Visite guidate a sostegno delle adozioni a distanza

Scritto da Edi Ferrari |    Marzo 2006    |    Pag.

Giornalista. Dal 1988 nel magico mondo della comunicazione (uffici stampa, pubbliche relazioni, editoria, eccetera), e con una quasi (senza rimpianti) laurea in Lettere, collabora con Unicoop Firenze anche per l'aggiornamento dei contenuti del sito internet, per le pagine del tempo libero. Ha lavorato anche nella redazione di Aida (attuale Sicrea), dove si è occupata principalmente della realizzazione di trasmissioni televisive, fra le quali anche InformaCoop. Per l'Informatore si occupa delle pagine degli "Eventi".

Musei vivi 01
Proseguono le iniziative che abbinano solidarietà e cultura,
sostegno concreto ai paesi del terzo mondo e scoperta di veri e propri scrigni del sapere. Dopo il Museo di Storia Naturale dell'Università degli Studi di Firenze è ora la volta degli Archivi di Stato (di Prato e di Siena) e dell'Accademia dei Fisiocritici di Siena: anche in questo caso alle visite guidate, il cui ricavato andrà ai progetti di adozione a distanza de "Il Cuore si scioglie", sarà abbinata una breve presentazione degli stessi progetti.

Cominciamo dall'Archivio di Stato di Prato. Collocato nel palazzo trecentesco un tempo abitazione di Francesco di Marco Datini, il patrimonio documentario che vi è conservato documenta tratti importanti della storia cittadina, a cominciare dagli aspetti istituzionali del governo locale e della vita associata (come Comune, enti di assistenza e beneficenza, enti ecclesiastici) per finire alla dimensione familiare e privata (archivi di famiglie e di persone). Uno dei fondi più importanti è quello del Comune, con 7.294 pezzi che vanno dal 1237 al 1899: vi si conservano sia i documenti tipici dell'attività istituzionale del Comune medievale (statuti, deliberazioni, tratte, imposizioni fiscali), sia quelli delle comunità in epoca moderna (atti del cancelliere, carteggi con l'autorità centrale), nonché le carte delle magistrature giudiziarie. Un vero e proprio concentrato di memoria della città, sul quale si soffermerà la visita guidata, insieme alla visita di alcuni ambienti di Palazzo Datini e della sezione relativa agli ospedali - che contiene documenti ma anche molti oggetti - e che ben evidenzia il problema dell'infanzia abbandonata.

Spostiamoci a Siena, all'Archivio di Stato, che ha sede, fin dalla sua istituzione - nel 1858, su iniziativa del Granduca Leopoldo II - a Palazzo Piccolomini. Attualmente gli archivi coprono un arco di tempo che va dal 736 agli anni '50 del secolo scorso: un immenso patrimonio del quale fa parte la collezione delle Tavolette di Biccherna, esposta nel museo dell'istituto. Ed è a questa collezione, unica al mondo, che sarà riservata la visita guidata.
Fin dal secolo XIII gli ufficiali delle magistrature finanziarie del Comune di Siena (Biccherna e Gabella) unirono all'utile il gusto del bello, motivati soprattutto dal desiderio di tramandare ai posteri il ricordo di sé con il nome e lo stemma di famiglia. Fecero così decorare le copertine dei registri compilati nell'esercizio delle proprie funzioni, e in seguito commissionarono piccole tavole su legno da appendere alle pareti dell'ufficio. Si realizzò così, come è stato scritto, "un eccezionale connubio tra l'arte e la burocrazia". L'uso di decorare le copertine dei registri si estese poi anche ad altri uffici ed enti cittadini e in questo modo ci sono pervenute le insegne del Comune e del Popolo, dell'Ospedale Santa Maria della Scala, dell'Opera Metropolitana, di corporazioni e ordini religiosi nonché dei Medici. Le armi gentilizie raffigurate nella collezione sono 953, appartengono a 312 casate o a singoli personaggi e permettono di seguire l'evoluzione nel tempo di stemmi e scudi.

E restiamo a Siena dove, nel 1691, nella libreria dello Spedale di Santa Maria della Scala, Pirro Maria Gabbrielli, docente di Medicina e di Botanica nell'ateneo senese, insieme con alcuni allievi dette vita all'Accademia delle Scienze di Siena con l'intento di offrire un'interpretazione sperimentale del mondo fisico. Per gli accademici fu coniato il termine "Fisiocritici", fondendo le parole greche "physis" (natura) e "criticos" (giudici), a sottolineare che lo scopo degli scienziati aderenti all'Accademia era quello di "scrutinare ed indagare con giudicio i segreti della natura e quasi come giudici ributtare dalle scienze naturali ciò che è falso per meglio apprendere quello che è vero".
Il Museo di Storia Naturale, nato contemporaneamente alla fondazione dell'Accademia, dal 1996 fa parte della Fondazione musei senesi ed è articolato in diverse sezioni. È a quella geologica, con le sue rocce e minerali ed esemplari fossili, che saranno dedicate le viste guidate. Fra gli esemplari di maggior importanza conservati nel museo citiamo solo il "meteorite di Siena" (unico esemplare dello sciame meteoritico caduto nel 1794 nella campagna senese) e la "collezione delle terre bolari naturali e manufatte del Monte Amiata", che comprende esemplari delle terre, conosciute anche come "terre di Siena", di uso corrente nell'antichità come coloranti naturali.

Per tutte le iniziative l'ingresso con visita guidata costa 5 euro. Le date: per l'Archivio di Stato di Prato 25 marzo e 1° aprile alle 10; per l'Archivio di Stato di Siena l'8 e 22 aprile e il 5 maggio, alle 10.30; per l'Accademia dei Fisiocritici di Siena, il 1°, 8 e 22 aprile alle 15.30. Info e prenotazioni presso le Agenzie Toscana Turismo (Ctc di Prato e Corymbus viaggi di Siena).