Le prime trasmissioni televisive. Ricordi e testimonianze

Scritto da Gabriele Parenti |    Gennaio 2014    |    Pag. 41

Giornalista professionista e regista radiotelevisivo, Gabriele Parenti ha realizzato vari programmi per le reti nazionali della Rai (Intercity-cultura, Learning, Speranze d'Italia) e per Rai International. Autore di documentari e di docu-fiction, attualmente coordina i programmi culturali della Sede Rai di Firenze. Ha svolto attività di ricerca presso l'Istituto di Filosofia del Diritto e di Studi storico-politici dell'Università di Pisa; tiene workshop e seminari nelle Università di Firenze, Pisa e Siena. Tra i suoi libri: Il pensiero dell'esilio (1986); La Sfida. Il pensiero e il coraggio di Robert Kennedy (1999); Il sogno e la memoria (2000); Il lato oscuro (2002); Sui crinali della storia (2005); Oltre l'immagine (2006).

“La Rai, radiotelevisione italiana, inizia oggi il suo regolare servizio di trasmissioni televisive”. Questo annuncio di Fulvia Colombo, dagli studi Rai di Milano, in corso Sempione, inaugurò l’era della televisione in Italia. Erano le 11 del 3 gennaio 1954, una domenica mattina. Alla cerimonia inaugurale seguì il primo palinsesto, assai articolato, in quanto frutto di anni di sperimentazioni.

Alle 14.30, Arrivi e Partenze, un programma in cui il trentenne Mike Bongiorno e il giornalista Armando Pizzo intervistavano personaggi in partenza o in arrivo negli aeroporti e nei porti italiani. Seguì un programma di musica leggera, L’Orchestra delle quindici , presentato da Febo Conti, con la regia Eros Macchi. Alle 15.45 avvenimenti sportivi in diretta e, due ore dopo, il film Le miserie del signor Travet, diretto da Mario Soldati e interpretato da Carlo Campanini, Alberto Sordi e Cervi, tratto dall’omonima commedia.

Alle 19 una rubrica d’arte, quindi alle 20.45 il telegiornale che, nei servizi filmati, ricalcava i cinegiornali commentati da una voce impostata, mentre le notizie erano lette da Riccardo Paladini (che aveva già condotto i telegiornali nella fase sperimentale dal 1952) destinato a divenire lo speaker per eccellenza.

In prima serata (21.15) esordì Teleclub, il primo talk show della televisione italiana, seguito dalla trasmissione in diretta di una commedia di Carlo Goldoni L’osteria della posta. In conclusione di giornata, dopo una rubrica di musica leggera dal titolo Settenote, la Domenica Sportiva, il programma più longevo della televisione italiana.

Il ricordo

Ma come fu percepito quel giorno all’interno della stessa Rai? Marcello Giannini per molti anni caporedattore della Sede di Firenze, oltre che noto telecronista sportivo, ricorda che due anni di sperimentazioni cui lui stesso prese parte a Roma, avevano suscitato forte interesse, ma la televisione era ancora un “oggetto misterioso”, quasi fantascientifico a cui si dedicavano specifici settori.

Quella, per Firenze, era la grande stagione di Botta e risposta, dei radiodrammi, dei programmi culturali come L’Approdo; fino all’avvento di Lascia o raddoppia?, nemmeno dall’interno si ebbe la sensazione che la televisione sarebbe stata un fenomeno di costume così dirompente.

«Il mio approccio alla televisione – ricorda invece Narciso Parigi - avvenne a Torino e a Roma già negli anni della sperimentazione, ma fu per me meno sensazionale, perché conoscevo la tv americana», che era già da anni sviluppata sia come diffusione sia come  palinsesti. Giannini ha sottolineato anche che la formazione delle prime “signorine buonasera”, tra i personaggi più popolari della tv, avvenne al Centro didattico di Firenze e che i primi contatti della Sede con il nuovo mezzo furono collegamenti in diretta e servizi di attualità e sportivi.

I servizi, registrati erano girati in pellicola, poi convertiti in segnale tv, potevano essere inviati per ponti radio attraverso i centri trasmittenti (in Toscana c’erano quello del Monte Serra e di Monte Morello presso Firenze) ma spesso erano gli autisti della Rai che portavano direttamente i filmati.

Ma non c’era solo attualità: «i programmi tv iniziarono a Firenze con L’Approdo televisivo – ricorda Luisa Maestrini, per molti anni responsabile dei programmi culturali della Sede Rai - che si affiancò al già celebre Approdo radiofonico, realizzando servizi e interviste con noti scrittori».

Luisa Maestrini menziona anche La Tv degli agricoltori, una delle prime trasmissioni itineranti cui la Sede Rai Toscana contribuiva con molti servizi filmati, proprio per la rilevante importanza dell’agricoltura nella nostra regione.

In principio fu… la televisione

I televisori, in quel fatidico 3 gennaio 1954 erano 24.000. Ciò fa ipotizzare che gli spettatori fossero circa 100.000.  Il segnale arrivava solo in Piemonte, Lombardia, Liguria, Toscana, Umbria e Lazio.

Ma già alla fine del ’54 la quota di popolazione servita superava il 48%. Nel ’61 raggiunge il 97% degli italiani. Bisogna tenere conto che un apparecchio televisivo costava in media 200.000 lire e che lo stipendio mensile era di 40-50.000 lire.

  • Nella foto in altro, Pippo Baudo, Mike Bongiorno, Corrado Mantoni e Enzo Tortora
  • Nella foto di metà articolo, Franca Valeri e Mario Riva