Gesti sconvenienti per attrarre l’attenzione e vendere biscotti

Scritto da Pippo Russo |    Maggio 2018    |    Pag. 39

Pippo Russo (Agrigento, 1965) insegna sociologia presso l'Università di Firenze e è giornalista e scrittore. Collabora con La Repubblica, Panorama e il sito di critica Satisfiction. Ha scritto diversi saggi e romanzi.

Così per spot

Certi sapori vanno goduti fino in fondo. Così ci dicono alcuni spot, e l’ultimo esempio viene dalla campagna pubblicitaria messa in circolazione per promuovere i Mikado, biscotti sottilissimi ricoperti di cioccolato. La protagonista è un’impiegata d’ufficio, come già era stato per un altro spot del medesimo prodotto. La donna viene ripresa alla sua postazione di lavoro mentre voluttuosamente assapora un Mikado: occhi chiusi nell’estasi, e rosicchiamento progressivo che fa sparire il biscotto in un istante. È talmente presa da quel godimento del palato da non accorgersi d’aver esaurito la scorta. Sicché quando affonda le dita nel pacchetto, lo scopre vuoto. E lei non era pronta. Quale frustrazione più grande del piacere che s’interrompe in modo inatteso? Un’altra confezione a portata di mano non c’è, e allontanarsi dal posto di lavoro per procurarsela non si può. Ma dato che è sempre la necessità ad aguzzare l'ingegno, ecco che la donna trova il modo per prolungare almeno un po’ quel piacere. Si accorge che sulla scrivania sono rimaste delle briciole. Non il massimo, ma per placare un po’ la voglia può andare. Usando un righello, la donna raccoglie le briciole e le spinge verso il bordo della scrivania. Poi si china per spingerle verso la bocca. E non vi sarebbe problema alcuno, se non fosse che, giusto nel momento in cui compie quel gesto così bizzarro, passi di lì un collega per portare un messaggio. Lui rimane imbarazzato e sconcertato per ciò che vede. Lei invece completa l’operazione, comportandosi come se nulla fosse. E anzi, mostra un’espressione di piena consapevolezza. Quasi rivendica quell’atto. Del resto, cosa c’è da imbarazzarsi se si vuol prolungare un altro po’ il senso di godimento? Uno spot che certamente lascia il segno: spiazza, scuote, provoca curiosità e ilarità, ma anche sconcerto in qualcuno. Certamente non lascia indifferenti, e basta questo per far dire che i creativi hanno raggiunto l’obiettivo. E soprattutto c’è l’aspetto del sapore da gustarsi oltre il limite. Un aspetto che era stato al centro di un altro fortunato spot pubblicitario, quello dei Fonzies. Si ricorderà che il claim di quello spot faceva riferimento al leccarsi le dita dopo aver mangiato ciascun Fonzie. Un gesto che secondo il micro-racconto sarebbe automatico, perché reso irresistibile dal sapore di quei bocconcini di patatine al formaggio. Di sicuro, un gesto che secondo i canoni dell’etichetta e del buon comportamento riterremmo sconveniente. Mettere le dita o le mani in bocca, al pari di molti altri gesti, viene etichettato come un comportamento da ragazzini ancora da educare. E invece nello spot il gesto è rappresentato come la giusta licenza da concedersi per prolungare il godimento di quel sapore. Lo schema è addirittura ingigantito nello spot di Mikado, in cui la protagonista compie un gesto francamente grottesco. Nella situazione rappresentata fa ridere, ma certo se lo vedessimo compiere in una circostanza reale, penseremmo molto male di chi lo mettesse in atto. In entrambi i casi il messaggio dello spot è chiaro: quando il sapore è un godimento così profondo e coinvolgente, qualsiasi gesto è permesso, pur di garantirsi un prolungamento di quel piacere. E pazienza se qualcuno penserà male. Sarà questo qualcuno a doversi ricredere.


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