Equilibrio e coraggio per obiettivi più ambiziosi

Scritto da Daniela Mori |    Settembre 2014    |    Pag. 3

Presidente del Consiglio di sorveglianza dell’Unicoop Firenze

Innovazione in unicoop firenze
Disegno di L. Contemori

Mi hanno fatto una proposta alla quale non avevo pensato mai, perché ho sempre creduto che dovessero essere gli altri a sceglierti e non tu a proporti. È andata così: la Commissione elettorale ha proposto la mia candidatura a presidente del Consiglio di sorveglianza dell’Unicoop Firenze; ho riflettuto molto prima di dare la mia disponibilità; poi il percorso democratico, le assemblee e il vaglio popolare. E infine mi trovo a ricoprire l’incarico.

Non mi sento arrivata, e cercherò di svolgere il ruolo per quanto è nelle mie possibilità e capacità, con la consapevolezza che in cooperativa non siamo mai soli. Nelle assemblee dei soci ho avvertito un’autentica consegna di fiducia, che va onorata fino in fondo.

Le assemblee sono il nostro punto di forza, le osservazioni che sono fatte in assemblea ti fanno sempre vedere qualcosa che non avevi notato. Ci hanno permesso di conoscere meglio il territorio, ci hanno aperto gli occhi su questioni invisibili, ci hanno sollecitato. Siamo una forza popolare che parla di supermercati, fatta non di consumatori ma di cittadini che sollecitano, provocano, praticano una dialettica moderna: un grande “social network” reale, concreto.

Abbiamo una cooperativa di sana e robusta costituzione; dobbiamo saperla mantenere, affrontando le sfide e la complessità del futuro, senza dimenticare quello che siamo oggi. La ricerca condotta dall’Università Bocconi ha certificato che i valori che sono le fondamenta della cooperativa non sono cambiati, e sono condivisi ancora oggi dalla gran parte della nostra base sociale.

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Daniela Mori Presidente del Consiglio di sorveglianza dell’Unicoop Firenze
Dobbiamo partire da questo, sapendo che ci attende una difficile prova che prevede manutenzione e innovazione. Per mantenere la cooperativa ai livelli ai quali è arrivata, serve cura, pazienza e coerenza. È un lavoro faticoso, poco avvincente, ma è necessario per non perdere l’identità, quella che ci fa riconoscere e distinguere dagli altri.

Per mantenere non è sufficiente spolverare, pulire, ritoccare ma bisogna metterci energia, la stessa che siamo disposti a spendere per rinnovare.

Per innovare serve coraggio e guardare oltre quello che c’è. Quel coraggio che ci ha portato ad anticipare i bisogni delle persone attraverso i cambiamenti della nostra rete di vendita, quello stesso che dovrà vederci protagonisti domani di una distribuzione in profonda trasformazione, condizionata da un’evoluzione tecnologica senza precedenti e da domande molto differenziate.

Dovremo saper coniugare questi aspetti, spingendo e valorizzando i tratti distintivi della cooperativa. Ho sentito dire a un socio “sarà difficile fare meglio di così”. È difficile ma non ci rinunciamo, perché vogliamo che questa cooperativa sia sempre all’altezza del suo popolo.

L’Unicoop Firenze ha un patrimonio netto, in capitali e immobili, molto consistente ma, ancor più, il nostro patrimonio umano è inestimabile!