Storie di uomini e di miniere al Museo minerario di Abbadia San Salvatore

Scritto da Carlo Valentini |    Luglio 2007    |    Pag.

Nato a Recanati nel 1955. "Figure, figurine e figuracce" sono la sua specialità, la sua passione. Fotoreporter dal 1975, ha pubblicato sulle più imporrtanti testate italiane ed europee (Epoca, Panorama, Illustrazione Italiana, Europeo, Famiglia Cristiana, Der Spiegel, Elle, The Indipendent, ecc). Convinto assertore del "vatican style" applicato alla comunicazione, ha cercato continuamente di sintetizzare nelle sue immagini "senso e visione" alla maniera dei santini di religiosa memoria. Apprezzato paesaggista e ritrattista, ha maturato le sue prime esperienze fotografiche in ambito industriale e pubblicitario. Collabora con l'Informatore dal 1996. Hanno scritto sul suo lavoro: "La Repubblica", "La Gazzetta del Bibliofilo", "L'Unità", "La Nazione", "La Citta", "Excelsior", "Progresso Fotografico", "Il Giornale", "Il Corriere della Sera", "Alfabeta", "Gioia", "Panorama".

Mercurio, dio doloroso
Il Museo minerario di Abbadia San Salvatore
raccoglie e conserva materiale di ogni genere riguardante la storia dell'estrazione del cinabro dalla montagna amiatina, con una particolare attenzione rivolta alla storia umana e sindacale legata al mondo delle miniere; svolge anche attività didattico formativa per le scuole.
Nel 1998 fu datato col metodo del radiocarbonio il campione di alcune mazze di quercia ritrovate, a trenta metri di profondità, durante l'attività estrattiva del cinabro nei primi anni del Novecento nella miniera del Cornacchino e risalenti a oltre 5000 anni fa! Queste fanno bella mostra di sé insieme ad altri reperti in una delle sale al pianterreno che racconta dell'antica vocazione mineraria dell'area amiatina. Il mercurio, forse per la sua caratteristica di unico metallo liquido a temperatura ambiente e per la sua eccezionale pesantezza, ha suscitato grande curiosità ed interesse fin dall'antichità. Dagli Etruschi che usavano il cinabro come terra colorante fino ai Medici che erano attratti dalle supposte proprietà alchemiche del metallo, la storia estrattiva del mercurio è parte importante della grande storia metallurgica dell'uomo. Per la zona dell'Amiata l'estrazione del mercurio ha rappresentato l'attività industriale più importante e l'unico sostegno economico per un migliaio di minatori e per le loro famiglie. Questa industria ha avuto un tale peso per l'intera economia italiana che il nostro paese è stato per diversi decenni il maggiore produttore di mercurio del mondo, proprio grazie al metallo estratto dalle miniere amiatine.

Mercurio, dio doloroso 2
Osservare ed ascoltare l'anziano minatore che racconta storie di miniera davanti a un uditorio fatto di ragazzi della scuola media accompagnati dalle loro insegnanti, silenziosi e attenti, colpisce e fa riflettere. Qui non si parla di videogiochi o suonerie per telefonini di ultima generazione.
Paolo, questo il nome dell'ex minatore, è uno dei molti che - ormai nonno e in pensione - presta volontariamente il suo tempo ai gruppi di ragazzi che visitano il museo raccontando le storie della "sua" miniera, affinché non vada perduto il ricordo e l'esperienza di intere generazioni di amiatini cresciute in miniera. I ragazzi sono affascinati dalla semplice autorità delle sue parole, catturati da storie che non sempre sono a lieto fine.
«La silicosi che accompagna il nostro invecchiare ci uccide lentamente», racconta Paolo con semplicità. Emerge la storia di una comunità di lavoratori i cui consumi possibili erano legati semplicemente al sopravvivere in un'area fra le più povere del paese. I ragazzi sono disposti intorno al grande plastico dell'area mineraria ospitato nella prima sala del museo e mentre si apprestano a salire al secondo piano cominciano a "vedere" le migliaia di presenze che hanno reso viva e produttiva quell'area industriale insieme ai sacrifici patiti in nome del dio mercurio.
Il cinabro è un agglomerato di terre sulfuree di colore rosso violaceo, il mercurio in esso contenuto viene ottenuto per grandi linee con metodi legati all'arrostimento delle terre e successiva distillazione dei vapori fino al metallo puro. I maggiori giacimenti cinabriferi sono localizzati proprio ad Abbadia San Salvatore, Santa Fiora, Castell'Azzara e Piancastagnaio.

Le altre sale del pianterreno documentano i processi base del percorso estrattivo e le varie tipologie dei campioni minerali raccolti, alcuni diari di responsabili industriali e geologi che si avvicendarono alla direzione delle miniere della Società anonima Monte Amiata (creata a Livorno il 20 giugno 1897 per iniziativa di Vittorio Emanuele Rimbotti). Di particolare interesse è la collezione di memorie di viaggio e campioni raccolta da Ugo Crida e relativa all'Amiata e ad altre aree minerarie (Sulcis in Sardegna, Corsica ecc). In una delle sale al piano terra è possibile osservare la ricostruzione in scala di un forno da distillazione, usato per l'estrazione tramite arrostimento del mercurio metallico, molto diffuso nel Settecento.

Salendo al piano superiore e aggirandosi fra le teche che documentano attrezzi e fasi dell'attività estrattiva si percepisce meglio l'asprezza e la pericolosità del lavoro in miniera. La scolaresca che ci accompagna osserva perplessa le maschere antigas, i sistemi di allarme, i marchingegni per la detonazione.

Info: www.museominerario.it. Per escursioni nell'area mineraria: www.cornacchino.it



ESCURSIONI
La miniera del Siele
Nel 1972, in seguito alla grande crisi che si verificò nel settore per l'acquisita consapevolezza dei pericoli di grave inquinamento derivanti dall'uso industriale del mercurio e per l'adozione di norme fortemente restrittive, sono state chiuse quasi tutte le miniere, fatta eccezione per quella del Siele, a pochi chilometri da Abbadia.

I primi lavori di sfruttamento industriale della miniera del Siele cominciarono verso la prima metà dell'Ottocento e rimase la sola produttiva fino al 1874. Attorno alla miniera del Siele nacque un vero e proprio paese con edifici e scuole; fu definitivamente chiusa solo nel 1976 e definitivamente abbandonata.

Per chi volesse integrare la visita al museo con una capatina alla miniera del Siele, l'area abbandonata promette non poche sorprese: i grandi e ormai silenziosi impianti lentamente inghiottiti dalla vegetazione, le palazzine con macchinari e documenti sparsi ricordano le città fantasma a cui certi film western ci hanno abituato. Non vogliamo aggiungere altro per non sciuparvi la sorpresa e convincervi che sono luoghi da scoprire con gli occhi e vedere con la mente.


Il cinabro è un minerale dall'aspetto rossiccio noto già ai Romani. Ancora oggi è la fonte principale da cui si ricava il mercurio