Il Battistero celebra la nascita, il Campo Santo la morte. E in mezzo c'è la Torre

Scritto da Pier Francesco Listri |    Febbraio 2003    |    Pag.

Giornalista e scrittore Caporedattore per oltre un ventennio del quotidiano "La Nazione", è stato collaboratore del "Ponte" e de "L'Espresso". Profondo conoscitore della storia fiorentina e toscana, alla quale ha dedicato numerosi volumi. Ha curato a lungo i problemi della scuola, redigendo manuali e fondando le riviste "Tuttoscuola" e "Palomar". Ha diretto a Firenze l'emittente televisiva Rete A, al suo attivo ha anche una collaborazione trentennale con la RAI.

Miracoli del poeta 2
Fu a metà nel giusto il poeta D'Annunzio quando definì questo luogo "piazza dei miracoli". Miracolosa infatti lo è certamente, ma più difficile - sebbene d'uso comune - è definirla piazza. Non si immaginano, infatti, bambini portati dalle madri a giocare, né anziani seduti a conversare sotto il solenne ed abbagliante complesso di questi marmi e su quest'erba incorrotta. Né si immaginano qui raduni di popolo per festa o per protesta.

Piazza dei Miracoli a Pisa è piuttosto una visione, un miraggio che ha alcune caratteristiche proprie, al di là della suprema qualità dei suoi monumenti. Colpisce, prima di tutto, l'audacia di quest'assemblaggio che pone così rischiosamente vicini l'uno all'altro quattro imponenti capolavori architettonici senza che, quasi appunto per miracolo, si rubino vicendevolmente lo spazio.

Pressoché unico è, poi, il gioco dei colori, per cui il biancore del marmo spicca sul verde del tappeto d'erba ed insieme si staglia sull'azzurro del cielo.

L'ultimo, forse il primo, elemento singolare è come questi quattro monumenti, letti consecutivamente l'uno all'altro, raccontino la storia dell'uomo, insieme la sua vita teologica e quella antropologica. Il Battistero ne celebra la nascita, il Duomo la vita nella Fede, la Torre pendente l'esistenza attiva che dal suo sommo osserva e protegge il mare, i suoi traffici, le sue avventure; il Campo Santo infine onora la gloria cruda della morte.

Miracoli del poeta 3
Vorrebbe forse il lettore che ci soffermassimo soprattutto sulla singolarità della Torre pendente che la rende celebre nel mondo. Lo faremo. Ma conviene prima cogliere altre meno celebrate rarità e bellezze di questo luogo pisano.

Colpisce, infatti, che tanta densità di architettonica bellezza sia sorta là dove, a quel tempo, il luogo era a pochi metri dalle acque del mare. E che sia uno dei rari casi in cui la piazza, che racchiude i templi fondamentali della fede collettiva, non sia al centro ma eccentrica rispetto alla città. Infine è difficile sottrarsi al fascino incomparabile che unisce, in questi monumenti, l'armonica chiarezza latina con la grazia fantastica dell'Oriente.

Nel Battistero, traforato di bifore e guglie, si serbano i bellissimi Profeti di Nicola e Giovanni Pisano (oggi trasferiti nel museo), artisti decisivi per questa piazza. Nel Duomo, una Croce romanica poggiata sull'erba, fra innumerevoli affreschi stanno il Pergamo di Giovanni Pisano, vertice del gotico italiano, e la Tomba di Arrigo VII, dormiente sagoma scolpita da Tino di Camaino. Nel Campo Santo, dietro la nuda parete marmorea, stanno i grandi cicli affrescati da Taddeo Gaddi, Piero di Puccio, Benozzo Gozzoli, teologali cosmogonie culminanti nel Trionfo della Morte e nel Giudizio Universale, forse di Buffalmacco.

Un po' di date dicono di più. La Cattedrale di Santa Maria comincia a sorgere attorno all'XI secolo, si vuole nel 1063 per opera di Buschetto, quando è prepotente la potenza marittima di Pisa, ed è attorno ad essa che via via nei secoli successivi si organizzeranno i restanti monumenti.

Miracoli del poeta 3
Quasi un secolo dopo, nel 1154, Diotisalvi intraprende la costruzione del Battistero, o chiesa di San Giovanni Battista, oggi in parte rimaneggiato rispetto alle origini.

Vent'anni dopo, correva il 1173, sotto la direzione dello scultore Buonanno iniziano i lavori del Campanile - la Torre - che, nonostante le precauzioni prese per le scadenti condizioni del terreno, comincia ben presto a sprofondare leggermente, senza che ciò comportasse per altro l'interruzione dello splendido monumento.

Infine, quasi coevo - è l'anno 1278 - Giovanni di Simone imposta il Campo Santo, allora di dimensioni minori di oggi, con una spoglia parete marmorea all'esterno mentre all'interno, attorno al chiostro, ha un elegante porticato. Si vuole che il Campo Santo fosse costruito per accogliere una certa quantità di terra santa portata sul mare, dal Monte Calvario, ma in realtà fu costruito per liberare la piazza dalle tante tombe che circondavano la Cattedrale.


La Torre
Bella e pendente

Ebbe all'origine una pendenza di metri 1,63; ultimamente, prima del definito "salvataggio", la torre pendeva - intendendo il dislivello fra la base ed il vertice - di metri 4,7. Ora la pendenza si è ridotta di 38,7 cm, quanto basta ad assicurarne la stabilità.
E' alta 60 metri ed il suo diametro alla base è di 19,6 metri.
Miracoli del poeta
Si compone di 32.000 blocchi di marmo e per salirla fino in cima occorrono 293 scalini.
Le sue mura, che vanno via via snellendosi, alla base sono spesse 4,1 metri, e in alto 2,7.
La compongono e l'adornano 180 colonne, più 12 della Torre campanaria.
Il resto di questo monumento, che è stato ufficialmente riconsegnato alla città il 17 giugno 2001, è affidato al miracolo della sua singolare pendenza che l'ha reso unico al mondo.