Viaggio fra gli “ultimi”, uno stage di solidarietà. Produzione in loco di accessori per l’abbigliamento (borse, cinture, bigiotteria) dal riciclaggio di rifiuti

Missione a Nairobi di Unicoop Firenze: otto giorni, dal 19 al 27 aprile negli slum, le baraccopoli di fango e lamiera, a volte costruite sulle discariche, dove vivono in due milioni, quasi la metà degli abitanti della capitale del Kenia. Un viaggio tra gli ultimi del mondo che trascinano l'esistenza in condizioni igieniche proibitive, afflitti da Aids, prostituzione, alcolismo e dalla droga povera sniffata dalla colla. Un viaggio, col sostegno della Regione Toscana e del Monte dei Paschi di Siena, per costruire un presidio di speranza nel Paese africano.

Unicoop è infatti andata in Kenia con due obiettivi: creare una linea di commercio e portare dieci giovani, dai 19 ai 20 anni, a svolgere uno stage di formazione alla solidarietà. Quest'ultima iniziativa nell'ambito del programma «Noi con gli altri», che vede ormai da alcuni anni l'azienda impegnata con scuole toscane nell'educazione alla cooperazione internazionale. La linea commerciale da allestire è inserita nel progetto Moda Etica dell'Onu, che prevede la produzione in loco di accessori per l'abbigliamento (borse, cinture, bigiotteria) dal riciclaggio di rifiuti. Con un doppio risultato positivo: creare occupazione legale e salvaguardare l'ambiente.

Già da giugno nei supermercati Unicoop saranno in vendita sandali e cinture realizzati per Moda Etica da una cooperativa dello slum di Korogocho mentre si sta trattando una partita per Natale di 250.000 borse fabbricate con il riciclo di cannucce per bibite che darebbe un salario per i mesi a venire a tremila donne ugandesi.

I ragazzi dello stage hanno invece partecipato direttamente al lavoro per Moda Etica. Sotto la guida di una stilista inglese hanno provato a realizzare dalle ciabatte infradito, raccolte nelle discariche, giocattoli e soprammobili,avendo nei laboratori di «Marula Studios» come compagni, e spesso come insegnanti operai e operaie di etnia masai.

Ma l'esperienza più toccante per i ragazzi è stato conoscere la straordinaria scelta di vita dei missionari cattolici italiani negli slum. Come quella del comboniano padre Paolo, già studente universitario dal forte impegno politico, che ha tra l'altro creato una splendida fattoria dove, coltivando i campi e allevando bestiame, si recuperano ragazzi di strada e alcolizzati. O come quella di suora Ornella, ex creatrice di modelli per un'azienda di abbigliamento, che ora gestisce una casa dove giovani ex prostitute imparano un mestiere: sarta, ricamatrice, parrucchiera, cuoca, cameriera.

A giugno in promozione le borse mare realizzate in Africa con materiale riciclato (carta, tessuti d'imballo etc), le collane e i bracciali, realizzati in Uganda con carta riciclata. In offerta in tutti gli ipermercati e superstore. Solo negli iper, i sandali realizzati a mano, nella slum di Kibera.