L'orchestra sociale dei bambini di Arezzo che aiuta a superare le disuguaglianze

Scritto da Giulio Caravella |    Novembre 2018    |    Pag. 30, 31

Musicasempre ad Arezzo

Foto L. Desiati

Le storie del cuore

All'interno della Casa della musica, nel cuore della città, in piazza Grande ad Arezzo, una bambina fa le bizze: è imbronciata e punta i piedi guardando verso il basso. Il direttore d’orchestra e gli insegnanti provano con dolcezza a convincerla, ma alla fine cedono: Elisabetta vuole suonare a tutti i costi insieme ai suoi compagni, anche con il braccio rotto. «Appena senti anche soltanto un dolorino, ti fermi», le hanno detto. E a lei andava bene, l’importante quella sera era partecipare al concerto di fine anno. 

Qualità e accessibilità

Musicasempre è l’orchestra sociale che ad Arezzo permette gratuitamente ai bambini di imparare a suonare, con una particolare attenzione verso chi vive situazioni difficili a livello socioeconomico. È nata nel 2017 grazie all’Associazione 7 Note e alla collaborazione della Scuola di musica di Fiesole e della Casa della musica di Arezzo. «Mettiamo al centro la crescita dei bambini: attraverso la musica si impara anzitutto a stare insieme», spiega Marco Scicli, direttore dell’orchestra e insegnante della Scuola di musica di Fiesole. «Lo scopo principale dell’associazione è da sempre quello di fornire una formazione musicale d’eccellenza, cercando di renderla accessibile a tutti - racconta Giulia Nuti, responsabile produzione e comunicazione -. Ai numerosi ragazzi che hanno vinto concorsi o sono diventati musicisti di professione abbiamo deciso di affiancare tanti bambini che non avrebbero mai avuto l'opportunità di suonare. E infatti una delle cose più belle che accade all’inizio dei corsi, è il sorriso che appare sulle loro facce appena gli consegniamo lo strumento». Alla base di tutto c’è dunque la convinzione che la musica sia una risorsa sociale inclusiva, da condividere. 

Il metodo Abreu

Da qui nasce l’idea di usare El Sistema di José Antonio Abreu, arrivato in Italia grazie al maestro Claudio Abbado. Che cos’è? È un grande insieme di cose: un modello didattico musicale ma ancor prima una strategia di inclusione sociale. El Sistema è nato in Venezuela dalla mente di questo musicista ed educatore, che voleva fare qualcosa per provare a contrastare l’enorme disparità economica e sociale del suo paese. Così ha inventato un sistema di educazione musicale pubblica, diffusa e capillare, con accesso gratuito e libero per bambini di tutti i ceti sociali. El Sistema ha dimostrato negli anni la sua efficacia artistica e sociale, dando una possibilità educativa a tanti giovani provenienti da situazioni di povertà e marginalità. Una delle prime cose che prevede è affidare lo strumento direttamente al bambino, senza intermediari o pagamenti. E quello strumento è suo, sotto ogni punto di vista: dovrà utilizzarlo, prendersene cura e trattarlo con attenzione. Un'abitudine consolidata anche all'interno dell'orchestra Musicasempre: «Insistiamo molto affinché siano i bambini a ritirare gli strumenti - chiarisce Marco - perché devono capire che è una loro responsabilità e in questo modo insegniamo a prendersi cura dello strumento».

I cittadini di domani

Ma lo scopo non è insegnare a un bambino lo strumento perché diventi un musicista professionista. Il vero obiettivo è coltivare la sua autostima, la capacità di lavorare in gruppo e sensibilizzarlo alla bellezza e alla cultura. «Ai bambini non importa la storia dello strumento o di quello che vuoi raccontargli, vogliono semplicemente suonare», racconta Marco. I bambini toccano gli strumenti e, sotto la supervisione degli insegnanti, possono sperimentare in libertà, anche in base alle proprie caratteristiche. «I genitori rimangono meravigliati da cosa i figli sono in grado di suonare a fine corso, quasi non sembrano aspettarsi che i loro figli siano in grado di suonare quella musica». Le lezioni si fanno sempre insieme: alcune volte tutti i bambini seguono il direttore, mentre altre sono divisi tra i vari maestri degli specifici strumenti. Ma sempre nella stessa stanza. Il meccanismo è quello dell'educazione tra pari: i bambini imparano dagli altri bambini. «La musica per tanti anni ha beneficiato e si è vantata della sua esclusività, mentre adesso sta diventando sempre più inclusiva - spiega Luca Provenzani, presidente dell’associazione 7 Note -. Per noi questo è un aspetto fondamentale, perché attraverso questo tipo di attività possiamo dare un'opportunità formativa importante ai cittadini di domani».

Una possibilità per tutti 

Elisabetta alla fine è riuscita a salire su quel palco e a esibirsi per il concerto finale di Musicasempre. Una possibilità che nei prossimi mesi sarà garantita a tanti altri bambini anche grazie alla campagna di crowdfunding “Pensati con il Cuore”, che ha garantito continuità all'orchestra anche per il 2018/2019. La raccolta fondi, organizzata insieme alla sezione soci Coop di Arezzo, ha permesso di raccogliere 7788 euro, a cui si sono sommati 7500 euro di cofinanziamento da parte della Fondazione Il Cuore si scioglie. Un contributo che si è rivelato fondamentale per finanziare le oltre 100 ore di formazione e il noleggio degli strumenti. E così anche il prossimo anno i bambini continueranno a suonare. Speriamo per molto tempo. Perché con questo progetto c’è in gioco un pezzo importante della nostra società futura.

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