Dal Tirreno all'Adriatico: a Camogli una frittura da guinness dei primati. E a Cervia un rituale antico e suggestivo

Scritto da Giulia Caruso |    Maggio 2007    |    Pag.

Giornalista Si è formata professionalmente come collaboratrice stabile della cronaca toscana de l'Unità, redazione cultura e spettacoli, dal '90 al '97, per la quale si è occupata di musica - in prevalenza rock - moda, costume e cinema. Attualmente collabora con il Corriere di Firenze per il quale è corrispondente per la cronaca locale da Empoli, e per il mensile Rockstar. Esperta di linguaggi e culture giovanili, di viaggi e turismo, è inoltre appassionata di enogastronomia.

Mare in festa 3
È il giorno dell'Ascensione dell'anno del Signore 1445. Piero Barbo, vescovo di Cervia, di ritorno da un viaggio via mare a Venezia, si trova nel bel mezzo di una tempesta. La leggenda narra che il vescovo, che sarebbe poi diventato papa con il nome di Paolo II, gettò in mare il suo anello per placare la furia delle acque, portando così in salvo nave ed equipaggio. Da allora ogni anno il rito si rinnova con lo sposalizio del mare che si svolge a Cervia il giorno dell'Ascensione, quando la località balneare, una delle più frequentate della Riviera Adriatica, in provincia di Ravenna, rivive con emozione una delle pagine più belle della sua vicenda marinara.

Lo sposalizio del mare
"Benedici o Signore il mare Adriatico, in cui i cervesi e quelli che fanno affari con essi sono soliti navigare. Benedici queste acque, le navi che le solcano, i remiganti, i nocchieri, gli uomini, le merci". Sono le parole, le stesse da secoli, con cui l'Arcivescovo ringrazia a nome del popolo di Cervia il mare Adriatico per i ricchi doni che offre da sempre, anche per quel sale che ha reso la cittadina romagnola celebre nel passato. Con lo "Sposalizio del Mare", rievocazione storica tra le più antiche d'Italia, la cittadina romagnola si "congiunge" simbolicamente con il mare che la bagna. Un rito che richiama quello dello "Sponsale Veneziano", la sfarzosa cerimonia celebrata dal Doge ai tempi della Serenissima Repubblica di Venezia, con cui il glorioso Stato marinaro suggellava simbolicamente il suo dominio sul mare. Probabilmente la cerimonia, al di là della leggenda e della tradizione, aveva precedenti origini bizantine oppure si richiamava ad antiche cerimonie pagane. Il doge, con il suo seguito, si imbarcava sul Bucintoro, splendida imbarcazione cerimoniale, e raggiunta la Bocca di Porto di San Nicolò gettava in mare un anello d'oro. Ma mentre lo sposalizio del mare veneziano non è sopravvissuto alla storia, la valenza simbolica di quello cervese si è invece rafforzata nel tempo. Il pomeriggio del giorno dell'Ascensione, al suono festoso delle campane della cattedrale e ai rintocchi di quella della Torre comunale, il vescovo esce solennemente in processione dalla chiesa e si incontra sulla piazza antistante col sindaco e varie altre autorità. Il corteo, su cui dominano la croce vescovile ed il gonfalone comunale, avanza, accompagnato dalla banda, verso il porto, dove sono in attesa varie imbarcazioni grandi e piccole. In una barca prende posto il vescovo col suo clero, in un'altra le autorità civili, mentre il pubblico si sistema sulle restanti imbarcazioni. Il corteo di barche percorre tutto il canale del porto, fra due ali di popolo assiepato sulle rive, e si ferma al largo. Il Vescovo, dopo aver pronunciato le parole di rito, getta nelle onde l'anello legato ad un nastro. Immediatamente vigorosi nuotatori si tuffano e poco dopo il più fortunato di loro riemerge con l'anello che ormai gli appartiene e che terrà come ricordo o come fede nuziale per quando si sposerà. Negli ultimi anni il Vescovo aggiunge alle tradizionali parole della benedizione anche un pensiero propiziatore alle migliaia e migliaia di bagnanti ed operatori turistici ansiosi per le loro attività estive. Nel 1986 la cerimonia ebbe un protagonista d'eccezione, papa Giovanni Paolo II, che, alle antiche parole di benedizione, ne aggiunse delle nuove rivolgendosi al di là del mare, a tutti gli uomini di buona volontà, in un messaggio di pace e di concordia tra i popoli.

foto: G.C. Pro Loco Camogli / Mare in festa 2
Il padellone del porto
Nell'incantevole cornice del porto di Camogli, ogni anno - la seconda domenica di maggio - in una gigantesca padella si friggono tonnellate di pesce per migliaia di persone in una delle sagre marinare più famose e pittoresche che richiamano nella cittadina ligure migliaia di visitatori anche dall'estero. Nata nel 1952 da un'idea dei pescatori del borgo - subito sposata con entusiasmo dalla Pro loco - la sagra si svolge in occasione della Festa di San Fortunato, che dei pescatori è per l'appunto il patrono. Per la prima edizione furono utilizzate tante piccole padelle sistemate nel porticciolo, ma già nel 1954 fece la sua prima apparizione la grande padella di 4 metri di diametro, l'indiscussa protagonista della sagra del pesce. È la quarta della serie e a differenza delle sue "colleghe" più anziane, che erano in ferro, la padella - che è stata rinnovata lo scorso anno - è in acciaio inossidabile: pesa 26 quintali (di cui 3 solo il manico) e ha un diametro di 3,80 metri. Rispetto alle precedenti è un po' più piccola, per rendere più agevole il trasporto nelle altre sagre del genere che si svolgono in varie regioni italiane. Una delle sue trasferte più famose è stata senza dubbio quella del 1954, quando la padellona sbarcò in Belgio per friggere il pesce alla corte di re Baldovino.
La sagra inizia la mattina con la benedizione del padellone da parte del parroco e prosegue con la distribuzione gratuita della frittura, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.
Ma la festa inizia già dal giorno precedente. La sera della vigilia, infatti, i camogliesi dei due quartieri (Porto e Pinetto) costruiscono con materiale di scarto vere e proprie sculture di grandi dimensioni che si sfidano per fantasia e bellezza ai due lati della spiaggia. Le sculture saranno poi incendiate e arderanno tutta la notte sulla spiaggia, a rendere davvero magica la festa di San Fortunato.

foto: G.C. Pro Loco Camogli / Mare in festa 1


Domenica 13 maggio
Sagra del pesce
Camogli (Genova)
Info: tel. 0185771066
www.sagradelpesce.it

Domenica 20 maggio
Lo sposalizio del mare
Cervia (Ravenna)
Info: tel. 0544915211
www.comunecervia.it/turismo


Foto: gentile concessione Assessorato al Turismo di Cervia (prima dall'alto), gentile concessione Pro Loco Camogli (seconda e terza).