Risparmio energetico: primo obiettivo per la salvaguardia ambientale. Le realizzazioni nei nuovi punti vendita Coop

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Si può fare uno sviluppo sostenibile, con basso impatto ambientale? Alla Coop ne sono convinti e a dimostrarlo sono i centri commerciali di nuova generazione e il rinnovamento di molti di quelli già realizzati. Per avere maggiori informazioni su questo aspetto abbiamo chiesto aiuto a Riccardo Sani, consigliere delegato allo sviluppo di Unicoop Firenze.

Quando si vedono delle gru e delle ruspe in azione, si pensa subito al cemento che mangia la campagna, insomma, un'ulteriore ferita al territorio...
«È vero ed è inevitabile... Però - sia con la costruzione di Sesto nel 2003 che con quella di Empoli che stiamo realizzando - abbiamo trovato una soluzione che riduce notevolmente il "consumo" di territorio: i parcheggi sono all'interno dell'edificio e l'area di vendita è al primo piano. A Empoli le aree a verde sono il 40 per cento del totale, le aree edificate rappresentano il 30 per cento, il resto è destinato alla viabilità e al parcheggio».

Si tratta di un "verde" proforma, alberelli sorretti da pali?
«Non direi, le aree a verde fanno parte integrante del progetto di centro commerciale ad Empoli. Sette ettari di alberi e vegetazione contribuiranno a ridurre l'anidride carbonica nell'aria. Le alberature servono anche come schermo per il rumore. Il tutto si presenterà come un grande parco con laghetti, aree attrezzate per eventi, collinette per attenuare l'impatto visivo e la rumorosità. Sarà realizzato un sistema di percorsi pedonali e piste ciclabili sia per far frequentare il parco dal maggior numero di persone, che per usufruire del centro commerciale anche senza automobile.
Intorno all'area è stato realizzato, con il nostro contributo, un piano di sicurezza idraulica, con vasche per la regolazione dei corsi d'acqua. Poi sarà costruito un depuratore biologico delle acque prima dell'immissione nelle fognature comunali».

Parliamo d'energia elettrica: ce ne vuole tanta per un centro di queste dimensioni...
«È vero: ci vuole tanta energia, ma abbiamo fatto di tutto per risparmiarla il più possibile. Per l'illuminazione del punto di vendita Coop e per la galleria commerciale, ad esempio, abbiamo predisposto un sistema di lucernari per sfruttare al massimo la luce naturale, con corpi illuminanti ad alta efficienza che riducono il flusso luminoso in relazione alla luce naturale. Con questo sistema risparmiamo un quarto d'energia elettrica, a parità d'illuminazione, rispetto ai sistemi tradizionali. Anche per il parcheggio si sfrutterà il più possibile la luce naturale proveniente dal perimetro esterno. Dopo l'apertura del centro commerciale, una volta conosciuti e consolidati i flussi di presenza delle auto, si attiverà un impianto che gestisce l'apertura del parcheggio per quattro settori e le luci si accenderanno solo all'apertura del settore. Così non succederà di tenere accese centinaia di lampade per la presenza di una sola auto... Insomma, il centro commerciale di Empoli adotterà i sistemi di illuminazione conformi al programma europeo Green Light e avrà quindi questa certificazione energetica, come altri 25 punti vendita della cooperativa».

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Unicoop Firenze ha intenzione di potenziare la produzione di energia elettrica dal solare?
«Un impianto fotovoltaico costa ancora molto; senza contributi o incentivi ci vogliono più di quarant'anni per ammortizzarlo. E dato che tutti i nostri costi vengono pagati, in ultima analisi, dai consumatori, dobbiamo contare sulle incentivazioni pubbliche. Per ora abbiamo installato dei pannelli fotovoltaici solo nel Centro*Ponte a Greve, e abbiamo sviluppato i progetti per la nostra sede di Scandicci e per il nuovo centro di Empoli. Per quest'ultimo abbiamo predisposto la collocazione dell'impianto fotovoltaico a copertura dell'edificio. Il sistema permetterà di trasformare l'energia solare in energia elettrica grazie a 4.000 metri quadrati di pannelli fotovoltaici, per una potenza massima di 410 kW, capace di alimentare da solo, d'estate, nei momenti di maggiore produzione, circa la metà del fabbisogno del punto vendita. Per dare un'idea: la produzione d'energia sarà pari al consumo annuo di 175 famiglie. Abbiamo richiesto l'accesso al "conto energia", che attraverso un sistema di incentivazione innovativo per l'Italia ma già utilizzato in altri paesi europei, consente di ammortizzare velocemente l'investimento, facendolo diventare anche più sostenibile economicamente. Non appena avremo il via libera procederemo con la realizzazione dei progetti».

Ci saranno altri strumenti per ridurre i consumi del centro di Empoli?
«Ce ne sono tanti. Accenno a quelli più curiosi o innovativi. Per rimanere nell'ambito del solare, l'acqua calda ad uso sanitario per gli spogliatoi dei campi sportivi adiacenti al centro - che la cooperativa ha provveduto a ristrutturare con un contributo - sarà prodotta da un impianto solare termico. Ci saranno anche delle vasche per la raccolta della pioggia e quell'acqua servirà per gli scarichi dei servizi igienici, risparmiando quella dell'acquedotto. E poi abbiamo predisposto un sistema di recupero di calore dagli impianti frigoriferi che servirà, anche questo, a risparmiare energia. Tutti questi interventi sono equivalenti, anzi perfezionati rispetto a quelli messi in atto al Centro*Sesto, che hanno già fatto ottenere alla cooperativa la certificazione ambientale rilasciata da I.I.S.B.E. (Iniziativa Internazionale per un Ambiente Costruito Sostenibile). Ricordo che quello di Sesto è stato giudicato l'ipermercato più ecologico d'Italia.
Insomma, credo che anche con questa nuova realizzazione la cooperativa abbia dimostrato una sensibilità che la pone all'avanguardia nel rispetto dell'ambiente. Certamente il "nulla" non crea problemi ambientali, ma se si vogliono creare posti di lavoro, se si vogliono offrire nuovi e più moderni servizi con occasioni di risparmio e di qualità per i consumatori, occorre lavorare per lo sviluppo. E noi lo facciamo ai migliori livelli di tecnologia e di capacità progettuale perché sia uno sviluppo compatibile e con il più basso impatto ambientale».

L'intervistato: Riccardo Sani, consigliere delegato allo sviluppo di Unicoop Firenze