Come mantenere e potenziare la memoria

Scritto da Alma Valente |    Aprile 1997    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Memoria d'uomo
Intervista al prof. Mario Barucci, specialista in neuropsichiatra
Sarà capitato a tutti di ammirarecon una punta di invidiaquei "mostri di memoria" chein alcune trasmissioni televisive riescono a ricordare quante reti segnò sessantíanni fa un giocatoredella Nazionale o che cosa accadde il 12 marzo del 1920. Ebbenenoi poveri smemorati possiamo stare tranquilliperché è ormai dimostrato che ricordare di più non vuol dire essere maggiormente intelligenti.
Perché allora ci allarmiamo tanto quando cominciamo a "perdere colpi"? Lo abbiamo chiesto al professorMario Baruccispecialista in neuropsichiatria.
«Viviamo in una cultura che "guida" la nostra memoriala lodala premia e la promuove con tuttii mezzi - spiega il professore -. Si pensi al nozionismo che ancora vige in molte scuolealla tv che "rovescia"ogni momento sugli spettatori giochi dove il vincente è chi ricorda di più. Ecco perché aiprimi accenni di un calo della nostra memoria reagiamo con ansia e sconforto».
Occorrerebbe quindi un'altra educazione e un altro tipo di divulgazione su questi problemi?
«Indubbiamente sarebbe utile insegnare le differenze che ci sonoe sono davvero granditra memoriae intelligenzatra memoria e sensibilità. Sarebbe utile far notare che col progredire della tecnologiala capacità di ricordare è divenuta sempre meno importantein quanto sostituita da una serie semprepiù perfetta di vere e proprie protesi: dalla tavoletta di cera e stilo al foglio di carta e matitadalregistratore al computer».
E' vero che col passare degli anni la memoria diminuisce?
«Sìma non solo per un indebolimento delle cellule nervose che invecchiano (si ricordi che questecellule non sono come quelle del sangue o della pelleche possono essere sostituitendr). Col passare degli annile nostre esperienze sono sempre meno nuove e quindi suscitano meno interesse. E l'interesse è una dellemolle più potenti della memorizzazione. Con l'invecchiamento la risposta della memoria alla ricerca di unnomedi un ricordoè certamente più lentaperché è enormemente maggiore il materialeda esaminare e sono molte di più le schedeper così direda sfogliare».
Quanto influisce l'aspetto psicologico sui disturbi della memoria?
«Molto. Certamente ricordiamo meglio gli avvenimenti importanti: raramente dimentichiamo quelli che cihanno valorizzato. Tutti sappiamo quanto era arduo rammentare una poesia noiosa e come invece potevamo tenere amente i nomi dei campioni sportivi o dei complessi musicali che ci appassionavano. E' anche ben conosciuto l'effettonegativo dell'ansiacome quella degli studenti per un esame o di un attore per una prima. Indubbio anche il ruolodella depressioneche annullando desideriprogettisperanzetoglie carburante al ricordare».
Esistono farmaci che possono risvegliare la memoria e aiutarci a ricordare?
«Noil fosforo e tanti altri "miracolosi" ritrovati per la memoria servono a poco. Ci sonofarmaci che hanno un'azione realeben studiata in questo campoma si tratta di sostanze con gravi effetti collateralie capaci di dare dipendenza e assuefazionecome l'anfetamina e il metilfenidato. Droghe pericoloseinsomma. Lascienza farmacologica però sta cercando i rimedi giusti e le speranze non debbono essere abbandonate. Magià fin da ora molto si può fare per la nostra memoriacome eliminare quegli agenti tossici (alcole nicotina) che certamente la danneggiano; evitare farmaci tranquillanti chepresi troppo a lungo e a dosaggielevaticomportano una minore prestazione della mente; infine fare lunghe passeggiate per migliorare l'apportodi ossigeno al cervello».
Ma al di là delle sregolatezze e degli abusicome possiamo difendere la nostra memoria dall'incomberedegli anni?
«Innanzitutto con l'esercizio. Cercando di alimentare gli interessila curiositàla voglia di sapere;riducendo i tempi vuoti per la nostra mente e facendo in modo di non annoiarsi mai. E' opportuno l'uso di tuttiquei semplici accorgimenti che possono aiutarci ad evitare dimenticanze ed errori: appuntipromemoriadiariagende. E' importante poi non drammatizzare le piccole distrazioni. E' scioccoinfattientrare in agitazionee perdere ore a cercare gli occhiali o le forbici: conviene averne varie di ricambio e usarle senza preoccuparsitanto prima o poi quelle perdute salteranno fuori. Ottimo lo stratagemma dell'oggetto "testimone" quandointerrompiamo un'azione: per esempio se lasciamo l'arrosto sul fuoco per rispondere al telefonoè utilelasciare la cucina con in mano una forchetta. Insommapiccole strategie per evitare seccature opeggio ancoravere e proprie crisi di ansia. Potremo consolarcicomunquerileggendo i Saggi di Montaigneche confessa di dimenticarei nomi delle persone al suo serviziole cose che è andato a prendere in una stanzail luogo dove ha ripostoun oggetto che gli preme. Scrive testualmente il grande filosofo francese: "...Non saprei ricevere un incaricosenza prendere appunti... Per imparare tre versi mi occorrono tre ore..."».

Per saperne di più
Mario Barucci "Psicogeragogia. Mentevecchiaiaeducazione"edizioni Utet Libreria.