Le golosità intorno alla tazza da tè

Scritto da Silvia Gigli |    Maggio 1999    |    Pag.

Giornalista E' nata e vive a Firenze ma è per metà senese. Ha iniziato a frequentare il mondo del giornalismo giovanissima, collaborando con quotidiani come La Città, Paese Sera e numerosi mensili toscani. Ha lavorato al quotidiano Mattina, allegato toscano dell'Unità, fino al '99, poi al Corriere di Firenze, infine caposervizio delle pagine dell'Unità in Toscana. Scrive sull'Informatore dal 1990.

Mangiare all'inglese
Anche se ormai a Londra la cucina ufficiale è diventata quella indiana, e la passione dei londinesi sembra essere quella di scovare in giro per la capitale i migliori ristoranti stranieri - amatissimi, chiaramente, quelli italiani doc che si fanno consegnare ogni mattina le mozzarelle di bufala direttamente da Battipaglia -, nel Regno Unito resiste inossidabile il mito e il rito del tè.
"Verso le quattro del pomeriggio non c'è niente di più rinfrescante e rivitalizzante di una tazza di tè", scrive Jane Pettigrew, direttrice di una famosa sala da tè londinese. Si tratta però di un tè speciale, che non ha niente a che vedere con quello in bustina, ma che si rifà direttamente a quello che era solita sorseggiare Anna, la settima duchessa di Bedford, nobildonna alla quale si deve l'introduzione di questa usanza pomeridiana tutta britannica che però ha contagiato mezzo mondo.
Inutile dire che per imparare a bere un tè all'inglese è assolutamente necessario sapersi orientare fra le diverse varietà: tè nero, tè verde, tè Oolong (semifermentato) e tè aromatizzati. Dopodiché non ci sono limiti ai cibi che gli inglesi sono soliti accompagnarvi. Altro che Kidney pie (strano sformato a base di carne di manzo in pasta sfoglia e fagioli), porridge (pappa d'avena con latte) o tremolanti budini di gelatina colorata! Si può iniziare con il pane da tè - ce ne sono infinite varietà, da quello con mandorle e banane a quello al sidro, ai fichi, dal mascarpone ed erba cipollina alla marmellata d'arancia e all'avena -, per continuare con i morbidissimi sandwich farciti con formaggio cremoso, prosciutto piccante, roastbeef, salmone, lo stuzzicante e stagionatissimo cheddar cheese (formaggio acuto dalle venature bluastre), tacchino, mirtilli e chi più ne ha più ne metta. Per i palati che prediligono i sapori dolci non si può prescindere dagli scones, minuscoli dolcetti a base di farina, latte e burro, che vanno serviti caldi insieme alle sublimi marmellate inglesi (da provare quella allo zenzero), lemon curd (golosissima marmellata di limoni e uova), panna rappresa e burro. O dal lardy cake, un pane nato nel Gloucestershire a base di farina, lardo, zucchero, noce moscata, cannella e uva passa, o i sempreverdi muffins, una specie di minuscole brioche (la forma è di quelle francesi) morbidissime e stillanti di farcia di cioccolato e frutta di ogni genere. Ci sono poi i biscotti a base di burro, quelli friabili al limone, quelli speziati che si mangiano soprattutto a Natale e le torte allo zenzero e alle mele accompagnate da crema calda o panna acida.
Per chi volesse, invece, fare un tuffo nella cucina inglese più verace si consiglia un assaggio, appena alzati, del sostanzioso english breakfast: uova strapazzate o uova "affrittellate", pancetta fritta alta due dita, salsicce arrostite di ogni genere e specie, fagioli borlotti cucinati con salsa di pomodoro (quasi "all'uccelletto"!), pane tostato, formaggi, salumi, caffè nero e succo d'arancia. Con una colazione così si attraversa a stomaco lieto tutta la giornata. E a sera ci si concede magari una fetta di roastbeef con verdure bollite (specialità delle campagne intorno ad Oxford), spiedini di pancetta, salsiccia e formaggio e gustosi sandwich a base di uova e sardine. Il tutto innaffiato da boccali di birra e, perché no, tè bollente.