Andrea Milani Comparetti, docente di matematica, con la passione della fantascienza, che studia le traiettorie degli asteroidi

Scritto da Andrea Marchetti |    Luglio 2012    |    Pag.

Dopo gli studi giuridici, si è occupato di ambiente ed energie rinnovabili: scrive per www.greenme.it, www.greenews.info e per alcune riviste del Gruppo Tecniche Nuove S.p.A. Collabora, inoltre, con la redazione di Pontedera (Pisa) de La Nazione e, dal 2010, con l'Informatore. Ha frequentato il Master in "Scrittura e Storytelling" della Scuola Holden di Alessandro Baricco e oltre a scrivere per i giornali si cimenta come sceneggiatore per cinema e fumetti.      

Andrea Milani Comparetti, docente di matematica all'Università di Pisa, è un amante della fantascienza e, nel tempo libero, si dedica alla scrittura di opere del genere (Il biglietto e L'eredità dei dinosauri, le sue ultime fatiche). Il professore predilige Asimov, «Perché era un vero scienziato, anche se il successo delle sue opere letterarie ne ha oscurato l'attività scientifica e didattica. La "teoria del caos" di cui parla nei suoi romanzi è usata anche per calcolare e descrivere le orbite degli asteroidi».
Già, perché il professor Milani Comparetti, 64 anni, si occupa proprio di questo: osservare le orbite degli asteroidi e calcolarne le traiettorie, con particolare attenzione per i corpi celesti potenzialmente pericolosi. Nato a Firenze nel 1948, figlio di una coppia di medici e nipote di Don Lorenzo Milani, dopo il liceo si trasferisce a Milano. Qui frequenta la facoltà di matematica per poi tornare in Toscana, a Pisa, nel 1970, dove inizia la sua carriera universitaria grazie ad una borsa di studio da ricercatore.
«Ho abbandonato la parte più astratta della matematica per dedicarmi alla meccanica celeste, che ha ricadute pratiche ed utili», afferma il professore che, in questo campo, è diventato un'autorità: un asteroide porta il suo nome e, nel 2010, è stato insignito del "Dirk Brouwer Award", la massima onorificenza mondiale nel settore dell'astronomia dinamica. Milani Comparetti, insieme a un gruppo di ricercatori, monitora 24 ore su 24 i movimenti degli asteroidi di centinaia di metri ma anche quelli di bulloni dispersi da qualche navicella spaziale. «È iniziato tutto nel 1998: il 12 marzo - racconta - ricevetti una mail che annunciava una catastrofe: secondo i calcoli di un ente di ricerca americano, all'epoca il più autorevole in materia, un asteroide di un chilometro e mezzo di diametro si sarebbe abbattuto sulla Terra nel 2028, provocando un'esplosione pari a ben 10 milioni di volte quella causata dalla bomba atomica di Hiroshima. Fu subito allarme nell'opinione pubblica e si scatenò un acceso dibattito tra gli scienziati. Tuttavia le previsioni si rivelarono inesatte: nessun asteroide ci avrebbe colpiti nel 2028. I metodi di calcolo erano sbagliati e la loro credibilità era compromessa. Decisi allora di chiamare l'amico e collega Giovanni Valsecchi del Cnr di Roma e gli proposi di venire a Pisa per aiutarmi a risolvere il problema: serviva un algoritmo, un sistema di calcolo capace di dire in tempi brevi e con precisione quali erano le probabilità che un asteroide colpisse la Terra».


Battendo sul tempo anche la Nasa
, l'ente spaziale americano che lavorava su un progetto simile, fu creato "Neodys", il sistema di monitoraggio, visibile anche su internet (http://newton.dm.unipi.it/neodys), che mette insieme i dati dei telescopi astronomici di tutto il mondo e calcola le orbite degli oggetti in avvicinamento alla Terra e le loro probabilità di impatto con il nostro pianeta. Con Milani Comparetti e Valsecchi ha collaborato anche Steve Chesley, ricercatore americano che, in seguito, ha sviluppato, presso la Nasa, il software Sentry, basato sulla stessa teoria del sistema "pisano" Neodys. Sentry e Neodys sono oggi i sistemi più importanti al mondo. Neodys monitora circa 8.000 corpi celesti, di cui 337 potenzialmente pericolosi. Il più pericoloso è l'asteroide 2011 Ag5 che, tuttavia, ha una sola probabilità su 550 di cadere sul nostro pianeta, nel 2040. Il prossimo 13 settembre, il giorno in cui l'orbita dell'asteroide sarà più vicina alla Terra, sarà possibile osservarlo con più precisione e sapere se la sua pericolosità è aumentata o diminuita. «In ogni caso -, precisa Milani Comparetti, - potremo tentare di distruggerlo con delle testate nucleari o usare il sistema "Don Chisciotte", di mia invenzione. Consiste nel deviare la traiettoria dell'asteroide colpendolo con un veicolo spaziale. Il sistema è ritenuto tuttora il più valido, anche se - precisa il professore - non sono stati ancora stanziati i soldi necessari viste le così scarse possibilità di impatto».