Un gioiello da salvare: l’oratorio di Santa Maria e San Ranieri, del ‘700 in stile rococò

Scritto da Andrea Marchetti |    Luglio-Agosto 2015    |    Pag.

Dopo gli studi giuridici, si è occupato di ambiente ed energie rinnovabili: scrive per www.greenme.it, www.greenews.info e per alcune riviste del Gruppo Tecniche Nuove S.p.A. Collabora, inoltre, con la redazione di Pontedera (Pisa) de La Nazione e, dal 2010, con l'Informatore. Ha frequentato il Master in "Scrittura e Storytelling" della Scuola Holden di Alessandro Baricco e oltre a scrivere per i giornali si cimenta come sceneggiatore per cinema e fumetti.      

Crespina

A Crespina, sulle Colline Pisane, c’è un gioiello da salvare: l’oratorio di Santa Maria e San Ranieri, un edificio di pregio di fine ‘700 in stile rococò che rischia di rimanere vittima del tempo e dell’incuria. Ma, per fortuna, un gruppo di volontari sta cercando di raccogliere i fondi per il suo restauro. Si tratta di un’impresa difficile, visto che la somma necessaria ammonterebbe a 300.000 euro, ma non impossibile, specie se, attorno al progetto, si raccoglie un nutrito gruppo di persone deciso a portare avanti, con caparbietà, una serie di iniziative per la valorizzazione del patrimonio artistico e per la raccolta fondi.

Infatti, oltre ad alcuni volontari che hanno aderito a titolo personale, si stanno dando da fare anche il Consiglio pastorale e la Pro loco di Crespina. A essi si è aggiunto il Fai Giovani di Pisa nato, fra l’altro, per iniziativa di due studenti universitari crespinesi.

Nel 2013 l’oratorio di Santa Maria e San Ranieri fu scelto dal Fai di Pisa come tappa principale della “Faimarathon” e, di recente, è stato inserito fra i siti da visitare all’interno della guida 2015 Alla scoperta dell’Italia con il Fai. Dopo essere stato di proprietà dell’Ente per il sostentamento del clero, da circa due anni l’oratorio appartiene alla Parrocchia di Crespina.

Il primo impianto della cappella venne edificato, su disegno di Mattia Tarocchi, fra il 1774 e il 1775, per volere della contessa Giovanna Cataldi Del Testa Del Tignoso. Ci furono due ampliamenti successivi, nel 1780 e nel 1784. L’interno dell’oratorio contiene i dipinti di Giovan Battista Tempesti, il più importante e fecondo artista pisano del Settecento maturo.

«Il primo obiettivo - spiega Mauro Iacopini del Consiglio pastorale - è far conoscere il più possibile l’oratorio, farne capire il valore artistico e religioso per il territorio, così da invogliare anche le donazioni. Da aprile l’oratorio è aperto al pubblico, la domenica dalle 15 alle 18, e resterà visitabile fino a settembre. Lo scorso 21 giugno abbiamo invitato tutte le coppie che, negli ultimi 50 anni, hanno celebrato il matrimonio nell’oratorio.

Dopo la Messa c’è stato un rinfresco con la consegna degli attestati e, la sera, abbiamo fatto una cena di autofinanziamento aperta a tutti, a cura delle cuoche della Pro loco e della Misericordia. Vogliamo, infatti, che tutti si sentano partecipi e che, attorno all’oratorio, si crei un interesse da parte della comunità del Comune di Crespina-Lorenzana».

Le iniziative andranno avanti fino a settembre. Come spiega Elena Rossi, del consiglio direttivo della Pro loco, «lo scopo è quello di raccogliere i fondi organizzando eventi di diverso genere: feste, manifestazioni, cene e merende ma anche convegni culturali, come avverrà nel mese di settembre». L’oratorio, infatti, è stato oggetto anche di numerosi studi nel corso del tempo.

A partire dal Giovanni Mariti, accademico dei Georgofili che ne parlò nel suo Odeoporico ossia viaggio per le Colline Pisane nel 1736, fino agli studi di diversi storici dell’arte dell’Ateneo pisano. Nel frattempo, l’oratorio sarà al centro di un evento anche nel mese di luglio, un’altra tappa del percorso di raccolta fondi: «Il 12 luglio - dice Elena Rossi - ci sarà una visita guidata in tutti gli oratori del Comune di Crespina Lorenzana, compreso ovviamente quello di Santa Maria e San Ranieri.

Seguirà una merenda di autofinanziamento. Nel progetto di valorizzazione abbiamo inserito anche la chiesa di San Michele, restaurata di recente. Nel cortile della chiesa sistemeremo una installazione con la proiezione continua di foto e immagini delle opere d’arte, provenienti dal territorio crespinese, attualmente esposte nel museo di San Matteo a Pisa. Si tratta di un importante invito ai visitatori e alla popolazione locale affinché riscoprano le radici di questo territorio».

Gli intervistati: Mauro Iacopini, del Consiglio pastorale; Elena Rossi, del consiglio direttivo della Pro loco