I materiali per gli imballaggi e la loro destinazione nella raccolta differenziata

Scritto da Anna Somenzi |    Gennaio 2008    |    Pag.

Giornalista. Nata a Cremona, cresciuta a Bologna della quale ha assorbito, e goduto, l'emilianità. E' diventata giornalista professionista "da grande", ma lavora nell'editoria da molto tempo in giornali aziendali del movimento cooperativo, prima Comma di Conad e poi Consumatori di Coop. Si occupa soprattutto di prodotti e produzioni, consumi e consumatori. Da qualche anno, sempre per Coop, lavora anche come coordinatrice editoriale per la collana dei Quaderni dei consumatori dell'Editrice Consumatori.

Nell'etichetta dei prodotti a marchio Coop arriva un aiuto diretto a svolgere correttamente l'operazione di raccolta differenziata dei materiali da imballaggio: quel che troverete, vicino alle solite indicazioni nutrizionali e produttive dell'etichetta, è infatti una piccola tabella grigia, con la scritta Coop per l'ambiente, che porta l'indicazione, in modo chiaro e comprensibile, del materiale utilizzato nella costruzione dell'imballo e sul dove vada smaltito (carta, plastica ecc.). In pratica si è recepito l'invito dell'Unione europea a indicare in etichetta i materiali da imballo, proprio per aiutare i consumatori nella raccolta differenziata. Le indicazioni dall'Ue prevedono però delle sigle di non facile interpretazione. Se infatti possiamo riconoscere come materiale plastico il Pet, polietilentereftalato, il componente delle bottiglie, la sigla Pap 21 del cartone non ondulato risulta sicuramente sconosciuta alla stragrande maggioranza. Ecco allora che sulla scatola della crostata di albicocche Coop accanto alla sigla europea Pap 21, appare cos'è: astuccio; di cosa è fatto: cartoncino; e dove va: raccolta carta. È chiaro così cosa possiamo fare della nostra scatola.

L'importanza della raccolta e del riuso dei materiali da imballaggio è in costante aumento in Europa, dove paesi particolarmente attenti come Austria e Paesi Bassi vantano percentuali di riciclo pari se non superiori al 60% dei loro rifiuti; l'Italia ha una media nazionale del 25,2% con realtà ancora molto disomogenee sul territorio.

Molto è stato fatto sui prodotti a marchio Coop per ridurre al minimo gli imballaggi e costruirli nel modo più leggero possibile per l'ambiente. Il progetto 3R, risparmio riciclo riuso, ha visto eliminare il cartoncino del tubo di maionese, creare le ricariche per i saponi, alleggerire i flaconi, utilizzare plastica riciclata eccetera. Con la nuova etichettatura si fa un ulteriore passo avanti, aiutando i consumatori e rendendo facile e immediato identificare il materiale degli imballaggi e dove può essere raccolto.