Osservatorio prezzi 4
Alla Coop spendi meno, anche in confronto al discount.
È un altro capitolo della campagna di pubblicità comparativa decollata a maggio di quest'anno, e dimostra con evidenza che la leadership di prezzo di Unicoop Firenze è a 360 gradi. Non solo rispetto alle principali catene della grande distribuzione alimentare che operano a livello italiano, ma anche in raffronto a quei soggetti che il luogo comune vuole al top della convenienza: i discount.

Su una grande vela posizionata nei principali supermercati della cooperativa, a giugno è apparso un paniere di 45 prodotti, dell'importo totale di 30 euro, che riproduceva una spesa tipo su generi alimentari di prima necessità: dall'acqua alla pasta, dal riso al caffè.
Girando per gli scaffali questi prodotti si trovano contrassegnati dal simbolo "Primi prezzi secondi a nessuno", e alla Coop si acquistano ad un prezzo inferiore rispetto alla media delle principali insegne discount presenti sul territorio toscano.

Qual è la differenza fra Unicoop Firenze e il discount? Naturalmente il fatto che questi ultimi hanno più prodotti di primo prezzo, rispetto all'assortimento di circa 200 articoli che si può trovare nei supermercati Coop. Ma non su tutte le tipologie di prodotto è sensato rincorrere il prezzo più basso, anche perché su determinate referenze non esiste una richiesta sufficiente da giustificarne la presenza sullo scaffale.
C'è anche la qualità da garantire, l'eticità da offrire, o il rispetto totale dell'ambiente. Ed è esattamente questo che si trova alla Coop.

Uva in alto
Il prezzo all'origine dell'uva Italia dovrebbe aumentare rispetto allo scorso anno, perché la produzione siciliana e pugliese ha registrato un calo intorno al 20-30% dovuto alle condizioni meteo. Gli esperti invece - salvo imprevisti dell'ultima ora -prevedono una buona annata per le qualità Regina e Pizzutella che mostrano, già da giugno-luglio, un'ottima conformazione del grappolo.

Dolce miele
Con l'allargamento dell'Unione europea ai paesi dell'est entrano nel mercato forti produttori di miele. Per questo è prevista una diminuzione dei prezzi, sull'ordine del 10%, anche del miele italiano. Intanto Api toscana, la cooperativa di apicoltori che collabora con Coop, punta sulla Igp per garantire la qualità e tipicità del proprio miele.

Osservatorio prezzi 2
Occhio al prezzo!

Rosticciana di suino
prezzi al chilo

Supermercato Coop € 3,90
Supermercato 1 € 3,99
Supermercato 2 € 4,39

Prezzi rilevati il 14 luglio nei supermercati concorrenti di via del Gignoro Firenze (1) e via di Maliseti Prato (2)


Senza confronto
Dove si spende meno? Sembra una domanda facile-facile ma non è così. Rispetto all'assortimento di un grande punto di vendita, i prodotti confrontabili (marca e confezione uguale) sono relativamente pochi, un terzo, un quarto del totale. Poi ci sono i prodotti freschi (ortofrutta, carne, pesce, salumi e latticini) per i quali la qualità varia senza che l'occhio se ne possa accorgere più di tanto... E rappresentano più della metà della spesa.
Ma torniamo ai prodotti confezionati, quelli dove il confronto è più facile. Ogni catena di distribuzione tiene d'occhio la concorrenza per non apparire più cara. È quindi sui prodotti non confrontabili che si gioca il grosso della differenza dei prezzi: è su questi che si fa il margine e l'utile per gli azionisti.
Per questo la seconda fase della pubblicità comparativa dell'Unicoop Firenze ha messo a confronto i prodotti a marchio Coop e quelli Esselunga, e poi i "primi prezzi" confrontabili con quelli dei discount. Anche su questi prodotti Unicoop è leader per i prezzi bassi, proprio perché non abbiamo da distribuire utili agli azionisti.

Alimentari in ribasso
Nella piazza fiorentina i prezzi corrono meno che nel resto d'Italia. Lo certifica l'Istat, che nella rilevazione mensile di giugno registra a Firenze un aumento dell'1,1%, mentre la media del Paese è dell'1,8%. Ma non è vero che tutti i prezzi e le tariffe corrono meno a Firenze. A tirare giù la media sono gli alimentari (settore dove si sente l'azione calmiere di Unicoop Firenze): -2,7% a Firenze contro il -0,2% della media italiana. Due punti e mezzo in meno negli alimentari che "coprono" in parte quello che i toscani pagano in più sugli altri generi.