Scritto da Giulia Caruso |    Gennaio 2005    |    Pag.

Giornalista Si è formata professionalmente come collaboratrice stabile della cronaca toscana de l'Unità, redazione cultura e spettacoli, dal '90 al '97, per la quale si è occupata di musica - in prevalenza rock - moda, costume e cinema. Attualmente collabora con il Corriere di Firenze per il quale è corrispondente per la cronaca locale da Empoli, e per il mensile Rockstar. Esperta di linguaggi e culture giovanili, di viaggi e turismo, è inoltre appassionata di enogastronomia.

Il Teatro delle donne

Mondo donna
Fortemente voluto e sostenuto dalla determinazione della sua ideatrice, Maria Cristina Ghelli, il Teatro delle Donne inizia la sua avventura nel 1991, presso il Giardino dei Ciliegi, altro luogo importante di produzione e diffusione di cultura al femminile.
Occupandosi di drammaturgia contemporanea il Teatro ha sempre coraggiosamente promosso, lontano dalle facili lusinghe delle mode ufficiali, le molteplici voci della scena al femminile. Da allora tanta acqua è passata sotto i ponti, e il Teatro delle Donne ha fatto passi da gigante.
Già nel 1996 ha dato vita al primo Centro nazionale per la drammaturgia delle donne, con la produzione di un festival di levatura ormai internazionale. Da qualche anno ha la sua sede stabile presso il Teatro Manzoni di Calenzano e il suo più importante appuntamento annuale sulla drammaturgia delle donne, "Autrici a confronto", si è ormai imposto nella cerchia dei maggiori festival teatrali.

Il Centro nazionale per la drammaturgia delle donne ha realizzato un archivio di ben cinquecento testi, curato da un gruppo di documentariste che fanno riferimento a "Lilith", rete informativa dei centri di documentazione delle donne.
L'archivio è collegato e agisce in collaborazione con la Women's Theatre Collection dell'Università di Bristol e con altri archivi teatrali e centri nazionali di drammaturgia. Il Centro donne affianca all'attività di archiviazione e catalogazione dei testi un'attività divulgativa attraverso conferenze, convegni, incontri, presentazione di letture, laboratori, rassegne e programmazione di stagioni teatrali, produzione di spettacoli di drammaturgia contemporanea.
Una commissione si incarica di stabilire i criteri di inserimento in archivio dei testi e le linee generali dell'attività. Ne fanno parte Dacia Maraini, Barbara Nativi, Lucia Poli, Valeria Moretti, Donatella Diamanti, la docente universitaria Laura Caretti, la dirigente ETI Ilaria Fabbri e la stessa Maria Cristina Ghelli.

Nuova sede del Giardino dei Ciliegi, via dell'Agnolo 5, tel. 055 2001063


Il laboratorio del tempo

A Prato è ormai attivo dal 2002 ed è stato realizzato con i finanziamenti del progetto comunitario Equal. Tra i suoi obiettivi, laconciliazione tra vita familiare e lavorativa, in particolare vuole favorire una maggiore condivisione dei compiti e di cura familiare da parte degli uomini.

Nella sede di via Filicaia 34/7 le donne e gli uomini di Prato possono trovare risorse informative e formative ed una serie di nuovi servizi: servizi di accoglienza e orientamento; Internet Post, con la possibilità di accedere ai forum di comunicazione transeuropei; luoghi di lettura e momenti di incontro, un'area dedicata alla custodia dei bambini; un'area dedicata alla recitazione; spazi espositivi. Si organizzano inoltre corsi di alfabetizzazione informatica e di riqualificazione professionale.

Partner impegnati nell'erogazione di servizi in ambito formativo e di accompagnamento sono: la Cooperativa delle donne di Firenze, che si occupa della formazione in ambito informatico e telematico per le donne ed i bambini; il Consorzio Astir di Prato, che si occupa dei servizi di consulenza e accoglienza e di una serie di attività rivolte ai bambini, oltre a curare il servizio di pulizia del laboratorio.

Info: www.laboratoriodeltempo.org


Frivolezze e dolcezze

All'insegna di una seduzione dal sapore retrò. Maliziosa ma discreta, vagamente innocente per niente aggressiva, quest'anno si afferma la lingerie da finta ingenua.
Furoreggia il bustier con le stringhe, ma i colori sono discreti, malva, rosa cipria o color carne. In questo scenario il reggiseno a balconcino riprende il suo posto d'onore con buona pace delle sostenitrici del silicone - ormai fuori moda. Ma in tono sommesso, magari bianco o a fiorellini come negli anni Cinquanta.

E che dire del ritorno delle culottes? Sembrano quasi voler mandare in pensione il sensualissimo perizoma. Colori dominanti, avorio e champagne. E pizzo, tanto pizzo. Dulcis in fundo - ma chi se l'aspettava? - ritorna la buona vecchia sottoveste con bretelline esili, scollo a V, e lunghezza al ginocchio, color visone, panna, nero o grigio perla, da usare anche come camicia da notte.
Per le più sexy c'è la versione baby doll, mini con pizzi trasparenti e spacchi vertiginosi che lasciano ben poco spazio all'immaginazione.