Viaggio nel cuore della Toscana

Scritto da Leo Codacci |    Ottobre 1997    |    Pag.

Scrittore ed esperto in enogastronomia

E', questo,
In giro con Leo
un itinerario che conduce poco oltre Firenze, seguendo la via Cassia. Oltrepassato San Casciano Val di Pesa si arriva al piccolo borgo chiamato Bargino e poi, deviando per la strada che costeggia il fiume Pesa, si incontra Sambuca con le sue numerose industrie che terminano quando inizia il paese, sorto intorno all'antico ponte di Romigliano. Prima di entrare a Sambuca, sulla sinistra, una strada che sale su per i colli arriva a Badia a Passignano, con i suoi tesori religiosi e paesaggistici. La badia fu fondata poco dopo il mille da San Giovanni Gualberto, il fondatore dell'ordine dei vallombrosiani. Il convento è stato più volte distrutto e rifatto e solo da poco, dal 1986, è stato restituito alla cura dei frati. Nel cenacolo si può ammirare l''Ultima cena' del Ghirlandaio; molto bella anche la quattrocentesca cucina dei frati con l'enorme camino e la tavola in pietra.
Tornando da Passignano riprendiamo la Cassia al Ponte Nuovo e saliamo per Tavarnelle Val di Pesa. Il fascino di queste campagne è che su ogni colle, su ogni piccola strada si incontrano le testimonianze di una antica civiltà, che ha lasciato piccole e grandi chiese, case contadine, tabernacoli, fontane in pietra, piccoli borghi. Prima del paese, sulla sinistra, fa bella mostra di sé la pieve romanica di S. Piero in Bossolo, dell'XI secolo, oggi sede del Museo di arte sacra, dove sono raccolti dipinti, arredi e oggetti preziosi provenienti da altre chiese della zona.
Ed eccoci a Tavarnelle, un paese che si è sviluppato negli ultimi tre secoli fra le due antiche chiese, quella già ricordata di San Piero in Bossolo e la chiesa francescana del Borghetto, del XIII secolo. L'ultima volta che ci sono stato era di luglio, per la rievocazione della battitura del grano. Per l'occasione erano stati rimessi in funzione cinque trattori di un tempo e le trebbiatrici. E la sera, a cena, una grande tavolata al campo sportivo, dove solo i più fortunati hanno trovato posto, serviti dalle volontarie che amo come si possono amare i parenti più stretti. Poi a mezzanotte l'esplosione dei fuochi d'artificio, per la gioia di grandi e piccini. Fu una serata magica... anche la luna si era messa a lucido per rendere più bella quella nottata.
Subito dopo Tavarnelle ecco Barberino, con il ricordo di Semifonte, città distrutta in epoca lontana da Firenze, che non sopportò il sorgere di una rivale a metà strada con Siena. Entriamo fra le mura di Barberino Val d'Elsa e contempliamo il panorama che si offre ai nostri occhi.
Continuando per la nostra strada incontreremo quel gioiello di San Gimignano, e nella piana la città di Poggibonsi con il suo San Lucchese, i sacri resti di Poggio Bonizio e le testimonianze di una storia gloriosa.
Più in là Colle Val d'Elsa e, proprio al termine dell'itinerario, ecco la magnifica Monteriggioni che 'chi non si è mai fermato a visitare questo antico castello lo faccia presto che coprirà una lacuna nella sua conoscenza del bello e del buono'.
Infine Siena... la città del vivere sano, dell'amicizia più vera, delle sue meravigliose contrade.

Bene a poco
Nel centro di Tavarnelle, in via Roma, c'è un ristorante che si chiama 'La gramola'.
Gestito veramente con garbo, propone cose buone e sempre di giornata. Ottimi i risotti, anche dal sapore di mare, e le pastasciutte condite con vari tipi di ragù. Insomma, c'è veramente di che scegliere, oltre alla garanzia della freschezza dei prodotti. Anche i contorni sono gradevoli e vari.
Ordinate quindi con la certezza di gustare un ottimo pranzo innaffiato con del buon vino, e vedrete che anche il conto vi lascerà soddisfatti.
Frittelle di castagne
Preparate un composto piuttosto denso con 300 g di farina di castagne e un bicchiere d'acqua, aggiungete del ramerino, una tazza di uva passa rinvenuta nell'acqua tiepida, un pizzico di sale. In una padella fate scaldare l'olio d'oliva e quando sarà ben caldo fatevi scivolare piccole quantità del composto preparato. Lasciate dorare le frittelle e disponetele su un foglio di carta assorbente. Servitele ancora calde dopo averle spolverizzate con zucchero.
(Da 'Le chicche, viaggio sentimentale tra i dolci toscani' di Leo Codacci, ed. Del Palazzo)