Quasi scomparsa, è tornata a far parlare di sé. Come tenere sotto controllo gli acidi urici

Scritto da Francesco Morelli |    Novembre 2003    |    Pag.

Specialista in scienza dell'alimentazione e dietetica

Mal di gotta
Se qualcuno di voi
ha avuto un attacco gottoso, penso che difficilmente lo dimenticherà. Responsabile di queste violente crisi, quasi sempre notturne, con l'alluce tumefatto, rosso e dolente, è l'acido urico, ossia una sostanza presente nel nostro sangue che, quando aumenta troppo, si deposita su articolazioni e reni provocando la cosiddetta malattia gottosa.
Conosciuta in passato come la malattia dei ricchi o dei grandi mangiatori, la gotta era pressoché scomparsa nel periodo della prima e seconda guerra mondiale. Oggi, invece, in un'epoca di sedentarietà ed eccesso di peso, l'aumento dell'acido urico è di nuovo argomento di attualità e, non a caso infatti, molte fra le malattie metaboliche più diffuse, come l'obesità e il diabete, si accompagnano spesso anche ad un incremento dell'acido urico.
Se poi si pensa che l'aumento di questa sostanza avviene sempre più di frequente dopo trattamenti farmacologici (quali chemioterapia antitumorale, uso di diuretici e di cortisone), nonché in stati particolari (come ustioni, tumori, diete dimagranti estreme), si può ben capire il perché sempre più spesso troviamo nel nostro sangue aumenti elevati di acido urico il quale, molto recentemente, è stato riconosciuto anche come un importante fattore di rischio cardiovascolare.

La carne non c'entra
Chiarito tutto questo si può dire, per sintetizzare, che nel nostro sangue l'acido urico può aumentare per i seguenti motivi:
Cause esogene - Sono dovute ad un'eccessiva introduzione, con l'alimentazione, di purine (che sono, appunto, i precursori dell'acido urico), dovuta ad un eccesso di cibi a base di carne.
Cause endogene - Sono dovute ad un'eccessiva produzione di acido urico partendo da una via metabolica nuova (detta via dei polioli), che viene attivata non da un eccesso di proteine della carne bensì da un eccesso di alimenti dolci, di cui il saccarosio e soprattutto il fruttosio sono i più importanti.
Cause iatrogene - Sono dovute, come già detto, all'assunzione di farmaci utilizzati per la cura di altre malattie.
Ma, allora, qual è l'alimentazione più giusta per ridurre i valori di acido urico? Fino a poco tempo fa la risposta era: poca carne, ossia poche proteine, a conferma dell'opinione comune che la drastica riduzione dell'apporto alimentare di purine, presenti per lo più in questi alimenti, potesse essere l'arma vincente nel trattamento dell'acido urico e della malattia gottosa. Ma cambia il mondo, cambiano le diete e così, dopo tanti anni di diete povere di carne, ci siamo accorti che anche una dieta acarnea (ossia completamente senza carne) può, al massimo, ridurre l'acido urico di non più di 0,5-1 milligrammo, il tutto a conferma che quest'ultimo aumenta più per cause endogene che per cause esogene.

La giusta dieta
• Evitare l'aumento di peso e gli eccessi alimentari. Quest'ultimi in particolare sono dei veri e propri elementi scatenanti l'attacco gottoso.
• Abolire gli alimenti che contengono elevate quantità di purine.
• Evitare un'alimentazione troppo ricca di grassi
• Ridurre drasticamente gli alimenti ricchi di saccarosio e di fruttosio in quanto, come già detto, la sintesi endogena dell'acido urico deriva proprio dal metabolismo di queste sostanze. Dunque no ai dolci e ad alcuni frutti troppo ricchi in fruttosio, come uva, banane, fichi, cachi, ciliege, amarene, frutta secca in genere.
• Abolire lo zucchero e i dolcificanti a base di fruttosio. Via libera, invece, a caffè e tè, un tempo banditi dalla tavola del gottoso.
• Abolire o ridurre al massimo gli alcolici, in quanto stimolano anch'essi la sintesi endogena dell'acido urico.
Per facilitare l'eliminazione dell'acido urico con le urine non dimenticate mai di abbondare con l'acqua, meglio se di tipo oligominerale.