Sandra e i "suoi" bambini, una vocazione assoluta

Scritto da Silvia Amodio |    Gennaio 2013    |    Pag.

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

La poesia

La poesia mi avvolge

E mi prende la mente

Mi fa volare

E mi riappoggia dolcemente

Capisco che non devo cercare:

la poesia mi è venuta a trovare.

 

Io sono

Io sono tutti i tuoi pensieri

Le tue azioni.

Io sono tutti i tuoi dolori

E le tue gioie.

Io sono tutto ciò

che per te è amore.

 

Che ne pensate di questi versi? Non male vero, soprattutto dopo avervi svelato che i poeti in questione fanno la quarta elementare...

Queste poesie sono raccolte in un libro, Alla Voce del cuore (ed. Nicomp L. E.), curato da Sandra Dallai, e illustrate con alcune fotografie di Paola Camiciottoli. I bambini si sono confrontati con temi apparentemente più grandi di loro, la morte, la paura, la solitudine, l'amore, la violenza rivelando la capacità di scrivere in versi pensieri profondi e non banali.

Certo, non tutte le 106 poesie contenute nel libro hanno lo stesso spessore, ma ciò è testimonianza dell'onestà di questo lavoro. Sandra Dallai è la maestra che ha seguito il progetto. Ciclicamente lo ripropone quando i "suoi" bambini arrivano in quarta elementare, meravigliandosi ogni volta di come i "piccoli" sappiano destreggiarsi in un genere letterario tutt'altro che semplice.

La maestra Sandra, come tutti la chiamano, è originaria di Scarperia e ha alle spalle una grande esperienza. Da vent'anni è di ruolo alla scuola elementare Giotto di Firenze.

A dire il vero, ci racconta, «non ho mai pensato di fare la maestra; il mio desiderio era diventare avvocato per difendere le persone deboli; però, a ben pensarci, quando ero bambina avevo costruito una piccola scuola dove insegnavo alle bambole».

Una vocazione che è rimasta sopita finché un episodio ben preciso ha determinato la sua strada.

«Quando avevo vent'anni - prosegue -, facevo il doposcuola ad alcuni bambini del paese per guadagnare qualche soldino. Un anno mi affidarono un'alunna che aveva tantissimi problemi scolastici che si ripercuotevano anche sul suo aspetto emotivo e psicologico, dando il via ad un circolo vizioso dal quale sembrava impossibile uscire. Ho trovato una chiave d'accesso al suo mondo; ora quella bambina è un famoso architetto. Quell'anno ho capito che l'insegnamento era la mia missione e da allora non ho mai smesso».

A scuola la maestra stimola i ragazzi con molte letture e solo dopo che questo percorso didattico è stato interiorizzato e discusso insieme, i bambini iniziano a scrivere i loro testi. Qualche volta da soli, altre in gruppo. I risultati sono sempre rigorosamente tutta farina del loro sacco.

E quando chiediamo a Sandra quale sia il trucco, ci risponde molto semplicemente che «la passione è il motore di ogni cosa. L'apprendimento parte sempre dalle emozioni e dall'affettività. Se non c'è il gusto di insegnare, non c'è il piacere di apprendere. Non ho mai esercitato un ruolo rigido e autoritario, piuttosto cerco di essere comprensiva e di instaurare un rapporto basato sulla fiducia. Questo approccio consente ai miei alunni di sentirsi più liberi di esprimersi, quindi anche più creativi.
Ogni bambino ha i propri tempi e i propri ritmi; bisogna rispettarli. Non sempre i genitori capiscono questo metodo e si aspettano che i propri figli imparino a leggere e a contare tutti nello stesso momento. Non è sempre facile far capire quanto alimentare la fantasia e dargli spazio sia un investimento importante per il futuro. Per fortuna la nostra preside, Maria Cristina Tundo, mi sostiene e mi lascia molto libera nell'approccio didattico. Le sono molto grata per questo».

Una fiducia ben riposta, visto che il libro è stato presentato con successo in molte occasioni, tra le quali a Palazzo Medici Riccardi di Firenze, alla presenza di autorità importanti, ed è stato premiato al "Festival Nazionale di Poesia per e dei Bambini San Pellegrino" lo scorso dicembre.

 

BAMBINI NEL TEMPO
Sani ed equilibrati

Lo psicanalista austriaco Bruno Bettelheim diceva «di un uomo datemi i suoi primi sette anni e poi tenetevi il resto»; sottolineava così l'importanza degli stimoli che si ricevono da bambini e che contribuiscono a formare individui sani ed equilibrati.

Un'attenzione spesso teorica quella riservata ai più piccoli nella nostra società dove gli spazi e i tempi per giocare sono sempre più ridotti.

La televisione e l'elettronica hanno sostituito passatempi più tradizionali e i modelli proposti imitano i comportamenti dei grandi. Purtroppo spesso con un certo compiacimento di alcuni genitori che non capiscono che vivere da bambini è un sano investimento per il futuro.

 

L'intervistata: Sandra Dallai, maestra scuola elementare Giotto, Firenze

 

Fotografia di Silvia Amodio


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