L'importanza del vaccino per certe categorie di popolazione a rischio

Scritto da Alma Valente |    Novembre 2012    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Come ogni anno, in autunno, molti si pongono la domanda sulla convenienza della vaccinazione anti-influenzale. In realtà di questo problema si parla molto e, grazie anche ai media, le informazioni disponibili sono numerose. A dispetto di ciò sono tante le persone che dubitano dell'efficacia di questo strumento preventivo, in quanto, pur essendosi vaccinate, hanno avuto una manifestazione febbrile, accompagnata dalla sintomatologia classica dell'influenza, come ad esempio mal di gola, raffreddore e tosse.

Cerchiamo dunque di allontanare queste perplessità. Per prima cosa facciamo un po' di chiarezza: secondo dati Istat, fra il 1990 e il 1994, in Italia l'influenza ha provocato oltre 3000 decessi, di cui nel 91% dei casi in soggetti al di sopra dei 65 anni di età; secondo la stessa fonte, però, questo dato può essere sottostimato, perché spesso vengono riportate fra le cause solo le complicanze della malattia.

In aggiunta dobbiamo riflettere sul fatto che lo scorso anno la patologia ha interessato oltre 2,5 milioni di persone. Le dimensioni del fenomeno ci inducono a pensare che la prevenzione sia indispensabile.

Perché dobbiamo vaccinarci ogni anno? Perché i ceppi virali utilizzati, secondo la Organizzazione mondiale della sanità (Oms), vengono selezionati dai sistemi di sorveglianza virologica di tutto il mondo, che monitorizza le modificazioni annuali delle caratteristiche dei virus in circolazione; è questa variabilità che rende inefficace la vaccinazione dell'anno precedente.

 

Chi si deve vaccinare?

Tutte le persone di età superiore ai 65 anni, i soggetti a rischio per malattie respiratorie croniche (asma compresa), i diabetici, chi soffre di insufficienza renale, i cardiopatici, coloro che presentano un sistema immunitario fragile dovuto o meno a farmaci o che debbono sottoporsi a un intervento chirurgico di una certa entità. In alcuni casi, anche bambini e ragazzi tra i 6 mesi e i 18 anni potrebbero aver bisogno di questo sostegno, ma solo se affetti da specifiche malattie e dietro il consiglio del pediatra di fiducia.

Infine la vaccinazione è consigliata al personale sanitario e a tutti coloro che, per lavoro, vengono a contatto con il pubblico.

Quando vaccinarsi? Di solito il periodo più indicato è tra ottobre e fine novembre. Farlo prima è sconsigliato, perché il vaccino medesimo perde la sua efficacia nell'arco di 6-8 mesi, e dunque la protezione potrebbe essere solo parziale. È bene ricordare alle persone che viaggiano nei paesi tropicali che è possibile contrarre questa infezione durante tutto l'anno.

 

Dove vaccinarsi

A chi dobbiamo rivolgerci per effettuare la vaccinazione? Ai medici di medicina generale, che ricevono direttamente dalla Asl di competenza le dosi di vaccino per i pazienti a rischio; saranno loro a effettuare l'iniezione nell'ambulatorio. Chi volesse effettuare il vaccino, anche se soggetto non strettamente a rischio, può acquistarlo in farmacia e iniettarlo nel muscolo deltoide del braccio, cioè nella regione laterale, poco sotto l'articolazione della spalla.

Effetti collaterali: in genere non si verificano reazioni di rilievo, in rari casi un lieve gonfiore o arrossamento nella zona di iniezione, ma di breve durata. Reazioni allergiche immediate si possono verificare in soggetti che hanno una ipersensibilità alle proteine dell'uovo. Chi si vaccina per la prima volta può presentare, dopo circa 12 ore, sintomi come febbre, dolori muscolari, cefalea e brividi, ma questo quadro è sempre di lieve entità e di breve durata (massimo 2 giorni).

In genere la vaccinazione conferisce una piena immunità nel 75% dei casi; nel restante 25% la malattia si manifesta con sintomi molto più lievi. Coloro che, pur essendosi vaccinati, presentano una sintomatologia simile all'influenza di grave entità, è bene che si rivolgano subito al loro medico di fiducia, perché nella stragrande maggioranza dei casi non si tratta di vera e propria influenza ma, verosimilmente, di una infezione dovuta a un virus parainfluenzale.

 

Quale scegliere

Sentiamo il parere dell'esperto: la farmacista Stefania Paoli. I vaccini antinfluenzali in commercio sono di 2 tipi: il primo è costituito dal virus reso inattivo con formalina e poi "spezzettato" con detergenti o altre sostanze chimiche; questo è chiamato Vaccino Split; il secondo è costituito dai soli elementi superficiali del virus, cioè dalle sole proteine della parte esterna del virus, ed è chiamato Vaccino Sub Unità. Questi due tipi di vaccini sono meglio tollerati rispetto alle precedenti formulazioni costituite da Virus Interi Disattivati che potevano avere una maggiore incidenza di effetti collaterali, ma ne mantengono la stessa efficacia.

Negli ultimi anni, inoltre, sono stati prodotti alcuni vaccini cosiddetti Adiuvati: si tratta di Vaccini Sub Unità formulati in modo da risultare in qualche modo potenziati e più utili in alcune categorie di persone nelle quali gli altri tipi di vaccino possono risultare meno efficaci: ad esempio pazienti che hanno subito un trapianto, malati di Hiv, persone anziane con il sistema immunitario depresso.

Per tutte le persone che comunque vogliono vaccinarsi, anche se non rientrano nelle categorie che ne hanno diritto tramite la distribuzione del medico di famiglia, il vaccino è disponibile presso le farmacie: viene dispensato dietro presentazione di ricetta ripetibile e il suo costo viene stabilito ogni anno dal Ministero della salute. Lo scorso inverno (2011-2012) costava circa 8,50 euro il tipo normale e circa 11,50 euro quello adiuvato.

 

Disegno di Lido Contemori


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