Il Museo dedicato al pittore, scrittore, critico d'arte Ardengo Soffici

Scritto da Rossana De Caro |    Novembre 2012    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

Poggio a Caiano, piccolo comune situato sulle propaggini del Montalbano, che si distende dolcemente su rilievi e colline (da cui il nome), caratterizzato da un paesaggio ameno e rinomato per la sontuosa villa medicea che domina dall'alto il paese, si fregia di un altro piccolo grande gioiello: il Museo di Ardengo Soffici e del ‘900.

 

Da Parigi al Poggio

Soffici, personaggio poliedrico dai molteplici interessi, pittore, scrittore, critico d'arte, portò una ventata di aria fresca agli inizi del ‘900 nella stantia cultura italiana del tempo attardata su posizioni classiciste (fu lui a far "scoprire" gli Impressionisti in Italia con una mostra nel 1910 a Firenze).

Al Poggio Soffici visse gran parte della vita, di ritorno nel 1907 da Parigi: qui si era recato sospinto dal vento della novità che si propagava impetuoso in Europa all'inizio del XX secolo, e che lui fiutò come un segugio di razza, respirando avidamente, a pieni polmoni, l'aria culturale del tempo. Frequentò artisti geniali come Picasso, Braque, Apollinaire, fu amico di Carrà, Morandi, Boccioni, si permeò delle nuove idee e ammantato di un'allure bohemienne, bello e maledetto, ritornò alle sue toscanissime radici. Una volta a casa dipinge, scrive, è un fiume in piena. Nasce il sodalizio con Prezzolini e Papini, insieme a loro darà vita alle riviste culturali "La Voce" e "Lacerba".

Per tutti al Poggio Soffici era il sor Ardengo: alto, sottile, lo sguardo fiero, la parola tagliente, forse incuteva un po' soggezione, ma era uno di loro, figlio di quella terra tanto amata che egli rappresentò nelle sue pitture con amore filiale. Nella quale cercò rifugio quando partito volontario, interventista per la Grande Guerra, tornò come ebbe a dire lui stesso "un altro uomo", e che lo accolse, figliol prodigo, in tempi successivi, quando all'avanguardia si sostituirono il richiamo all'ordine e poi i valori plastici.

Abbandonate le forme moderne e futuriste la sua pittura ritorna ai volumi della pittura classica, alla plasticità del rinascimento toscano, quella che si ispira a Masaccio e ai grandi di quel periodo. Più tardi, negli anni successivi alla seconda guerra mondiale, austero e solitario, si ritirò dalla vita pubblica, continuando a lavorare ed esporre.

 


Quadri in scuderia

Il museo a lui dedicato ha una sede unica nel suo genere (che sicuramente sarebbe piaciuta molto a Soffici!): le Scuderie Medicee, annesse a Villa Ambra, dove un tempo sostavano cavalli e cavalieri nei loro spostamenti, sapientemente restaurate dall'architetto Franco Purini, ospitano, oltre alle sale della pinacoteca, anche la biblioteca comunale. Realizzato nel 2009 il museo ripercorre attraverso dipinti, documenti, riviste, carteggi e manoscritti, la carriera artistica e la vita di Soffici, fin dall'inizio l'una con l'altra avviluppate in modo quasi inestricabile, dal 1904 agli anni ‘60.

Affidato alle cure dello studioso d'arte del ‘900 prof. Luigi Cavallo, il Museo è diretto da Luigi Corsetti, poggese doc, già responsabile della Cultura del Comune e grande appassionato di Soffici: possiede un archivio che raccoglie tutti gli scritti di e su Soffici che sono stati pubblicati, oltre 2000 documenti, un vero patrimonio "accumulato" negli anni.

«La mia passione per questo personaggio, - ci racconta Corsetti - è iniziata da ragazzo nel '75 dopo aver visto la grande mostra "Ardengo Soffici, l'artista e lo scrittore nella cultura del ‘900", che si tenne alla Villa Medicea. Ero rimasto incuriosito da questo uomo così affascinante che aveva conosciuto tanti personaggi importante della cultura del suo tempo. Fu grazie a lui se Poggio, divenne una sorta di cenacolo culturale, dove si incontravano artisti e intellettuali, Papini, Prezzolini, Medardo Rosso, E tanti altri. E così ho cominciato a raccogliere documenti, manoscritti, libri, riviste, insomma tutto quello che si riferiva a lui».

«Il museo - prosegue Corsetti - è un omaggio al nostro celebre concittadino, ed è nato dallo sforzo congiunto del Comune di Poggio a Caiano, della Provincia di Prato e con i contributi della Comunità Europea. I quadri provengono da collezioni pubbliche e private, diversi sono in comodato gratuito, il che consentirà negli anni l'avvicendamento di nuovi quadri, dando vita ad una sorta di "museo mobile", vivo e stimolante. La biblioteca completa il museo, con le prime edizioni delle opere a stampa, una raccolta della bibliografia critica e un archivio in formazione di immagini e documenti. Ci auguriamo che il progetto didigitalizzazione del Fondo Soffici (conservato presso l'Archivio di Stato di Firenze), elaborato in collaborazione con il Centro di Studi Aldo Palazzeschi e con l'Archivio di Stato di Firenze, possa in un prossimo futuro realizzarsi».

E così nelle sale sfilano davanti ai nostri occhi gli affetti familiari, la mamma Egle, la moglie Maria, le figlie Valeria e Laura, il figlio Sergio, e poi le nature morte in stile futurista, e le colline, le strade, i campi, le case del Poggio. "Io dipingo sempre lo stesso posto", asserì una volta Soffici e, qui, nello stesso posto, adesso riposa nel piccolo cimitero del Poggio.

 

 

L'Europa in mostra

Fino al 27 gennaio 2013, presso le Scuderie medicee di Poggio a Caiano (Po), al Museo Ardengo Soffici, è visibile la mostra "Ardengo Soffici. L'Europa in Toscana". Curata da Luigi Cavallo, curatore del Museo, la mostra illustra con opere e documenti originali i contributi che dall'Europa giunsero nel nostro Paese con la mediazione dell'artista toscano, tra il 1900 e il 1918 e oltre.

Sono esposte 111 opere fra dipinti, disegni e sculture - provenienti da collezioni pubbliche e private - ed eccezionali documenti originali come prime edizioni di libri e riviste. In mostra opere di Soffici, e di maestri come Picasso, Degas, Toulouse-Lautrec, Henry Rousseau Il Doganiere e, fra gli italiani, Medardo Rosso, Modigliani, Balla, Boccioni, Carrà, de Chirico, Savinio, Primo Conti, Rosai, Severini, Viani.

 

 

Info e prenotazioni visite guidate: 0558701287-80-81; www.museoardengosoffici.it

Orario: da mercoledì a domenica ore 10-13/14-18.30, chiuso lunedì e martedì.

Ingresso: biglietto unico 3

 

Didascalie delle foto, a partire dall'alto:

  1. Ardengo Soffici: parigi, 1905-1906.
  2. Tramonto a Poggio, 1925. Olio su tela, cm 46x55. Collezione Comune di Carmignano, Prato.
  3. Ardengo Soffici e Giovanni Papini, 1909.
  4. Natura Morta, 1948.

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