Home theatre, subwoofer, Dolby surround: una guida ai termini dell'intrattenimento domestico

Scritto da Paolo Gelli |    Febbraio 2007    |    Pag.

Trentasei anni, vive a San Miniato, in provincia di Pisa, con sua moglie Marzia, e i loro due figli Andrea e Chiara Benedetta. Ha due grandi passioni: il cinema e la musica. La prima si ripercuote da diversi anni sulla sua vita professionale. Paolo è infatti un operatore cinematografico di cabina (altrimenti detto "proiezionista"), vale a dire la persona che si occupa di effettuare e garantire la corretta proiezione di un film in una sala cinematografica. Innamorato della scrittura letteraria fin da giovanissimo si cimenta nella scrittura di testi per le canzoni; dapprima con i vari gruppi rock nei quali canta, in seguito scrivendo testi per cantanti emergenti ed alcune trasmissioni televisive. Dal 1995 è iscritto alla SIAE come "paroliere". Nel 2004, dopo aver ripreso gli studi interrotti in gioventù, si laurea in Scienze della Formazione all'Università di Firenze discutendo una tesi sulla formazione fatta attraverso l'uso di film. Da allora affianca al lavoro di proiezionista diverse collaborazioni: docente per alcune agenzie formative, educatore in una casa famiglia per minori con disagi familiari, terapista occupazionale in una residenza per anziani e copywriter per alcune aziende. Per Coop ha curato la stesura del libretto "Storie di Prodotti", per il progetto di educazione al consumo consapevole. Dal dicembre 2006 collabora con L'Informatore tentando di spiegare le parole nuove legate soprattutto all'evoluzione della tecnologia domestica, un'altra grande passione.

Musica nuova in salotto 1
In questa rubrica
dell'Informatore ci stiamo appassionando alle parole nuove che svolazzano nel lessico moderno, soprattutto in ambito tecnologico. Una di queste parole che, come spesso succede, ci arriva direttamente dal dizionario inglese, è entertainment. La traduciamo senza troppi sensi di colpa con "intrattenimento". Per l'appunto molta della contemporanea oggettistica alla quale abbiamo pensato in occasione delle recenti festività di Natale è prodotta proprio per l'intrattenimento: musica e cinema in testa.

Una delle possibilità che queste tecnologie stanno offrendo negli ultimi tempi è quella di pensare al nostro salotto come ad una piccola sala cinematografica, in modo da poter trovare la stessa qualità - in termini di immagini e di sonoro - del cinema. Abbiamo quindi l'allocuzione "home entertainment" quando si vuol indicare la famiglia dei dispositivi adatti a godersi un buon film in casa (ma il concetto è ampliabile anche per la fruizione di musica). Intendiamoci: il cinefilo riconoscerà sempre la supremazia della sala cinematografica, ma forse proprio per questo sarà ancora di più appassionato all'allestimento domestico di un angolo dove un film in Dvd (supporto che ha definitivamente mandato in pensione la cassetta Vhs) possa essere seguito nel modo migliore.
Gli intenditori sanno che lo scarto fra il film visto in una sala tecnologicamente ben attrezzata ed uno visto in casa è ancora piuttosto ampio per quanto riguarda le immagini, un po' meno per quel che concerne l'audio. Infatti la qualità digitale della traccia audio di un Dvd si avvicina molto agli effetti in Dolby surround stampati sulla pellicola cinematografica. Basta saper scegliere un buon impianto home theater.... Ma facciamo un piccolo passo indietro.

Il sistema Dolby prende il nome dall'ingegnere Ray Dolby che brevettò un sistema per minimizzare il rumore di fondo che affliggeva le colonne sonore dei film su pellicola e che con Guerre Stellari (1977) iniziò a prendere campo fino a diventare lo standard delle moderne sale cinematografiche. Il risultato, dopo vari tentativi, fu quello di suddividere il sonoro di un film in più canali ed arrivare così al processore Dolby surround.Al tradizionale altoparlante posto centralmente dietro lo schermo ne vennero aggiunti altri due (sempre dietro lo schermo) ed altri ancora posti lungo le pareti della sala. Sinteticamente: il sonoro di un film non era più monofonico, ma nemmeno stereofonico con la semplice divisione in due canali. I canali erano quattro: centrale per il parlato; destro e sinistro per la musica; casse in sala per i vari effetti tipo vento, pioggia, sparatorie ed esplosioni varie. Da lì in poi l'evoluzione è stata abbastanza lenta, ma inesorabile: oggi l'audio di un'opera cinematografica è in digitale con traccia stampata direttamente sulla pellicola 35 mm o su una specie di cd.
Dunque anche per il cinema visto in casa è oggi possibile suddividere il sonoro di un film in più canali. Addirittura - come in sala - siamo arrivati a cinque più uno, indicazione (in cifre 5.1) che troviamo sui recenti Dvd e che si riferiscono ad altrettanti altoparlanti posti nel modo seguente: uno centrale, un canale destro, uno sinistro e due satelliti - in stereo, canale destro e canale sinistro - posti normalmente dietro la testa dell'ascoltatore. Quell'uno dopo il cinque sta ad indicare il subwoofer, una robusta cassa acustica che ha il compito di diffondere le frequenze basse (quelle che fanno tremare i vetri nelle case dei fanatici) e che dovrebbe poggiare direttamente sul pavimento.

L'acquisto di un impianto home theater è ormai piuttosto accessibile, quello che incide sul prezzo, oltre naturalmente alla marca, è la potenza - espressa in watt musicali - di uscita audio. Ma vi è un'ulteriore distinzione: l'installazione delle cinque casse acustiche può presentare qualche problema per quanto riguarda i satelliti, le casse degli effetti surround: per posizionarli dietro il divano o la poltrona c'è la necessità di un cablaggio specifico, che non può certo passare in mezzo alla stanza. Bisognerà allora predisporre adeguate "canalette", ma ci sono anche cavi speciali, ultrapiatti, che possono essere fissati al muro e coperti con un apposito stucco. Questa seconda opzione ha lo svantaggio di essere piuttosto costosa. Una soluzione "alternativa" è rappresentata dai satelliti wireless (ossia "senza fili", vedi anche il numero scorso dell'Informatore) ai quali viene inviato il segnale tramite onde radio e perciò non necessitano di cavi. Questa soluzione, oltre che ad essere un po' più cara, ha lo svantaggio di essere sottoposta a fastidiose interferenze che possono seriamente disturbare l'ascolto del sonoro del film.
Concludendo, possiamo dire che oggi - almeno per quanto concerne l'audio - è possibile riprodurre la qualità che troviamo in sala. Siamo però ancora piuttosto lontani dalla qualità offerta dalla pellicola; tuttavia la strada intrapresa è questa e le tecnologie degli schermi al plasma, quella degli schermi Lcd e quella dei videoproiettori vanno senza dubbio in questa direzione.
Ne parleremo nel numero del prossimo mese.



Glossario

Vhs (video home system, ma anche vertical helical scan). Per molto tempo è stato l'incontrastato standard per la riproduzione di film su nastro (nastro che, a sua volta, mandò in pensione l'antidiluviano super 8, formato ultra ridotto di film in pellicola). Agli inizi degli anni '80 riuscì a sbaragliare la concorrenza di sistemi come il Betamax o il Video 2000, grazie ad una vincente sinergia con le case cinematografiche che permise la maggiore diffusione di film appunto in Vhs. Ma sembra che il Vhs abbia vinto la gara con i concorrenti grazie anche ad una maggiore disponibilità di film a luci rosse... Dvd (Digital video disc). A partire dalla metà degli anni '90 del secolo scorso, le maggiori aziende nel campo dell'elettronica di consumo diedero vita al cosiddetto Dvd Forum, un'istituzione che si incaricò di redigere le caratteristiche di un nuovo supporto che migliorasse sensibilmente, rispetto al Vhs, la visione di film per uso domestico. In Italia il primo lettore Dvd è stato commercializzato nell'aprile del 1998 al costo di 1.200.000 lire (circa 620 euro). Nemmeno dieci anni dopo, con un decimo di spesa si acquista un lettore dignitoso!

Masterizzare. Salvare dati su cd-rom o Dvd.

Home theater. Per home theater si intende un sistema costituito da apparecchiature audio e video preposte a ricreare - in ambiente domestico - le condizioni ambientali di un teatro o di un cinema. L'acquisto di un impianto home theater consta, normalmente, di un lettore Dvd e di una serie di casse acustiche.

Surround. Nel senso in cui abbiamo usato il termine significa "diffondere il suono nell'ambiente". I dispositivi surround sono composti da una serie di casse acustiche, disposte su diversi piani per consentire all'ascoltatore di avere una percezione sonora tridimensionale. Di norma, gli altoparlanti sono cinque: front speaker (altoparlante centrale), destinato perlopiù ad emettere il parlato di un film; left e right speaker (altoparlante destro e altoparlante sinistro), sempre posti in prossimità dello schermo, frontalmente per chi guarda, destinati prevalentemente alla musica e ad altri effetti che necessitano di stereofonia; surround (detti anche "satelliti"), posti dietro alla testa di chi guarda il film: sono casse che servono per riprodurre gli effetti dell'ambiente.

Dolby (Ray). È l'inventore dei sistemi di riduzione del rumore sui nastri audio, prima, e dei processori surround per le colonne sonore dei film. Nato nell'Oregon (Usa), dopo essere stato un brillante ingegnere alla Ampex, fonda - nel 1965 - i Dolby Laboratories che presto diventano un impero di cui il nostro è ancora presidente. Una curiosità: il primo film con suono Dolby è stato "Arancia meccanica", nel 1971, utilizzato però solo nelle fasi di pre-missaggio e masterizzazione.

Mp3. È un metodo di compressione audio in grado di ridurre drasticamente la quantità di dati richiesti per riprodurre un suono, mantenendo comunque una riproduzione fedele del file originale non compresso.

Divx. È un formato di compressione video che permette, attraverso l'utilizzo di un particolare codec (un programma o un dispositivo che si occupa di codificare/decodificare digitalmente un segnale audio o video perché possa essere salvato su un supporto di memorizzazione o richiamato per la sua lettura), di produrre file di dimensioni ridotte di filmati di lunga durata, lasciando pressoché inalterata la qualità dell'immagine.