Torna il calcio storico fiorentino con nuove regole antiviolenza

Scritto da Riccardo Gatteschi |    Giugno 2011    |    Pag.

giornalista e scrittore. Ha iniziato nel 1968 come cronista a Nazione Sera. Ha collaborato, nel corso dei decenni, a molti quotidiani, periodici, riviste. Ha pubblicato il primo libro nel 1971: "Toscana in festa". Sono seguiti alcuni volumi scritti a quattro mani con l'amico Piero Pieroni: "Vento del Nord, vento del Sud" (1972), "Indiani maledetti Indiani" (1973), "Ad ovest della legge" (1975), "Pirati all'arrembaggio" (1977). Ha curato alcune voci delle enciclopedie "Toscana, paese per paese" (1980) e "Costumi e tradizioni popolari" (1995). In anni più recenti ha pubblicato: "Con la croce o con la spada" (1990), "Baccio da Montelupo" (1995), "Donne di Toscana" (1996), Raffaello da Montelupo" (1998), "Feste per un anno" (2000), "Diavoli, santi e bonagente" (2002), "Un uomo contro" (2003). Ha tre passioni confessabili: viaggiare, conoscere la Toscana, guidare la motocicletta. Collabora all'Informatore dell'Unicoop dal 1995.

Foto: Carlo Valentini

Quest'anno si cambia. Basta con il Calcio storico fiorentino troppo - e soprattutto gratuitamente - violento, ormai diventato ricettacolo di personaggi ambigui che con quella disciplina nobile e antichissima non hanno proprio niente in comune. Nelle intenzioni degli organizzatori, l'edizione 2011 segnerà una svolta epocale in quello sport che, sono in molti a sostenere, sia il diretto progenitore dell'attuale gioco del calcio. In sintesi, le nuove regole saranno queste: strade sbarrate ai calcianti che hanno subito una condanna penale negli ultimi cinque anni, porte aperte a chi non è fiorentino di nascita o per residenza, permesso l'uso del placcaggio e dei pugni solo negli scontri individuali, abrogato il divieto di partecipazione ai calcianti che abbiano superato il quarantesimo anno di età, concedendo quindi una corsia preferenziale agli atleti forse non di primo pelo ma proprio per questo più responsabili e riflessivi.

Foto: Oriano Brunetti

Il nuovo presidente Michele Pierguidi ritiene che le modifiche apportate siano sufficienti a riportare il gioco del calcio in costume a livelli soddisfacenti non solo per le esigenze sportive dei tifosi fiorentini (pochi, per la verità), ma soprattutto per il senso estetico e il legame con la tradizione che affascina i tanti turisti. «Vogliamo un gioco maschio ma leale. Sono sette anni che non assistiamo più a un torneo regolare. Ci sono cose che si potranno fare e altre no. A chi si comporta bene, dico che noi ci siamo. Gli altri non li vogliamo più vedere».
Frattanto è stato varato il nuovo calendario che prevede le consuete due partite ad eliminazione diretta il 18 e il 19 giugno, mentre la finale si terrà il giorno 24 in occasione dei festeggiamenti in onore di San Giovanni, patrono della città. La partita inaugurale vede in campo i rossi del quartiere di Santa Maria Novella contro i bianchi di Santo Spirito e il giorno seguente si affronteranno gli azzurri di Santa Croce contro i verdi di San Giovanni. Alla squadra vincente verrà consegnato il tradizionale Palio, opera della pittrice fiorentina Paola Imposimato.
Per saperne di più: 0552616056