Allergie da pollini e alimentari in aumento nella popolazione

Scritto da Alma Valente |    Aprile 2017    |    Pag. 42

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

allergia a primavera da polline SALUTE

Fino dai tempi antichi, molte popolazioni facevano coincidere l’inizio dell’anno con l’arrivo della primavera. È in primavera, infatti, che riparte il ciclo biologico della natura, con lo spuntare dei fiori sulle piante e nei prati. Ma non per tutti questo è motivo di gioia, perché alla comparsa dei pollini si accompagnano le manifestazioni allergiche respiratorie, molto fastidiose, con riniti e, talvolta, anche con reazioni asmatiche. Sembra peraltro un fenomeno in aumento, è davvero così?

«Le malattie allergiche sono molto più presenti nella popolazione generale rispetto a 20-30 anni fa – spiega Oliviero Rossi, Dirigente Medico di Immunoallergologia all’ospedale Careggi di Firenze – e centinaia di studi scientifici ed epidemiologici hanno ormai confermato tale trend in aumento nelle popolazioni del Vecchio e Nuovo Continente. Attualmente la prevalenza delle allergopatie respiratorie in Italia è stimata intorno al 10-20%, in armonia con la maggior parte dei paesi europei. In particolare la rinite allergica da polline, in certe fasce di età come quella adolescenziale, raggiunge picchi del 30-40%. La dermatite atopica, emblema delle patologie allergiche cutanee, ha invece un’incidenza del 2-5% e sale al 10-20% nei bambini».

Che differenza c'è tra allergie ed intolleranze?

«L’allergia è una malattia mediata dal sistema immunitario e può insorgere, nel caso del tipo alimentare, anche ingerendo piccolissime quantità del cibo cui il soggetto è allergico, con conseguenze talora molto gravi. L’intolleranza, al contrario, dipende da un’alterata metabolizzazione dell’alimento, legata alle caratteristiche dell’alimento stesso o della persona interessata. I sintomi, soprattutto gastrointestinali, si presentano quando la quantità di alimento ingerito è eccessiva rispetto alle capacità di smaltirlo correttamente. Nel caso di intolleranza ai solfiti, ad esempio nel vino bianco e nella frutta secca, sono possibili reazioni anche gravi come asma, orticaria, edema della gola».

Perché è importante una diagnosi di precisione?

«Le malattie allergiche, se non identificate o curate male, possono aggravarsi e comportare ripercussioni sullo stato di salute e sulla qualità di vita. È importante rivolgersi al proprio medico di famiglia, che sarà in grado di indicare gli approfondimenti necessari, come le prove cutanee e gli eventuali test allergologici sul sangue. È importante evitare i metodi fai-da-te, molto spesso reclamizzati su internet, come il ricorso a tecniche diagnostiche o terapie “alternative” del tutto prive di ogni valenza scientifica e attendibilità».

Come curare i sintomi?

«I sintomi di un’allergia verso un determinato cibo, o polline, o animale possono essere curati… evitando il “colpevole”! Purtroppo questo non è sempre possibile. Esistono quindi terapie “di fondo” per curare la malattia e farmaci da usare al bisogno, a seconda del tipo di allergia. In particolare si segnala la disponibilità di nuovi antistaminici, che sono ben tollerati. Esistono anche molecole antiallergiche da somministrare per via locale (ad esempio spray per via nasale e bronchiale)».

Ci sono delle novità nella terapia con i vaccini?

«Nel campo delle allergie è più appropriato parlare di “immunoterapia allergene specifica” che di vaccino. Questo approccio è considerato con grande attenzione perché, quando il paziente risponde positivamente, può guarire dall’allergia o ridurre al minimo l’uso dei farmaci. Sono disponibili anche prodotti dispensati gratuitamente dal servizio sanitario nazionale. L’offerta è quindi aumentata e sono state introdotte formulazioni in compresse e gocce sublinguali, al posto delle iniezioni, capaci di ottenere ottimi risultati ed elevata tollerabilità da parte del paziente».

Quando è il momento di rivolgersi allo specialista?

«Se i sintomi fanno venire il sospetto di una malattia allergica, è bene approfondire. Le conoscenze e le tecniche acquisite negli anni permettono di delineare con precisione le caratteristiche dell’allergia e individuare la terapia più idonea ».

Come per tutte le patologie, la diagnosi precoce permette una gestione migliore dell’allergia, evitando un’eventuale progressione verso forme più complesse. Per questo motivo i pazienti allergici devono essere seguiti nel tempo, recandosi a regolari visite di controllo.

L'intervistato

Oliviero Rossi

Dirigente Medico di Immunoallergologia all’ospedale Careggi di Firenze

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