via via e quando mio figlio ha visto la luce mi sono detta che non potevo permettere che quei ricordi scolorissero senza che potessi trattenerli e condividerli in qualche modo. Così ho iniziato...»

Il bimbo che compare in copertina è il suo vero bambino. Casa vorrebbe le dicesse quando, da grande sarà in grado di leggerlo?
«Intanto vorrei che lo leggesse perché lo vuole davvero e non perché "lo ha scritto la mamma". Mi piacerebbe che lo aiutasse a guardare oltre quella che lui osserva ogni giorno solo come "una mamma", pensando che, prima di tutto, è una donna che lo ha messo al mondo; una donna normale - anzi, un po' più bassa della media - con tante paure e dubbi, con mille imperfezioni, ma con grande fantasia, voglia di sognare e di ridere, una donna innamorata del proprio uomo (che poi è suo padre!), che ha iniziato a sentire un nuovo emisfero del cuore battere soltanto da quando è nato lui».

 

Scrittori e scrittrici

La giornalista Claudia Renzi cura la collana "Pop heart", per la Mauro Pagliai Editore, composta da romanzi caratterizzati dall'attualità dei sentimenti e dall'incrocio di stili letterari. Per ora la collana ha tre titoli, tra cui il bel libro della grossetana Dianora Tinti Il giardino delle Esperidi. A lei chiediamo d'individuare le più evidenti differenze tra lo scrittore e la scrittrice.

«Le donne - ci spiega - scrivono meno degli uomini... o forse tendono meno a cercare visibilità. Hanno probabilmente i cassetti pieni di loro lavori, ma anche meno coraggio per proporli ad un editore. Per le esordienti poi, visto che le prime prove sono spesso autobiografiche, scatta una sorta di pudore. Un uomo è più giocoso e scanzonato... e anche più disponibile nei confronti dell'editore. La scrittrice difende molto di più il suo scritto. Forse però la differenza tra i due sessi la posso sintetizzare con questo episodio che mi capitò qualche tempo fa. Non riuscivo in nessun modo a far capire ad una aspirante scrittrice, che il prodotto che ci stava sottoponendo non era assolutamente all'altezza di una pubblicazione. Allora decisi di mettere a confronto la sua prima pagina e quella rivista da me. La ragazza capì e rinunciò al progetto». Se fosse stato un uomo? «Probabilmente mi avrebbe proposto: Allora scrivimelo te il libro!»

 

  • Lidia Colla, Essere donna, L'Autore Libri Firenze, pagg. 61, 6,50 euro
  • Monia Scalpelli, Mani di vaniglia, Mauro Pagliai Editore, pagg. 192, 10 euro
  • Dianora Tinti Il giardino delle Esperidi, Mauro Pagliai Editore, pagg. 160, 12 euro

 

Interviste a Lidia Colla, Monia Scarpelli e Claudia Renzi

 


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