FIRENZE
Un anno per Fattori

Con un denso programma che abbraccia l'intero 2008 e uno scorcio del 2009, Firenze celebra il più noto dei Macchiaioli, il pittore Giovanni Fattori, scomparso un secolo fa in un'aula dell'Accademia di Belle Arti, l'istituto di via Ricasoli che aveva frequentato per 60 anni, prima come studente, poi da docente.

Elaborato dall'esperto d'arte Carlo Sisi, Firenze per Fattori è un progetto promosso e prodotto dall'Ente Cassa di Risparmio insieme alla Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze- Galleria d'arte moderna,

Obiettivo del lungo viaggio sulle orme di Fattori, livornese di nascita e fiorentino d'adozione, è di sottolinearne il particolare valore nella cultura italiana tra Ottocento e Novecento e di mettere a fuoco le caratteristiche della sua pittura in rapporto ai movimenti artistici europei del tempo.

Fino al 22 giugno Villa Bardini (ingresso da Costa San Giorgio) ospiterà la mostra Fattori e il Naturalismo in Toscana (curata da Francesca Dini) dedicata al Fattori naturalista, pittore dei campi. Saranno esposte circa 40 opere, per lo più di grandi dimensioni, per mettere in luce il rapporto tra l'artista e alcuni suoi discepoli toscani della generazione successiva (i Tommasi, Sorbi, Cecconi, Micheli, Panerai, Gioli, Cannicci, Ferroni). La mostra è aperta dalle 9 alle 19, biglietto di ingresso 6 euro (ridotto 4 euro), valido anche per la visita al Museo Capucci (info: tel. 055243140).

Altre tre mostre in autunno (all'Accademia delle Belle Arti, alla Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti e al Museo Alinari di Firenze) e un convegno sulle tecniche di restauro dei dipinti dell'800 chiuderanno le celebrazioni fiorentine in omaggio al celebre pittore.

Il calendario completo delle celebrazioni è su www.firenzeperfattori.it



Dida: Giovanni Fattori, Contadina nel bosco, olio su tela


TOSCANA
Terre del Rinascimento

Un solo biglietto a 6 euro per sei musei. È l'opportunità offerta da "Le Terre del Rinascimento", il circuito turistico e museale che comprende i comuni di Capraia e Limite, Cerreto Guidi, Empoli, Montelupo Fiorentino e Vinci.

Il comodo biglietto unico per i musei dell'area, disponibile tutto l'anno ad 8 euro nelle biglietterie dei musei aderenti, sarà in offerta speciale per coloro che soggiorneranno in una struttura ricettiva del territorio di "Terre del Rinascimento". Fanno parte del percorso il Museo della Collegiata di Sant'Andrea ad Empoli e il Museo di Fucecchio, che conservano autentici capolavori dell'arte toscana; il Museo archeologico e il Museo della ceramicadi Montelupo Fiorentino, che testimoniano la secolare tradizione ceramica della città; il Museo Leonardianodi Vinci, dove il visitatore potrà approfondire la conoscenza di Leonardo inventore e tecnologo. Da non dimenticare la Villa Medicea di Cerreto Guidi, sede del Museo Storico della Caccia e del Territorio, accessibile sempre gratuitamente.

Info: tel. 0571568012, www.terredelrinascimento.it


FIRENZE
Cina: alla corte degli imperatori

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Oltre duecento opere per testimoniare il fasto e il cosmopolitismo delle corti imperiali dall'epoca Han (23-220) all'impero Tang (617-907). Con la mostra "Cina: alla corte degli Imperatori. Capolavori mai visti dalla tradizione Han all'eleganza Tang (25-907)" arrivano per la prima volta in Europa opere di questo straordinario periodo della storia cinese, paragonabile al Rinascimento fiorentino per la vitalità artistica e la grande apertura a culture diverse. Raffinata, suggestiva ed elegante, l'esposizione - che celebra la gloriosa dinastia Tang - si articola in otto sale. Il percorso inizia nel Cortile di Palazzo Strozzi dove il visitatore sarà accolto dalla colossale statua del Buddha seduto (alta 240 cm e del peso di 4 tonnellate).

Tra le opere, la spettacolare processione di carri e cavalli in bronzo, che rappresenta la guardia d'onore di un governatore regionale alla fine del periodo Han (III sec), le possenti statue del periodo buddista, affreschi e dipinti su pietra che mostrano aspetti della vita di corte e un'ampia varietà di opere (vivaci statuette in terracotta, minacciosi re guardiani delle tombe, vasellame di ceramica o vetro importato), che testimoniano la presenza di stranieri alla corte dei sovrani Tang. La mostra è prodotta e organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi e da Art Exhibitions China della Repubblica Popolare Cinese in collaborazione con MondoMostre, con il sostegno di Regione Toscana, Provincia, Comune e Camera di commercio di Firenze e Associazione partners di Palazzo Strozzi. Curata da Sabrina Rastelli, toscana di Montecatini, professoressa di Storia dell'arte orientale all'università veneziana di Ca' Foscari, l'esposizione è stata allestita dallo stilista Romeo Gigli.

Dal 25 aprile al 4 maggio, con un unico biglietto dal costo di € 9, sarà possibile visitare la mostra sulla Cina e la Mostra internazionale dell'artigianato, alla Fortezza da Basso. Ai possessori del biglietto della mostra, inoltre, riduzioni del 25% sugli spettacoli del 71° Maggio musicale fiorentino (www.maggiofiorentino.com)

Palazzo Strozzi, piazza Strozzi, fino all'8 giugno, tutti i giorni dalle 9 alle 20, il giovedì dalle 9 alle 23. Biglietti: intero euro 10, ridotto 8,50. Info: tel. 0552645155, www.cinamaivistafirenze.it




Creatura guardiana della tomba, terracotta dipinta, dinastia Tang (618-907), Gansu Provincial Museum

Musicista, tarda dinastia Jin occidentale (265-317) a Former Qin (351-394), IV secolo, Xianyang Institute of Archaeology, Prov. Shaanxi


LA MOSTRA
Siria antica

Non è un titolo a caso, "Egeo, Cipro, Siria e Mesopotamia. Dal collezionismo allo scavo archeologicoin onore di Paolo Emilio Pecorella", quello scelto per la bella mostra al Museo archeologico di Firenze (fino al 4 maggio) per ricordare il grande archeologo, napoletano di nascita e fiorentino "di adozione", tragicamente scomparso nell'agosto del 2005 precipitando dalla trincea di scavo nel sito di Tell Barri (Siria nord-orientale), dove Pecorella conduceva ricerche da venticinque anni. L'esposizione ripercorre come attraverso un filo rosso le più importanti tappe della vita e della passione per l'antico dello studioso, dalle prime esperienze nell'Egeo agli incarichi più prestigiosi, fino alle campagne nell'antico centro di Tell Barri (IV millennio a.C.). Nel bel mezzo, il ricordo del periodo fiorentino, quando per quattro anni Pecorella, nella veste di funzionario presso la Soprintendenza archeologica della Toscana, studiò e catalogò i reperti orientali che oggi, dopo un lungo oblio, sono esposti al pubblico.

A coprire un arco di storia, dal IV millennio a.C. al XVII secolo d.C., la mostra si apre con le testimonianze provenienti dall'Egeo e da Cipro, come i vasi, le statuette votive e i piccoli idoli, per approdare ai materiali arrivati direttamente dallo scavo di Tell Barri. «È una grande soddisfazione esporre gli oltre cento pezzi giunti dalla Siria - commenta la curatrice della mostra, Maria Cristina Guidotti -. Molti hanno un valore straordinario; tra questi lo specchio doppio girevole proveniente da uno dei corredi di tombe portate alla luce nel sito siriano e databili al XIII-XII sec. a.C.». Oltre all'impegno della soprintendente Fulvia Lo Schiavo e di Raffaella Pierobon Benoit, che ora dirige lo scavo di Tell Barri, la mostra deve la sua realizzazione al ministero siriano della Cultura, che ha prestato gli oggetti scoperti nei lunghi anni di scavo e conservati nei depositi del Museo di Deir el-Zor, sulla riva destra dell'Eufrate. Una gratitudine, quella della Soprintendenza toscana, che si concretizzerà con la presa in carico del restauro dei pezzi più pregevoli. Giulia Pruneti

Da "Archeologia Viva" di marzo/aprile 2008


AREZZO
Vasari visto da vicino

Un'opera d'arte realizzata intorno al 1567 e arrivata fino ai giorni nostri esattamente così come l'aveva dipinta il Vasari. È quanto emerge dalle indagini scientifiche condotte sulla Pala Albergotti, l'opera che raffigura l'Assunzione e l'incoronazione della Vergine (nella foto, un particolare), eseguita per il fiorentino Filippo Salviati. Dopo aver cambiato proprietario e traslocato più volte, dal 1865 la monumentale Pala è stata conservata nella Badia delle Sante Flora e Lucilla, ad Arezzo. Al momento del restauro gli esperti hanno avviato indagini più approfondite, arrivando alla conclusione che nel corso dei secoli l'opera non è mai stata ritoccata. Questa sua caratteristica, decisamente rara, l'ha fatta balzare agli onori delle cronache: a fine marzo gli esperti di tutto il mondo si sono riuniti ad Arezzo per un convegno internazionale sul tema del "restaurare il mai restaurato". In occasione del convegno è stata allestita la mostra "Vasari visto da vicino. Le tavole laterali della Pala Albergotti", nella Sala polifunzionale del Museo d'Arte medievale e moderna, via S. Loretino 8.

Fino al 13 aprile tutti potranno ammirare le due tavole laterali con i santi Donato e Francesco e le otto tavolette ottogonali con le Sante, che furono realizzate per ampliare la Pala , presumibilmente nel 1570. In mostra anche i dipinti dell'artista contemporaneo umbro Giuseppe Riccetti che presenterà, con il suo "Omaggio al Vasari", ritratti di artisti ispirati a "Le vite" di Giorgio Vasari. L'accesso al pubblico è previsto esclusivamente in gruppi, con visita accompagnata dal personale di vigilanza, a cadenza oraria. La mostra, organizzata dalla Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio della provincia di Arezzo, è visitabile dalle 9 alle 19, chiuso il lunedì. Ingresso 4 euro, ridotto 2 euro.

Info: tel. 0575409050