Intervista a Francesco Ernani

Scritto da Laura D'Ettole |    Gennaio 1997    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

I progetti del teatro fiorentino, i rapporti con la Coop
Musica nuova per il comunale
Nasce ad Ancona 59 anni fa, ha una solida cultura musicale e in tasca un Master in Business Administration della Pacific Western University. Il suo nome è Francesco Ernani, dal gennaio 1995 Sovrintendente del Teatro Comunale. Inizia la sua carriera nel 1971 all'Arena di Verona come dirigente amministrativo, poi è segretario generale del Teatro della Scala; nel 1990 lo vogliono al Teatro dell'Opera di Genova e poi finalmente a Firenze. Da questa sua appassionante avventura nel mondo dei teatri lirici, Ernani, più manager che maestro, trae spunto per varie pubblicazioni sul tema dell'organizzazione amministrativa musicale. E' lui il 'grande traghettatore' destinato a condurre il Teatro Comunale verso i nuovi assetti privatistici.
Sovrintendente Ernani, quali sono le tappe della trasformazione del Comunale in soggetto privato?
La trasformazione, per legge, è prevista nel triennio 1996/ë99. Entro la fine di quest' anno mi auguro di poter portare lo statuto della nuova fondazione all'attenzione delle istituzioni, per dare finalmente via libera alla realizzazione pratica del progetto.
E gli obiettivi?
Soprattutto quello di coniugare il principio che la realizzazione di un prodotto artistico deve avere regole economiche precise, con l'esigenza di confrontarsi continuamente con un pubblico sempre più esigente e dai gusti sempre più raffinati...
Quali sono i nodi principali da affrontare in questa fase di transizione?
Principalmente la consapevolezza che i corpi artistici e le specializzazioni tecniche che operano da anni in questa istituzione, essendo risorse culturali del territorio, non possono essere abbandonati. Devono partecipare a questo processo di ricerca di maggiore efficienza e responsabilità nel rapporto con il mondo istituzionale fiorentino. Voglio dire che se il Comune e la Regione sostengono il Teatro, questo deve avere le carte in regola per destinare i finanziamenti pubblici a sostegno della propria attività.
In questo momento così ingeneroso per la finanza pubblica, quale può essere la strategia di un'istituzione culturale che sta volando verso un assetto autonomo?
La fase è sicuramente delicata e difficile: crisi dell'occupazione, della capacità di spesa statale e locale. Anche le scelte di carattere culturale devono sapersi adeguare. Non devono mettere in concorrenza, che so, il teatro con un ospedale, ma devono tener fermo il principio che la cultura resta una delle più alte priorità della vita collettiva.
Quale sarà, in questo processo, il ruolo dei finanziamenti privati?
Il sostegno del mondo imprenditoriale a tutta l'operazione diventa essenziale perché ne legittima la sopravvivenza. Con Unicoop Firenze, ad esempio, abbiamo iniziato l'anno scorso un'esperienza che ci auguriamo possa portare a sviluppi interessanti e fruttuosi.
Qualche idea in proposito?
Certo, da Coop ci aspettiamo una sensibilità particolare. Il mondo cooperativo persegue finalità sociali e la musica è un servizio sociale. Nell'attuale stagione sinfonica abbiamo previsto agevolazioni per i soci Coop, ma il rapporto può estendersi anche ad altri aspetti. In Giappone, ad esempio, il Teatro Comunale è stato ospite di un grande centro commerciale in occasione della mostra 'Da De Chirico a Guttuso', dedicata ai più importanti pittori che hanno lavorato per il Maggio musicale fiorentino. All'estero queste esperienze sono molto frequenti. In Italia è una pagina ancora tutta da scrivere.
Quali sono le perle dell'attuale stagione sinfonica?
I direttori invitati sono tanti e prestigiosi: Prêtre, Tate, Giulini, Mehta, Ahronovitch, Bychkov, solo per citarne alcuni. Per il Maggio ci sarà poi una Turandot con Mehta e la regia di Zhang Yimou (il regista di Lanterne rosse), un grande Parsifal diretto da Bychkov e Arianna a Nasso, ancora con Zubin Mehta. Un 1997 di altissimo livello, per un Teatro fra i primi nel panorama artistico italiano e internazionale.

Soci appassionati di musica
Duemilacinquecento biglietti venduti ai soci Coop per il Maggio musicale e la stagione sinfonica estiva del 1996. Un successo davvero inaspettato per il primo anno della collaborazione fra Unicoop Firenze e il Teatro Comunale. A tal punto che le opportunità per il 1997 sono anche più ampie. I soci Coop godono di uno sconto del 20-25% sull'abbonamento alla stagione sinfonica e di riduzioni sui singoli biglietti di platea e prima galleria.