Un tempio di Diana alla foce dell'Ombrone; e a Roselle tornano le statue.


(gli scavi di Marina di Alberese)

 

Una recente campagna di scavi della Soprintendenza per i Beni archeologici della Toscana all'interno del Parco naturale della Maremma, sull'antico promontorio dello Scoglietto, presso Marina di Alberese (Grosseto), ha consentito di riportare alla luce i resti di un tempio dedicato a Diana Umbronensis (presso la foce dell'Ombrone maremmano) databile tra I e II sec. d.C. Tre statue sono riemerse dalla terra, di cui una sicuramente rappresenta la divinità romana della caccia, nella tradizionale postura del braccio destro pronto a estrarre una freccia dalla faretra.

La seconda statua rinvenuta allo Scoglietto, invece, sempre nel marmo delle Apuane, raffigura forse Melpomene, musa del canto e della tragedia. Infine, la terza statua potrebbe rappresentare Apollo o, forse, un satiro: si intravedono uno stivale e un tronco d'albero, forse alloro, caro al fratello di Diana. Sempre dal deposito votivo di Diana Umbronensis provengono un tesoretto di dieci monete, coniate da Vespasiano (68-79) e da suo figlio Domiziano (81-96), e una trentina di lucernette.

 


(gli scavi di Roselle)

 

Roselle. Le copie di cinque fra le più belle sculture ritrovate negli scorsi anni Sessanta e Ottanta, oggi a Grosseto nel Museo archeologico della Maremma, sono ora esposte a cura della Soprintendenza per i Beni archeologici della Toscana nei punti in cui furono rinvenute. È appunto del secolo scorso la scoperta di una quarantina di statue onorarie in marmo (I sec. d.C.) che decoravano gli edifici pubblici, come i cicli statuari rinvenuti nella Casa degli Augustali (sacerdoti dedicati al culto degli imperatori) e nell'edificio comunemente indicato come "Basilica dei Bassi".

Roselle controllava il lago Prile, ampia laguna comunicante con il mare che occupava l'attuale pianura maremmana. Venne abitata dalla prima metà del VII sec. a.C., ma si sviluppò soprattutto dal secolo successivo, probabilmente a danno delle lucumonie vicine, in particolare di Vetulonia. Fu conquistata dai Romani nel 294 a.C., ma solo nella prima età imperiale fu interessata da un'intensa attività edilizia, grazie anche alla munificenza di famiglie locali quali i Viciri e i Bassi, assurte al rango senatorio. Nonostante l'inarrestabile degrado della tarda età imperiale, nel 499 Rusellae accolse il suo primo vescovo, Vitaliano; la cattedrale della diocesi e il cimitero furono impostati sopra le terme pubbliche. Nel 1138 una bolla di lnnocenzo III sancì il trasferimento della diocesi nella vicina Grosseto.

 

Info: 0564402403, www.archeotoscana.beniculturali.it, www.archeologiaviva.it

Archeologia Viva (Giunti Editore)

Gli articoli completi sul tempio di Diana e su Roselle, sono sul numero di gennaio/febbraio della rivista

 


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