Dall’epoca del granducato, alla situazione contemporanea. Tante le iniziative in programma

Scritto da Sara Barbanera |    Novembre 2015    |    Pag.

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

Certaldo, corsa podistica per la Festa della Toscana 2014

Festa della Toscana

La storia della Toscana letta in uno dei momenti più alti della storia europea: l’abolizione della pena di morte e, più in generale, l’affermazione di quei principi che oggi chiamiamo civiltà giuridica. Questo il perché iniziale della “Festa della Toscana” che, istituita dal Consiglio regionale nel 2001, per la sua quindicesima edizione rilancia il filo conduttore all’origine della manifestazione: le grandi riforme che, a partire dall’abolizione della pena di morte decisa dal granduca Pietro Leopoldo il 30 novembre 1786, hanno reso la Toscana un laboratorio di diritti umani e di innovazioni economiche, sociali e organizzative. Tanti i temi della festa di quest’anno, dai diritti civili, ai temi economici, al senso di comunità fondata, ieri e oggi, su valori, obiettivi e radici condivise.

Su questi temi e sulle iniziative in calendario per la festa del 30 novembre, abbiamo intervistato Eugenio Giani, presidente del Consiglio regionale della Toscana.

Presidente, cosa rappresenta la storia della Toscana per la Toscana stessa e per l’Italia?

«La storia della Toscana è estremamente ricca e, per molti aspetti, ha condizionato la storia dell’Italia intera. Per i toscani e per gli italiani, è una festa importante perché il 30 novembre 1786 il granduca di Toscana Pietro Leopoldo abolì per la prima volta la pena di morte, la tortura e tutte le pene corporali. Una decisione storica influenzata anche delle idee illuministe del giurista milanese Cesare Beccaria. In questo senso la Toscana ha rappresentato un vero e proprio avamposto di democrazia in Italia, e festeggiare questa ricorrenza significa valorizzare l’identità storica e civile della nostra terra».

Qual è la ricchezza principale della storia Toscana?

«La Toscana vive l’identità di Stato regionale da quasi tremila anni, prima con gli Etruschi, poi nel terzo secolo a.C. con i Romani che dettero omogeneità al suo territorio e un governo regionale riconosciuto, frutto della suddivisione operata in Italia dall’imperatore Augusto. Con Diocleziano, poi, la Toscana estese il suo territorio fino all’Umbria. La nostra è una storia stratificata nei secoli, con continui cambiamenti territoriali e politici che hanno prodotto un giacimento culturale incomparabile».

Se, al pari della cultura e del patrimonio artistico, la storia è un Bene Comune, come salvaguardarla oggi?

L’intervistato Eugenio Giani presidente del consiglio regionale della Toscana

«La memoria è lo strumento più efficace. Quello che siamo oggi è frutto della nostra storia collettiva, e ricordare i momenti di cambiamento che hanno cambiato il corso delle cose serve a non dimenticare le nostre origini e a indirizzare bene il nostro cammino. In questo senso le tradizioni popolari sono un aspetto fondamentale da tenere vivo, perché elemento identitario di una comunità. E la Toscana, sotto questo aspetto è particolarmente ricca».

“Festa della Toscana 2015”: qual è il tema di questa edizione?

«Le riforme di Pietro Leopoldo e la Toscana moderna: iniziativa economica (liberalizzazioni); delle comunità (enti locali e loro identità); organizzazione corporativa (scioglimento delle corporazioni e costituzione delle camere di commercio); dei diritti umani (abrogazione della pena di morte e della tortura)».

Quali iniziative del Consiglio regionale della Toscana sono previste?

«Sono in programma manifestazioni su tutto il territorio regionale dove associazioni culturali e sportive, Pro loco, Enti locali, Istituti scolastici toscani hanno organizzato tante iniziative diverse, sostenute e coordinate dal Consiglio regionale».

La presidenza del Consiglio organizzerà un evento in particolare per coinvolgere il grande pubblico?

«Nella giornata vera e propria dell’anniversario, sabato 28, al Teatro della Pergola di Firenze è in programma una mattinata con i sindaci toscani, i ragazzi delle scuole e i cittadini che vorranno unirsi, con parte dei posti a ingresso libero. Lo spirito è quello della festa istituzionale, con la partecipazione di un rappresentante del Governo, ma anche popolare, con un bellissimo contributo musicale. Come sempre, poi, il 30 novembre, si terrà il Consiglio regionale solenne in memoria della ricorrenza».

In un contesto come quello di oggi, caratterizzato da dinamiche transnazionali, che valore ha una festa regionale?

«Proprio perché il mondo è globalizzato, non dobbiamo perdere un’identità e una storia che ci rendono unici al mondo. Le tradizioni sono una ricchezza e un collante sociale da valorizzare proprio nei momenti più critici».

Info:sito del Consiglio regionale della Toscana al menù Iniziative – Festa della Toscana - http://www.consiglio.regione.toscana.it/default.aspx?nome=FESTATOSCANA

Il mensile

Storie di Toscana

Il Granducato di Toscana raccontato nel mensile “Storia e storie di Toscana” che, dal 23 settembre a fine 2016, esce con “La Nazione Toscana”: la rivista, lanciata da Edizioni Medicea Firenze nell’ottobre 2013 e diretta da una nota firma del giornalismo fiorentino come Pierandrea Vanni, racconta la storia della Toscana “con un misto di umiltà e di professionalità ricercando temi che possano suscitare interesse e, al tempo stesso, portandoli all’attenzione dei lettori nella forma meno didattica possibile perché quello che preme è raccontare la storia, far rivivere pagine note e meno note, attingere alla cassapanca delle memorie che magari ogni famiglia conserva gelosamente”. Questa la dichiarazione d’intenti del direttore Vanni nell’editoriale del primo numero della rivista che nelle date del 22 novembre e 13 dicembre esce in omaggio con “La Nazione”, mentre per il resto del mese rimane in edicola al prezzo di copertina di 2 euro.