La tomba di Galileo Galilei nel Pantheon di Santa Croce a Firenze

Scritto da Stefano Giraldi |    Febbraio 2004    |    Pag.

Giornalista e fotografo Specializzato in arte ed architettura. Ha realizzato un gran numero di cataloghi per artisti contemporanei italiani e stranieri. È stato a capo di campagne fotografiche per la realizzazione di numerosi volumi sui palazzi e chiese di Firenze per importanti case editrici con le quali collabora tuttora.

... E di chi vide
sotto l'etereo padiglion rotarsi
più mondi, e il sole irradiarli immoto,
onde l'Anglo che tanta ala vi stese
sgombrò per primo le vie del firmamento...

L'urne dei forti
Questi i versi che Foscolo
dedica a Galileo nei Sepolcri. Galilei si spense a 78 anni, nel 1642, nella villa di Arcetri dove aveva passato recluso gli ultimi anni della sua vita. L'Inquisizione, nemica da sempre dello scienziato, proibì la sua sepoltura nel Pantheon di Santa Croce, dove trovano l'ultima dimora i grandi fiorentini. La sua salma, tumulata provvisoriamente nel campanile del Noviziato di Santa Croce, fu infatti trasferita nel Pantheon quasi cento anni dopo, nel 1736. Ironia della sorte: il grande matematico e fisico riposa adesso nella stessa chiesa che governava l'Inquisizione fiorentina all'epoca. Nella stessa tomba si trovano le spoglie della figlia Virginia, l'unica che gli restò fedele: l'altra figlia, Livia, non gli perdonò mai di essere stata costretta a prendere i veli, come la sorella, forse perché entrambe illegittime e quindi, per i costumi di quell'epoca, impossibili da maritare.

Il suo monumento funebre, nella navata di sinistra della chiesa, dirimpetto alla tomba di Michelangelo Buonarroti, è di Giovan Battista Foggini, architetto e scultore del Granduca Cosimo III. Il figlio del Foggini, Giulio, in seguito rielaborò il monumento e lo ridusse, perché ritenuto troppo dispendioso dagli eredi di Vincenzo Viviani, discepolo affezionato del Galilei, che volle essere sepolto insieme al maestro e che si accollò tutte le spese della tomba.
La basilica di Santa Croce dei frati minori è definita giustamente "Pantheon" per l'aspetto caratteristico di tempio-cimitero, un tempio che onora la memoria di grandi uomini come, oltre Galilei, Michelangelo, Niccolò Machiavelli, Vittorio Alfieri, Carlo Marsuppini, Ugo Foscolo, Gioacchino Rossini, Vittorio Fossombroni, tanto per citarne qualcuno. Ma la grande chiesa ospita anche pregevoli opere d'arte di Giotto, Taddeo Gaddi, Giorgio Vasari, Donatello, Bernardo Rossellino, Andrea della Robbia e artisti moderni come Libero Andreotti, Antonio Berti, Pietro Parigi. Quindi non possiamo non finire, come abbiamo iniziato, con i versi del Foscolo:

A egregie cose il forte animo accendono
L'urne de' forti, o Pindemonte; e bella
E santa fanno al peregrin la terra
Che le ricetta...