Febbraio, mese della sicurezza alimentare

Mangiare informati
Le statistiche dell'Organizzazione mondiale della sanità confermano che i casi di tossinfezione da salmonella in Italia sono più di 16 mila all'anno e che il 12,9 per cento delle intossicazioni alimentari avviene nell'ambiente domestico per cattiva manipolazione, conservazione o preparazione dei cibi. Dati che quanto meno inducono a riflettere, visto che si preparano 55 miliardi di pasti all'anno, di cui 45 miliardi tra le pareti di casa propria. Non a caso il 68 per cento dei consumatori, secondo un sondaggio di Eurobarometro (1997), si dice preoccupato della sicurezza alimentare...
Per rispondere all'attenzione sempre più viva su questo tema, l'Unione europea ha promosso una campagna educativa rivolta ai consumatori. Senza, per questo, togliere responsabilità agli altri protagonisti della catena agro-alimentare, produttori, trasformatori e distributori. Una campagna innovativa nel metodo, perché ogni paese l'ha costruita adeguandola alle situazioni e alle priorità nazionali.
L'obiettivo è quello di far diminuire la quantità e l'impatto delle intossicazioni alimentari in Europa rivolgendosi ai consumatori e coinvolgendo il mondo della scuola, dove l'informazione incomincia in classe per poi diffondersi nelle famiglie. Agli studenti delle medie inferiori e del primo biennio delle superiori è riservato un kit informativo e didattico mentre per gli insegnanti sono stati preparati dei corsi di aggiornamento.
Se negli anni Cinquanta l'esigenza più avvertita in Italia era quella di avere abbastanza da mangiare, negli anni Novanta la preoccupazione principale riguarda la qualità degli alimenti. Perciò la grande distribuzione, e Coop in particolare, sono chiamati a svolgere un ruolo di primo piano.
'Credo che per quanto riguarda la sicurezza alimentare e l'informazione il ruolo della grande distribuzione sia fondamentale - dice Emma Bonino, commissario europeo per le politiche dei consumatori -. Coop, in tal senso, è un partner importante. L'attività che svolge e il suo impegno con le scuole, nel campo dell'educazione ai consumi, sono meritevoli. Non credo che l'autorità pubblica, sia essa nazionale o comunitaria, possa controllare e informare in modo così mirato'.

Coop e la campagna
Forte dell'esperienza di educazione al consumo - che ha interessato negli ultimi vent'anni più di 1 milione e 300 mila ragazzi - e di una specifica attività di prevenzione e tutela della salute del consumatore, Coop aderirà alla campagna (in Italia all'insegna del mangiare informati), diffondendo in almeno cento punti di vendita il decalogo della sicurezza alimentare. Inoltre distribuirà un proprio dépliant sulla sicurezza, parteciperà agli incontri in programma e riserverà al tema uno spazio del proprio sito Internet. Non mancheranno, per finire, viaggi premio nella culla della cooperazione, a Rochdale, in Inghilterra.

Per saperne di più
La campagna prevede la realizzazione di un sito Internet, www.sicurezzalimentare.it, e l'attivazione del numero verde 167-264462

Gli italiani e il cibo
- Il 3 per cento degli italiani legge sempre le istruzioni relative alla conservazione e alla preparazione degli alimenti
- Il 15 per cento legge sempre la lista degli ingredienti
- Il 60 per cento controlla sempre la data di scadenza o di durabilità dei prodotti
- Il 78 per cento, se il prodotto è scaduto, lo butta via subito
- Il 65 per cento giudica abbastanza complete e comprensibili le informazioni riportate sui prodotti
(sondaggio Cirm 1998)

Sicurezza alimentare
Il decalogo dell'Unione Europea

Leggi sempre l'etichetta dei prodotti alimentari e il cartello degli ingredienti esposto negli esercizi pubblici
E' la regola numero uno per far capire che oggi ad occhi chiusi non si deve comprare più nulla. I produttori hanno l'obbligo di scrivere, innanzi tutto, che cosa c'è nella confezione, ad esempio "confettura" o "maionese", di indicare tutti gli ingredienti, il peso, il luogo e la ditta produttrice, la data di durabilità o di scadenza e, quando occorre, le modalità di conservazione e preparazione.
Inoltre, secondo le indicazioni di una direttiva europea, le etichette possono riportare una tabella nella quale è indicato (in kilocalorie) il valore energetico dell'alimento: informazione molto utile per conoscere esattamente quante calorie forniscono 100 grammi del prodotto; nella stessa tabella è indicata anche la quantità dei principali nutrienti contenuti nel prodotto: proteine, carboidrati, grassi, fibre, vitamine e sali minerali.
Tutte queste informazioni devono essere anche in lingua italiana.
In sostanza, l'etichetta degli alimenti e il cartello degli ingredienti esposto negli esercizi pubblici (bar, gastronomie, ecc.) sono una preziosa guida per consumare il prodotto in maniera corretta, per conoscerne il valore nutritivo e per non correre rischi alimentari.

Ricorda che tutti gli ingredienti utilizzati sono indicati sull'etichetta e sono elencati in ordine decrescente di quantità presente nel prodotto
Sull'etichetta sono indicati obbligatoriamente tutti gli ingredienti che compongono il prodotto, che devono essere ben individuabili ed essere elencati in ordine decrescente: al primo posto quello presente in quantità maggiore e via via fino a quello presente in quantità minore. Se si tratta però di alimenti composti da un solo ingrediente non è necessario specificarlo, perché risulta comprensibile già dalla denominazione del prodotto: tutti sappiamo, ad esempio, che il latte è latte e basta. Anche gli additivi sono considerati ingredienti e, vista la loro minima quantità, sono segnalati per ultimi.

Controlla la data di durabilità o la data di scadenza del prodotto prima dell'acquisto e consumalo entro il termine consigliato sull'etichetta
Quando c'è scritto "da consumarsi entro..." deve essere rispettata tassativamente la data di scadenza indicata dal produttore, perché si tratta di prodotti deperibili. "Da consumarsi preferibilmente entro il...", invece, significa che la data di durabilità indicata esprime un consiglio per un consumo ottimale e non implica che, una volta superato quel termine, il prodotto sia scaduto. Importantissimo: le date di scadenza e di durabilità sono valide finché la confezione è integra e il prodotto è stato conservato come indicato in etichetta. Per tutti gli alimenti freschi o sfusi che non riportano alcuna data di scadenza è bene informarsi sulla durata e le modalità di conservazione.

Sappi che sull'etichetta la lettera "E" seguita da un numero indica che nel prodotto è presente un additivo autorizzato dall'Unione europea
Gli additivi sono divisi in varie categorie e hanno diverse funzioni. Per esempio: i conservanti servono per impedire lo sviluppo di sostanze che alterano il prodotto e che possono nuocere alla salute; gli antiossidanti hanno soprattutto la funzione di evitare che il colore del prodotto subisca variazioni; gli emulsionanti servono per legare bene i grassi e l'acqua; gli addensanti e i gelificanti rendono il prodotto spalmabile e pastoso; gli stabilizzanti trattengono l'umidità del prodotto e lo amalgamano meglio; gli antiagglomeranti impediscono che nel prodotto si formino grumi; gli acidificanti danno il gusto acidulo; gli esaltatori di sapidità rinforzano il sapore; i sali di fusione facilitano la fusione di diversi formaggi e infine i coloranti servono, ovviamente, per colorare.
Sull'etichetta, talvolta, si può trovare il nome degli additivi, altre volte la corrispondente sigla europea "E" seguita da un numero, ad esempio E 471. L'elenco degli additivi e dei coloranti con l'indicazione delle relative sigle può essere richiesto alle Associazioni dei consumatori.
Gli additivi indicati in etichetta sono tutti autorizzati dall'Unione europea e sono utilizzati dai produttori solo se necessario e secondo le dosi prescritte.

Segui sempre le istruzioni per l'uso indicato sulle confezioni, comprese le modalità di conservazione, dal momento dell'acquisto fino al consumo
Dopo aver fatto la spesa la responsabilità della sicurezza dei cibi acquistati passa nelle mani dell'acquirente. I cibi freschi, sfusi o confezionati, sono naturalmente i più delicati: carne, pesce, latticini, cibi pronti, conservati dal negoziante in banchi refrigerati, devono essere trasportati al più presto nel frigorifero di casa. Quando è importante in etichetta è indicata la temperatura alla quale il prodotto deve essere conservato: per lo più intorno ai 4° C, che è la temperatura del frigorifero domestico. I cibi in scatola, che non devono essere tenuti in frigorifero, devono comunque essere conservati in modo da non subire eccessi di caldo o di freddo: la segnalazione "conservare in luogo fresco e asciutto" non è un semplice consiglio, ma una condizione necessaria.
Molta attenzione deve essere prestata allo stato delle confezioni: quelle gonfie, ammaccate, bagnate o addirittura rotte devono essere rifiutate, così come devono essere buttate quelle dalle quali, all'atto dell'apertura, escano del gas o delle bollicine o il contenuto presenti muffe o sapore, odore, consistenza non convincenti. Sensi e buon senso sono sentinelle che devono essere ascoltate. Le confezioni deteriorate, inavvertitamente acquistate, possono essere subito restituite al negoziante che deve sostituirle con altre integre.

Mantieni sempre i prodotti refrigerati e quelli surgelati alla temperatura indicata sull'etichetta e riponili, subito dopo l'acquisto, nel frigorifero o nel congelatore
Il reparto congelatore del frigorifero domestico deve essere mantenuto ordinato, senza brina (indizio di sbalzi di temperatura), non eccessivamente sovraccaricato, alla temperatura di meno 18° C. Le confezioni di surgelati non devono essere bagnate, ricoperte di brina o schiacciate, devono essere trasportate in un contenitore termico, riposte nel congelatore nel minor tempo possibile dopo l'acquisto, consumate entro la data di scadenza, che varia da cibo a cibo, e scongelate seguendo le indicazioni del fabbricante, che compaiono pure sull'etichetta. Dopo la scongelazione i surgelati non devono essere ricongelati.

Osserva con la massima cura l'igiene della tua cucina e i metodi di cottura più idonei
Ovunque ci sia materia deperibile com'è il cibo possono proliferare batteri nocivi, specialmente quando difetta l'igiene. Ecco perché è importante lavarsi bene le mani prima di cucinare, prima di toccare alimenti da consumare crudi o che non necessitano di ulteriore cottura, tenere sempre ben puliti gli strumenti di cucina, i piani di lavoro e in particolare il frigorifero. Sono raccomandazioni che possono sembrare banali, ma che un esperto di igiene alimentare non si stancherà mai di ripetere.
La corretta collocazione dei cibi, crudi e cotti, nei diversi scomparti del frigorifero a seconda delle temperature di conservazione, e la loro idonea cottura, in modo che raggiungano un'adeguata temperatura anche in profondità, devono avere la massima attenzione.
E' consigliabile non improvvisarsi preparatore di conserve o raccoglitore di funghi: sono necessarie conoscenze specifiche.

Ricorda che i prodotti dichiarati "biologici" o "geneticamente modificati" devono rispettare particolari modalità di etichettatura stabilite da norme europee e nazionali
Per difendere il consumatore da affermazioni non veritiere, la legge, dal 1° gennaio 1993, ha stabilito che i prodotti possono essere etichettati "Agricoltura biologica-Regime di controllo Cee" solo se nella coltivazione l'impiego di concimi e di antiparassitari chimici è stato limitato all'essenziale. Inoltre, i prodotti contenenti ingredienti geneticamente modificati (più comunemente detti "transgenici") devono essere riconoscibili dal consumatore con una appropriata dizione in etichetta o nell'elenco degli ingredienti, che ne segnali l'originaria modificazione genetica. La legislazione riguardante questi prodotti è in evoluzione.

Tieni presente che secondo norme europee e nazionali controlli della produzione e della distribuzione sono regolarmente eseguiti dalle aziende e dalle autorità per verificare la sicurezza degli alimenti e per decidere il ritiro di quelli eventualmente difettosi
Fin dal 1993 è in vigore una normativa europea che impone il rispetto di regole sanitarie generali in tutte le fasi della produzione industriale, fino alla vendita al dettaglio dei prodotti alimentari. La normativa, valida anche per mense e ristoranti, viene rispettata in primo luogo attraverso l'autocontrollo delle aziende. Se viene segnalato un prodotto che può nuocere alla salute del consumatore, mediante codici impressi sulle confezioni si può risalire al giorno e al lotto di produzione, provvedere alle necessarie analisi e ritirare tutte le confezioni di quel lotto presenti sul mercato. I prodotti provenienti dai paesi non comunitari, quando passano la frontiera, sono sottoposti a controlli obbligatori dell'autorità sanitaria.
La Commissione europea, inoltre, controlla che nei paesi membri l'applicazione delle norme e l'attività di vigilanza siano continuative ed efficaci. Insomma, ha il compito di controllare i controlli.

Rivolgiti alle Associazioni dei consumatori e alle Aziende sanitarie locali (Asl) che in materia di sicurezza alimentare possono fornire maggiori informazioni e assistenza
Si battono da anni per difendere i consumatori dalle frodi alimentari, indagando, sollecitando severi controlli igienico-sanitari, segnalando eventuali abusi alle autorità competenti. Ormai il ruolo delle associazioni di consumatori è riconosciuto e legittimato dallo Stato e dall'Unione europea. Per questo l'Unione europea, promuovendo una campagna sulla sicurezza degli alimenti, ha voluto impegnare in primo luogo proprio queste associazioni, invitando la popolazione a rivolgersi a loro. Ogni singolo consumatore, con le sue segnalazioni, può diventare l'informatore più prezioso e le associazioni possono tramutare queste segnalazioni in iniziative concrete di tutela della sicurezza alimentare, anche coinvolgendo i Dipartimenti di prevenzione delle Asl e lo stesso sistema di produzione e distribuzione. Un elenco dei servizi di vigilanza e controlli pubblici può essere richiesto alle Associazioni dei consumatori.

(Fabrizio Alessandri)