I corsi per i dirigenti delle cooperative

Scritto da Laura D'Ettole |    Ottobre 2004    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

Manager sui banchi
E' nata nel 2001
per la formazione di manager del sistema Coop, ed ogni anno i suoi corsi sono frequentati da centinaia di persone in arrivo da tutta Italia. Ma il contributo più importante della Scuola Coop di Montelupo è stato quello di rivisitare i contenuti dei processi formativi tipici delle aziende, alla luce dei valori della cooperazione.
«Ai nostri corsi partecipano soprattutto quadri e dirigenti delle grandi cooperative nazionali, ma abbiamo anche una buona adesione di partecipanti provenienti da quelle di media e piccola dimensione», spiega il direttore della scuola Domenico Semmola.
Funziona così: nel consiglio di amministrazione siedono esponenti delle maggiori Coop italiane - ma da quest'anno c'è anche un rappresentante di quelle medio-piccole -, che rilevano al proprio interno i più importanti bisogni formativi. Su questa base la scuola elabora una proposta, e alla fine di questa "concertazione" si ha il vero e proprio programma annuale.

Manager sui banchi
Nel 2003 sono arrivate
a Montelupo poco meno di 500 persone, «un dato che vorremmo migliorare», sottolinea Semmola.
Ma l'obiettivo della scuola, più che raggiungere grandi numeri, è quello di produrre percorsi formativi di qualità diversa, «per cercare di tradurre la cultura del mondo cooperativo, e i suoi valori, in attività di direzione quotidiana». E poi quello di dare il senso, a chi la frequenta, di appartenere ad un sistema nazionale, che va da nord a sud e affonda le sue radici in un tempo lontano.

Giochi di squadra
Stanno alla Scuola di Montelupo dai 2 ai 15 giorni e vengono preparati al proprio ruolo di quadri o manager. In alcune forme didattiche sperimentali vengono coinvolti in giochi di simulazione dove imparano a governare situazioni complesse, a risolvere compiti di gruppo, a fare "gioco di squadra". In altri casi apprendono come si fa a gestire una riunione, sostenere un colloquio, parlare in pubblico: esattamente come avviene in qualsiasi scuola per manager, ma con una differenza in più.
«Anche in queste tecniche più elementari viene insegnato ai partecipanti come ascoltare e interpretare il punto di vista altrui e come dialogare con dipendenti e soci», fa sapere Semmola.
Il concetto diventa ancora più chiaro quando si tratta di corsi sulla leadership, ossia quel complesso di tecniche pensate apposta per formare "i capi". In questi ruoli gerarchici non deve esserci autoritarismo, ma rispetto dei dipendenti e capacità di motivare gli altri.
Considerazioni analoghe valgono per il marketing. I valori da trasmettere a soci e consumatori non possono essere quelli generici delle pubblicità patinate, ma quelli della qualità, convenienza, rispetto dell'ambiente e dei comportamenti etici.
L'attività della scuola però non si ferma qui: da quest'anno ha iniziato a produrre anche nuovi strumenti didattici per la formazione dei dipendenti addetti alle attività di vendita delle singole Coop.


GASTROLANDIA
Addetti di fiducia

«Scusi, com'è questo formaggio?». E' una domanda banale che chissà quante volte ci è capitato di rivolgere all'addetto alla gastronomia di un negozio qualsiasi, per sentirsi magari rispondere l'inevitabile frase "interessata": «Ovviamente buonissimo».
In realtà il rapporto di fiducia che s'instaura fra chi compra e chi vende è un fattore molto importante: anche questi piccoli aspetti spesso distinguono la qualità del servizio di un punto vendita rispetto ad un altro.
In aiuto a questi possibili deficit di comunicazione fra soci, clienti ed addetti, la Scuola di Montelupo ha elaborato "Gastrolandia": un pacchetto formativo per i dipendenti della gastronomia dei negozi Coop, che insegna a consumare e assaggiare i prodotti che vendono per valutarne la qualità. E che aiuta poi a dare informazioni mirate al cliente per metterlo in condizione di scegliere il prodotto migliore.
Quest'anno sarà la volta degli addetti al reparto macelleria, poi verrà il pesce, l'ortofrutta e così via. In un percorso che cercherà di permeare tutta l'area di vendita con questo nuovo senso di accoglienza. Come accadeva nelle vecchie botteghe, o magari nei vecchi spacci della cooperazione. Circa 150 anni fa.

Su Internet: www.scuola.coop.it